Differenze tra bacchette cinesi, giapponesi e coreane

Se siete come me, non ne saprete comunque usare al meglio nessuna, ma avrete comunque notato le differenze presenti tra bacchette cinesi, giapponesi e coreane, almeno per l’aspetto esteriore. Le prime della storia sono quelle cinesi, risalenti al IV secolo a.C., giunte poi in Giappone e infine anche in Corea. Da noi per lo più si trovano le tipologie cinesi, ma a me è capitato di vedere anche le altre due. Ad ogni modo, andiamo a conoscerne meglio e storia e particolarità!

Edward Wang, storico e professore a Cambridge, a queste differenze ha dedicato un libro intitolato Chopstick – a cultural and culinary history. Partiamo da quelle più antiche, dunque. Le bacchette cinesi sono le più lunghe e le più appuntite: questo perché durante la dinastia Song, il cibo veniva pensato per essere condiviso sulle tavole e le bacchette dunque servivano per raggiungere le portate più lontane, senza spostare il piatto. Quelle giapponesi sono più corte, perché il cibo non necessitava di essere condiviso quando venne utilizzata. In Giappone infatti l’utilizzo delle bacchette era collegato alla credenza che toccare il cibo con la bocca lasci sopra il suo spirito.

Inoltre, durante la guerra quando un padre di famiglia era assente per lungo tempo, a tavola si apparecchiava anche con le sue bacchette, per lenire il dolore dell’assenza. Generalmente vengono poste sul tavolo orizzontalmente, per agevolare e permettere il movimento che compie il braccio per mangiare. Sono più appuntite, per una miglior presa dei piatti, che sono principalmente a base di pesce. Nei ristoranti coreani vi sarà magari capitato di mangiare con bacchette di metallo: l’origine risale molto probabilmente al VII secolo. A quel tempo erano però d’argento, perché si credeva che fosse in grado di determinare la presenza di veleno nel piatto. Le più alte cariche del regno temevano di venire avvelenate dai loro nemici. In seguito venne utilizzato anche tra i ceti meno abbienti, ma con materiali meno pregiati.

– Lidia Marino – 

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