Commento al film Insurgent

1Il secondo episodio tratto dalla famosa The Divergent Trilogy di Veronica Roth ha raggiunto gli schermi americani: scoprite se vale la pena andare al cinema leggendo il mio commento al film Insurgent!

Attenzione: spoilers!

È una mia impressione o si sono susseguiti in un brevissimo tempo una serie di film di futuri distopici inquietanti, con giovanissimi protagonisti pronti ad uccidere un po’ tutto e tutti?
Dal successo mondiale di The Hunger Games, debuttato al cinema nel 2012, al meno apprezzato The Maze Runner (2014) fino a Divergent, nello stesso anno, sembrano un po’ usciti dalla mente perversa dello stesso sceneggiatore, ma sono in realtà tutti tratti da brevi serie di romanzi, di autori diversi, anche se l’idea di fondo è sempre la stessa: una società perversa costringe a scelte di vita discutibili I propri giovani rampolli. Insomma, nemmeno ho cominciato a parlare del film in sé e già sto gridando: banale!

Ma andiamo al sodo: devo dire che comunque la storia di Divergent l’ho trovata intrigante, ma il mio entusiasmo è stato smorzato dal suo seguito Insurgent. Il film inizia con Triss che si taglia i capelli, a simboleggiare una se stessa diversa, una se stessa nuova… che dire, chiedetelo a una qualunque ragazza che ha cambiato cambio di capelli di recente: vi dirà che l’ha fatto per sentirsi diversa, nuova… Questo rende Triss più simile a noi?
Ok, ma comunque non si spiega come fa ad ottenere una scalatura precisa con un machete… cosa da film.

Dopodiché, la cattiva di turno necessita di una persona che sia divergent, ma non tutti vanno bene…indovinate chi fra migliaia di persone è l’unica che può servire allo scopo di Janine? Esatto! Quante probabilità c’erano che fosse proprio la protagonista? Se non altro, gli sceneggiatori, in un momento di lucidità mentale, riconoscono2 che è davvero improbabile e decidono di farci sopra qualche battuta.
Infine, Katniss si unisce ai ribelli. Ho detto Katniss? Volevo dire Triss. Dopo varie peripezie, si arriva all’agognato finale, che però è lo stesso di The Village. Mah.

La banalità della storia è affiancata alla evidente paresi facciale di Theo James, che interpreta Quattro, che sfortunatamente gli impedisce di esprimere un qualsivoglia sentimento.
Nella versione inglese, anche la voce fa la sua parte: non solo è inespressiva (si va da “ti amo” allo “sparaaaa!” allo “oddiomioooo sei morta” con lo stesso impietoso tono) ma è mugugnata, rendendo praticamente inutile il 65% delle battute: evidentemente se ne poteva fare a meno!

Se vi sono sembrata impietosa, dite la vostra! E se non vi sono sembrata abbastanza impietosa, probabilmente avete ragione. Se invece volete un consiglio: rimanete a casa e guardatevi The Village!

– Mangoberry – 

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