Deadpool, un eroe per adulti

03Questo è stato, tra gli amanti del genere supereroistico, uno dei film più attesi degli ultimi anni: miriade di articoli, trailer, voci e quant’altro hanno contribuito a far crescere l’hype. Ma ora l’attesa è finita: Deadpool è uscito al cinema, meritandosi una pellicola tutta sua!

Iniziamo parlando un po’ del personaggio: Deadpool è un eroe atipico, sboccato e volgare, senza alcuna moralità e gode (veramente) nell’uccidere. In più, lui è quell’eroe dei fumetti che sa di essere un eroe dei fumetti e, per questo, rompe spesso la quarta parete, parlando col pubblico (elemento che dai tempi delle commedie greche non ha mai smesso di funzionare, ammettiamolo!). Tutto questo mix lo rende un “eroe” decisamente non adatto ai bambini (e nemmeno pensato per essi), ma molto divertente 02ed amato dagli adulti. Ed è su questo che i produttori hanno voluto puntare: sugli adulti. Sullo humor scurrile e sulle battute senza senso, avvicinandosi all’originale, ma soprattutto allontanandosi dalla sua prima apparizione cinematografica in X-Men Origins – Wolverine, dove Deadpool apparì nel peggiore dei modi: muto e comandato a bacchetta dal cattivo di turno (William Stryker) fino a diventare un miscuglio di altri mutanti per combattere Wolverine e Sabretooth insieme.

No, quello non era Deadpool, questo è DeadpoolNel nuovo film vediamo i punti di forza del personaggio uscire fuori in tutto il suo ardore, come, appunto, la sua comicità e la sua poca moralità. Non mancano le battute collegate alla realtà (come il piccolo accenno all’altro eroe interpretato da Ryan Reynolds, ovvero Lanterna Verde), non mancano le già citate chiacchierate con il pubblico, non mancano morti splatter e la “delicatezza lessicale” che lo 01contraddistinguono.
Non voglio spoilerarvi niente, anche perché i trailer usciti fin’ora già lo fanno, raccontandovi molto di quello che è accaduto ed accadrà (come dei piccoli bignami audio-visivi del film), ma tranquilli: il punto focale di questo film non è certo la trama, che si traduce in una storyline classica dell’eroe che lotta per qualcuno, ma la caratterizzazione. Non serve una storia complessa, perché il film è una evidente vetrina per Deadpool, che deve attirare su di sé i commenti dello spettatore, possibilmente variando da “Ma dai!” o “Che figata!”, e farvi affezionare a questo non-eroe, nonostante (e in realtà proprio per quello) la sua scarsa moralità. Perché, in fondo, tutto il film gira intorno all’amore… ed è un ottimo motivo per far tutto quel casino.

Faccio, però, due piccole note a margine:
intanto, a tutti i genitori che hanno portato i figli a vedere il film, lamentandosi poi che era troppo volgare per un bambino, dico solo che bastava informarsi prima per sapere che non lo era: è scritto ovunque, dal sottotitolo Un supereroe per adulti al fatto che sia stato vietato ovunque la visione ai minorenni. Seconda cosa, se non vi piacciono le battute un po’ volgari o idiote e senza senso, potreste trovare parte del film noioso, inutile o, addirittura, raccapricciante, ma questo semplicemente perché Deadpool non fa per voi.

– Giorgio Correnti –

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