Colapesce, il cantautore siciliano

1Benvenuti da Martaranci Bellavita! Cosa può celarsi dietro un nome del genere? Terra calda di Sole e spensieratezza? Ok, si l’articolo non è su di me, ma voleva essere un modo per introdurre un’artista il cui pseudonimo racchiude in sé una magica storia, che porta i profumi (ma anche strani odori) del mare, credenze popolari e sonorità che trasmettono malinconia, riflessioni sociali, ironia, cultura e la semplice profondità dei sentimenti. Essendo un mio vicino di casa non potevo che elogiare al meglio proprio lui: Colapesce.

Nato in provincia di Siracusa, partecipa a vari progetti musicali che lo vedono poi approdare come solista nel 2010 con l’omonimo EP Colapesce. Per l’occasione l’autore Angelo Orlando Meloni rielabora a suo modo la vecchia leggenda siciliana di Colapesce, da cui il cantautore ha preso il nome (nella versione più conosciuta, quella palermitana, si narra di un certo Nicola, soprannominato Colapesce per la sua abilità nel muoversi in acqua. La sua fama arriva a Federico II di Svevia che decide di metterlo alla prova, buttando in acqua prima una coppa, subito recuperata da Colapesce, poi la propria corona, che viene anch’essa recuperata con abilità, ed infine un anello in un abisso più profondo di quelli precedenti. Questa volta Colaspesce non riemerge più). Nel 2012 collabora con noti artisti del panorama italiano come Meg, voce dei 99 posse, e Roy Paci, per la realizzazione del suo primo album “Un meraviglioso declino”, con cui vince il premio Tenco come “migliore opera prima”.

2Quest’album l’ho voluto ascoltare più e più volte perché ogni volta scoprivo dettagli sempre diversi. È difficile non lasciarsi trascinare dalle sue sonorità e dal canto molto lineare quasi ipnotico, che ti trascina in una sorta di trans meditativo, su te stesso e ciò che ti circonda. Il vero significato dei testi lo cerco un po’ per attribuirli a ricordi o paesaggi a me conosciuti, un po’ perché quando un pezzo mi emoziona voglio che mi rimanga dentro, così da rendere il tutto immortale. Colapesce nei suoi testi fa tutto questo: racconta immagini ed emozioni di vita siciliana presa con leggerezza, ma non superficialità, facendoti assaporare attimo dopo attimo fino in fondo. Lui, col suo modo di narrare cantando, ti proietta un film dalle mille sfaccettature di una giornata, e basta ascoltarlo ad occhi chiusi. È il caso di Satellite: “Facciamo i panini andiamo al mare, la nostra radio dj paradise, sono le 20 ancora facciamo l’amore”, perché al sud si sa, se non sono le 21 alla sera non si cena. C’è sempre tempo per mangiare, ma per le cose vere, l’amore, non si può aspettare. Ho i brividi se penso alle sere d’estate con “un satellite bianco” nel cielo, che si riflette sulle onde, una birra ed una chitarra in cima alle cabine di un lido in spiaggia. Basta poco per essere felici. Di colpo S’illumina, m’illumino, pensando ai pomeriggi passati nel terrazzo di casa di mia madre in Ortigia, unta d’olio come una cotoletta a fare “il pieno di luce”, scorgendo in lontananza l’antica fortezza Maniace dalle quali “feritoie sanguina il castello”. E che castello! Questo verso racchiude parte della sua storia.E dopo innumerevoli notti estive insonni, come sostenere “Il mattino dei morti viventi”? Già il titolo rende bene l’idea, immagini chiare di profonde occhiaie e suoni pesanti di passi addormentati e lenti dei miei piedi striscianti, “come zombie sugli sci”. Sfido a non cedere alle tentazioni notturne! Sempre in serata si parte per Bogotà: in realtà questa è una canzone che riguarda strettamente ricordi del cantante e del fratello, ma con quel giro di chitarra e “cicale e formiche che facevano festa nel cortile ”, “io la notte ancora sto sveglia a pensare al tempo che ho perso e ne accumulo altro”. Forse un giorno prenderò anch’io “tamburo ed ombrello” per raggiungere posti lontani.

3Ma torniamo coi piedi per terra perché mentre io perdevo sonno e tempo, nel febbraio 2015 esce il secondo album Egomostro, cosa può suggerire un titolo così? Beh, ci facciamo un selfie? Lui ha fatto di meglio, infatti la copertina dell’album, non a caso, ritrae una statuetta simil-oscar che rappresenta lo stesso cantautore, oggetto che è stato realizzato appositamente per il booklet. Un album di forte autocritica o una denuncia di una criticità notevole dell’attuale società? Potrebbe sembrare tutto una provocazione, se si considera che il singolo di lancio è Maledetti Italiani, ma se lo ascolti attentamente e soprattutto analizzi attentamente il video, credo sarà semplice intuire che il messaggio è: cancelliamo e ricominciamo. 

Per fomentare la vostra curiosità aggiungo una particolare collaborazione con un noto grafico e fumettista, Alessandro Baronciani. Come mai questa chicca? Perché oltre ad aver pubblicato un fantastico fumetto scritto a 4 mani, dal titolo La distanza, adesso i due se ne vanno beati in giro per l’Italia con poche date alla mano, un concerto in acustica e un grande schermo sul quale vengono proiettati in diretta i tratti spessi ma semplici delle illustrazioni di Baronciani. Un’emozione indescrivibile, tutta da vivere. Un concerto fuori dalle righe perché disegnato su fogli completamente bianchi, un’atmosfera quasi casalinga che ti permette di entrare in comunicazione con entrambe gli artisti. Il miglior pezzo disegnato mai visto ed ascoltato: Breznsy; non solo perché in acustica sinceramente lo preferisco, ma perché attraverso le immagini ho potuto cogliere a pieno l’ironia di questo pezzo.

Colapesce, se mi stai leggendo, ti prego voglio assolutamente la vostra versione di Internazionale. Merita notevole interesse ogni data, ognuna diversa dall’altra, ma attenzione: sarà un evento unico nel suo genere, infatti alla fine di questo mini tour i due, Baronciani e Colapesce non ripeteranno più l’esperienza, se pur ben riuscita. Quindi non perdetevi un concerto, se volete regalarvi o regalare qualcosa di veramente speciale.

Ecco le prossime date disponibili:
16 giugno: Bologna Covo Summer Club;
01 luglio Cremona Porte Aperte Festival.

– Martaranci Bellavita – 

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