Cioccolatini in giro per il mondo

Ci sono poche cose che amo quanto viaggiare, e se il mangiare non lo supera, di certo lo rende ancora più interessante. Ecco perché mi diverte tanto scrivere di piatti e prodotti tipici che si possono trovare al di là del proprio quartiere, perché fa bene anche solo girovagare con la fantasia. Oggi i protagonisti saranno cioccolatini in giro per il mondo, quelli più famosi, quelli meno, quelli intriganti, e in generale quelli più gustosi.

Inizierò con alcuni dei più noti, che potete trovare in Austria e che rappresentano un’ottima idea regalo per quando tornate da quelle meravigliose città: le palle di Mozart, o Mozartkugel. Si tratta di una specialità di Salisburgo, che poi è proprio la città natale del compositore di cui il dolce porta il nome. La ricetta è stata creata dal pasticcere Paul Fürst nel 1890 e consiste in un morbido involucro di marzapane e gianduia, con un cuore di pistacchio, ricoperto di cioccolato fondente e infine avvolto dalla carta stagnola con l’immagine di Mozart. Nella pasticceria Fürst questi dolcetti vengono ancora oggi realizzati a mano, seguendo la preparazione originale. Ci spostiamo in posti più caldi, per trovare i Brigadeiro: i tartufini brasiliani. La loro storia inizia negli anni ’40, ma non si conosce il vero nome del loro creatore. Secondo una leggenda, però, sembra che tutto sia nato grazie allo slogan di Brigadier Eduardo Gomes, candidato alla presidenza: “Vota per Brigadier, è bello e single“. Parole che hanno fatto colpo nel cuore di tante donne che iniziarono a preparare dei dolcetti per raccogliere fondi e sostenere la campagna del politico. Forse le cose non sono andate proprio così (tra l’altro, Brigadier non vinse) ma oggi i brigadeiro sono uno dei dolci più amati del Brasile.

Adesso mi permetto di trattare dei miei due preferiti, che spero abbiate avuto tutti la possibilità di assaggiare. Il primo è il Fudge: una invenzione americana che risale alla fine dell’Ottocento. Anche in questo caso non si sa chi abbia creato la ricetta, ma con certezza se ne parla per la prima volta in una lettera del 1886. Gli ingredienti sono semplicissimi: cioccolato, burro, zucchero e latte. La preparazione è però tutt’altro che scontata, perché è necessario ottenere la giusta consistenza, a metà tra una barretta di cioccolata e un fondant. Il secondo è il mitico Flake: del cioccolato davvero particolare. Creato dalla britannica Cadbury attorno al 1920 è un dolce dalla forma allungata fatto da tante sfoglie che rendono il cioccolato friabile ed avvolgente. Il processo di produzione è segreto ma ciò che è certo è che in Inghilterra amino abbinarlo con il gelato alla vaniglia, tanto da creare il 99 flake, un gelato morbido con un flake infilato dentro, come se fosse un biscotto di cialda. Sembra che l’idea sia venuta a dei gelatai italiani della contea di Durham, nel Nord Est dell’Inghilterra, che speravano, in questo modo, di aumentare le vendite. Pazzesco. Oh, un’altra menzione speciale in queste terre british è l’Aero: il cioccolato con le bolle. Sì, si tratta di cioccolata piena di forellini che come risultato dà un prodotto che regala una sensazione di leggerezza, contiene meno cacao ma appaga comunque il palato. A realizzarlo per la prima volta è stata l’azienda inglese Rowntree’s nel 1935. Ed è buonissimo.

Arriviamo in Svezia con i Chokladbollar. Si tratta di una deliziosa ricetta fatta di palline di cacao e fiocchi d’avena, a volte impastate con un goccio di caffè. Tradizionalmente questi dolcetti vengono decorati con scaglie di cocco, ma si possono trovare anche nella versione con codette colorate o di cioccolato. Sembra che l’origine della ricetta sia danese. Durante la Seconda Guerra Mondiale il grano era razionato e le donne cercarono di inventarsi o adattare ricette con la materia prima più diffusa, l’avena. Inizialmente, queste palline non contenevano ingredienti costosi come il cacao e il cocco, ma la ricetta si è andata arricchendosi in tempi di pace. Ci sono poi i ben noti Bonbon. In origine si trattava di cioccolatini ripieni di frutta candita. Nel ‘600 venivano serviti a corte ed erano segno di raffinatezza e ricchezza. Successivamente la specialità si diffuse tra la borghesia fino alle classi meno benestanti per poi conquistare l’Europa. Venivano spesso scambiati come regalo a fine anno e, seppur la ricetta è leggermente cambiata con il tempo, restano un apprezzato pensiero per le feste, proposti in confezioni eleganti e colorate. Terminiamo il nostro viaggio prelibato con i Kadur shokolade, una specialità israeliana preparata mescolando biscotti secchi sbriciolati, cacao amaro, latte, zucchero, burro e un pizzico di cannella. Con l’impasto si creano tante palline che infine vengono passate in una ciotola di cocco grattugiato o di zuccherini colorati. Non si sa chi abbia avuto per primo l’idea di questa ricetta, ma sappiamo che è stata pubblicata per la prima volta in un libro di cucina della nota giornalista Ruth Sirkis nel 1975. E noi ringraziamo chiunque l’abbia pensata.

Vi ho fatto venire fame, eh?

– Lidia Marino – 

Rispondi