Curiosità sul romanzo “Cime Tempestose”

Ben trovati amanti della letteratura! I più attenti ricorderanno che, la scorsa settimana, ho tentato di rendere omaggio al più famoso lavoro di Charlotte Brontë, elencando alcune curiosità sul suo romanzo “Jane Eyre”. (Se qualcuno di voi è stato poco attento: corra a recuperarlo! Ci sono scritte delle cose che vi lasceranno senza parole!).
Anyway (forse, con le serie-tv sto esagerando!) oggi vorrei continuare a rendere omaggio a questa famiglia, che ha dato i natali a tre donne che hanno scritto pagine indelebili nella letteratura. Oggi, signori e signore, è il turno di Emily Brontë.

Da sempre gli studiosi si sono chiesti come questa giovane donna, vissuta da reclusa in una canonica ai margini della brughiera, in compagnia di due sorelle schive, di un padre violento e di un fratello alcolizzato, una donna che morì vergine a soli trent’anni, possa aver scritto e immaginato scenari pieni di forza e intrisi di crudeltà umana. Emily, la quinta di sei figli, nasce il 30 luglio del 1818 a Thornton, nello Yorkshire, con un destino già segnato. Emily sarà una scrittrice, come le sue sorelle, anche se più avvezza alla poesia. Emily sarà ricordata per il suo unico romanzo: “Cime Tempestose”. Il suo “Wuthering Heights” viene scritto tra l’ottobre del 1845 e il giugno del 1846 e viene pubblicato, per la prima volta, nel 1847. All’inizio, il romanzo, non fu accolto benevolmente per la sua struttura innovativa. Purtroppo nessuno, nemmeno i suoi biografi, per lunghi anni ha capito il suo genio. Dopo anni dalla sua morte, Emily ha ottenuto i riconoscimenti che la sua creatività meritava, a dispetto dei pregiudizi dei critici e dell’operazione di manomissione e insabbiamento da parte di sua sorella, Charlotte Brontë. Tuttavia oggi, per fortuna, è considerato un classico della letteratura mondiale ed è uno dei migliori esempi della letteratura vittoriana. Ma non sono qui per parlarvi della trama che sicuramente conoscete, ma per rivelarvi alcune curiosità sul suo capolavoro.

– Per prima cosa “Cime tempestose” non è, affatto, un romanzo d’amore! Molti lettori si sono avvicinati a quest’opera fuorviati dai tanti adattamenti cinematografici, che hanno, decisamente, banalizzato il rapporto fra i protagonisti principali. Il libro racconta la storia di una vendetta e di un’ossessione, un’ossessione che vede come protagonisti delle persone orribili che compiono azioni orribili. È sicuramente vero che Heathcliff e Catherine vivono un rapporto affascinante che è, ovviamente, il motore del romanzo ma non si può chiamare “amore”. Chiamatelo con il nome che volete ma non con la parola “amore”!

-Tutte le sorelle Brönte hanno usato degli pseudonimi per pubblicare i loro romanzi, a causa dei pregiudizi dei critici dell’epoca nei confronti delle opere scritte da donne. Le sorelle, diventarono per il loro pubblico, i fratelli Bell, ed Emily si firmava con lo pseudonimo di “Ellis Bell”.

-Pare che l’editore Thomas Newby abbia suggerito a Emily Brönte di inserire nel suo “Cime Tempestose” un animale decisamente poco convenzionale: un unicorno. Si, avete letto bene: un unicorno! Ovviamente Emily non poteva prendere, davvero, in considerazione una proposta del genere così, prendendo ad esempio il romanzo di sua sorella, dichiarò: “Mentre Jane Eyre racconta la storia di due amanti che alla fine riescono a trovare la felicità nonostante le circostanze e i dettami della società, il mio narra la storia di due amanti lacerati dalle circostanze e dalla società“.

-Il mistero che senza dubbio si cela tra le pagine di “Wuthering Heights” è l’identità di Heathcliff. Del personaggio maschile chiave del romanzo non si sa nulla, tranne che ha capelli e occhi scuri e che al suo arrivo, presso la tenuta, parla una lingua che nessuno conosce. Molti critici avanzarono l’ipotesi che il personaggio avesse origini irlandesi o africane. Sappiamo infatti che Mr. Earnshaw trovò Heathcliff a Liverpool, che all’epoca era il porto più importante d’Inghilterra, sia per la tratta degli schiavi africani e sia per l’immigrazione dall’Irlanda. A questo proposito, in uno dei più recenti adattamenti cinematografici del romanzo (diretto dal regista Andrea Arnold nel 2011) il ruolo di Heathcliff viene assegnato, per la prima volta, ad un attore di colore, James Howson.

– Al momento della pubblicazione nel 1847, i giudizi su “Cime tempestose” non furono, decisamente, unanimi e tantomeno magnanimi. Alcuni, anche considerando il romanzo “confuso”, apprezzarono la complessa struttura e la modernità della lettura. Altri lo definirono una “storia di autentici selvaggi” privi di ogni benché minima morale. Alcuni critici consigliarono i lettori di bruciare la loro copia e di dedicarsi ad un romanzo migliore, come, ad esempio, “Jane Eyre”. Altri, invece, si dissero stupiti nell’apprendere che qualcuno potesse leggere più di 12 capitoli senza tentare il suicidio.

-Dopo la morte di Emily, Charlotte, ultima sorella rimasta in vita, continuò a promuovere, la sua opera. Nella prefazione, dell’edizione del 1850, per mettere a tacere le critiche, Charlotte cercò di scusare la “strana” creatività della sua defunta sorella. Charlotte giustificò le parole di Emily: giustificò la passione irruenta e negativa che raccontava nel romanzo, rivelando al pubblico che, durante la stesura del suo libro, Emily fosse vittima di una “possessione”, di un “qualcosa” di più forte della sua volontà, che dominava completamente la sua penna. Ragion per cui non era responsabile delle sue azioni. In poche parole, per proteggere la memoria della sua famiglia dall’ira dei critici, Charlotte sminuì la creatività di sua sorella adducendole una scarsa cultura, nessuna conoscenza del mondo, e insinuando che non fosse tanto sana di mente.

“Cime Tempestose” è un romanzo che non ha tempo, che non può essere rinchiuso tra le pareti di un determinato periodo storico. “Wuthering Heights” racconta, in modo crudo e semplice, fin dove può spingersi l’ossessione e la crudeltà umana. Spiega, senza giri di parole, che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e/o contraria e che nulla accade per caso. La vita, anche beffandoti, ti presenta sempre il conto e spesso è davvero salato!

– Giuseppina Serafina Marzocca – 

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