Come sarebbe stato il sequel di Star Wars nelle mani di George Lucas

Abbiamo scritto più volte del rapporto di odio/amore che ogni fan prova nei confronti dell’intera saga di Star Wars, dagli albori ad oggi. Ebbene, una buona parte di questa ambivalenza la dobbiamo a George Lucas e al suo “modo discutibile” di scrivere copioni. La fantasia c’è, la storia anche, ma poi al dunque tanti dettagli fanno storcere la bocca. A quanto pare, per ovviare al problema di narrazione, la nuova trilogia ha deciso di non avere nessuna trama e dedicarsi solo alla realizzazione tecnica, sperando forse di rimediare agli errori del creatore precedente. Eppure, nonostante l’episodio VIII ancora faccia discutere sulla propria rilevanza, leggendo come sarebbe stato il sequel di Star Wars nelle mani di George Lucas, il pensiero che viene in mente è che a volte è un bene che i “se” non facciano la storia.

Non si sa, infatti, quale sarebbe stata nella sua mente la storia principale, ma ora sappiamo – viste le sue recenti affermazioni – che un ruolo importante lo avrebbero avuto delle particelle appartenenti ad un mondo microbiotico, chiamate “Whills”, responsabili di nutrire la Forza. Ah, George, quanto ti piacciono ‘ste cose. Tutti voi ricorderete i midi-chlorian, gli organismi responsabili della vita, che avevano aperto tante parentesi, senza mai chiuderne nessuna, no? Bene, perché non creare qualcosa di simile e sguazzarci dentro ancora una volta? Almeno lo stesso Lucas sembra essere consapevole del fatto che a molti non sarebbe andata giù un’altra uscita come questa: “certo, tanti fan l’avrebbero odiati, come ne La Minaccia Fantasma, ma almeno la storia sarebbe stata raccontata dall’inizio alla fine come avrebbe dovuto essere.” Ma chi ci crede, George.

Dateci semplicemente un po’ di sana caratterizzazione dei personaggi – oh, questa sconosciuta! – e, vi giuro, noi saremo felici.

– Lidia Marino – 

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