Cinque motivi per vedere e per non vedere Iron Fist 2

Non ve lo aspettavate, eh? Ma dopo Luke Cage, abbiamo già la seconda stagione di Iron Fist e, quindi, una nuova recensione con i cinque punti buoni e cinque cattivi. Ovviamente, prima una piccola recensione: mentre la prima stagione di questo eroe è stata una sequela di pianti irregolari di un bambino troppo cresciuto, nella seconda entriamo più nel personaggio, dandogli finalmente del colore. Finalmente vediamo un personaggi con tutte le sfumature di grigio possibili, un cattivo che ha delle motivazioni valide (seppur esasperate) ed un intrico di affetti tra i vari personaggi che li rende tutti umani. Sommando tutto, troviamo una stagione discreta, con bei combattimenti e con uno sguardo sulla filosofia cinese che lo rende un perfetto film di kung fu.

Ma andiamo nello specifico.
ATTENZIONE: Vi ricordo che questa lista contiene spoiler.

5 MOTIVI PER VEDERE IRON FIST 2

1. Longevità, finalmente

Con questo primo punto, voglio dire: grazie Netflix. In tutte le serie Marvel/Netflix si è voluto tenere uno schema ben preciso fatto di 13 puntate. Il risultato ha portato serie in cui alcune cose che potevano essere approfondite, avere una fine troppo veloce e altre serie che potevano finire con 6 puntate, averne 7 di riempimento. Entrambe le stagioni di Luke Cage hanno subito questo problema, con storie che potevano risolversi velocemente, riempite di momenti che arrancavano in una noia imbarazzante. Iron Fist 2 è la prima stagione che manda a quel paese quello schema, con sole 10 puntate. Gaudio e giubilo.

2. Mary Walker

Vado subito alla nota di merito. Parliamo di Alice Eve che interpreta un personaggio dalla doppia personalità. La vediamo essere una dura mercenaria con addestramento militare ed una giovane ragazza amichevole e dolce. L’attrice è riuscita a dare una conformazione così marcata alle due personalità, da essere riconoscibili anche ad occhio nudo. Quando c’era Walker, oltre ai capelli raccolti e il corpo rigido nelle posizioni di allerta e di riposo tipiche dei militari, anche lo sguardo e le labbra si serravano. Espressione che si addolciva in uno sguardo gentile e delle labbra ammorbidite quando arrivava la semplice ed estrosa Mary. Nella scena di cambio personalità dell’ultima puntata, questo cambio si denota anche solo dall’espressione facciale di questa brava attrice.

3. La filosofia cinese

Parliamo di Kung Fu, parliamo di lotte interiori quanto di combattimenti fisici. Finalmente, direi io. La filosofia zen entra a gamba tesa nella seconda stagione, mentre arrancava nella prima, con troppe sottotrame mafiose e “magiche”. Inoltre, sentiamo più parlare di K’un-Lun, vediamo come Danny ha ricevuto il fist, eccetera… La filosofia cinese la si trova anche nelle persone di tutti i giorni: la serie è ambientata prevalentemente a Chinatown, quindi sia mafiosi, che commercianti, che chiunque altro ha il proprio pensiero impregnato del credo asiatico di ying e yang, di dovere e di rettitudine.

4. Personaggi che si arrotondano

Nella serie, troviamo Joy, Ward, Danny e Colleen avere una sorta di metamorfosi. Vediamo i loro comportamenti evolversi. Joy dalla ragazza vendicativa e senza scrupoli, si redime aiutando Danny nella lotta contro Davos. Ward, nonostante frequenti sin da subito la NA (Riunione tra chi fa abuso di narcotici), vede il suo cambiamento emotivo solo verso la fine. Danny, dal ragazzino che continua a ripetere “Io ho il Fist, ecco. Ho ragione io.” inizia a dubitare di sé, del suo pensiero. Colleenn anche si evolve, riuscendo a capire qual è il suo posto nel mondo. In pratica, sono riusciti a rendere interessanti i personaggi, oltre che…

5. Personaggi coerenti

…coerenti. Una cosa che ho sempre odiato in film e telefilm, è vedere alcuni personaggi fare delle scelte per richieste di trama, quando umanamente ne avrebbero fatte sicuramente altre. L’incoerenza narrativa segna molte serie tv, tra cui anche Iron Fist 1. Per esempio, alla fine della prima stagione, Joy parla con Davos che le dice che Rand deve essere ucciso. Capisco l’astio e tutto quanto, ma Joy non lo ucciderebbe mai, non è un’assassina ed ha una morale. Finalmente, nella seconda stagione, scopriamo che i suoi intenti sono diversi: il suo astio la porta ad aiutare Davos a togliere i poteri a Danny, quello che gli è più caro. Come lui ha fatto con lei… almeno secondo la sua visione.

5 MOTIVI PER NON VEDERE IRON FIST 2

1. Doppiaggio

Capisco l’enorme mole di lavoro, che porta i doppiatori a dover dare la voce a tante serie televisive, ma se i doppiatori sono sempre gli stessi in tutte le serie ed in tutti i film, a subirne i danni è anche la qualità. Ed a subirne le critiche, poi, sono doppiatori che, in realtà, sarebbero bravi. Per esempio, Erica Necci è una doppiatrice molto brava, voce di Dakota Fanning e di Ginny Weasley dei film di Harry Potter, oltre a svariati altri lavori. Parliamo di una doppiatrice capace, eppure ho odiato il doppiaggio di Colleen sin dalla prima stagione.

2. L’effetto “e sparategli!!!”

Allora: capisco che Davos abbia il fist ed un addestramento fuori dal comune; capisco che Danny non voglia ucciderlo, ma solo redimerlo; capisco che parliamo di un film di kung fu e che siamo a Chinatown dove sembra che tutti conoscano le arti marziali. Ma possibile che le guardie delle triadi siano solo dei combattenti di kung fu? Possibile che non arrivi uno che veda Davos avvicinarsi, mettere fuori gioco altre due guardie e, invece di gettarsi contro di lui a pugni, non decida di sparargli? Che cavolo: Davos ha il pugno lucente, ma è un umano come tutti, debole al piombo.

3. Forse troppi combattimenti

Anche in questo caso, i combattimenti: troppi combattimenti anche per una serie di kung fu. Ma, più che nel numero di combattimenti, intendo nella durata. Più di una volta mi sono visto mandare avanti la puntata per evitare una sequela imbarazzante di mosse e pugni. Belli, per carità: le coreografie sono molto ben strutturate, verosimili e divertenti, ma, dopo un po’, basta. Andiamo avanti.

4. Il gruppo di ragazzini

C’è in tutta la stagione questo gruppo di ragazzini che cercano di fare i delinquenti. Sarebbe da prenderli a schiaffi dalla prima puntata, ma Colleen e Danny sono buoni, quindi ok. Poi arriva Davos e decide di allenarli. Gli offre casa, protezione, cibo… ovvio che loro accettino. Ma quando lo vedono uccidere un semplice commerciante nella sua folle visione di “ripulire il mondo dal marcio”, possibile che solo uno abbia una visione umana della situazione? Parliamo di alcuni ragazzini scapestrati che vogliono sopravvivere, non di folli assassini senza scrupoli.

5. L’epilogo

Penso di poter commentare l’epilogo in un solo modo: oh mio Dio, Danny ha bloccato una pallottola, sparandone altre due luminose nello stesso punto. Usando una citazione altolocata, ma che è ‘sta cafonata?!

– Giorgio Correnti –

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