Cibi proibiti in Italia

Leggere un titolo come “Cibi proibiti in Italia” potrebbe far sorgere in voi quella sensazione mista tra orgoglio e curiosità, quella voce ribelle che state sopendo da anni che vi urla nella mente: “ah sì? E io me lo mangio!” In realtà molti alimenti che andrò ad elencarvi, oltre ad essere irreperibili in Italia, non stuzzicheranno davvero il vostro appetito e altri vi faranno comunque chiedere se davvero l’enorme varietà di piatti della nostra penisola necessiti di un’aggiunta. Del resto, da quando il cibo ha smesso di essere mera necessità è diventato elemento culturale del paese dove viene consumato e così gli alimenti proibiti – così come quelli invece molto consumati – rappresentano una parte importante nella comprensione stessa di una popolazione. Se infatti alcune proibizioni possono avere motivazioni personali (come ad esempio la scelta di non mangiare carne), altre sono insite nel nostro DNA culturale e affondano le proprie radici in consuetudini e tradizioni del nostro luogo natio. E ci tengo a fare questa precisazione, perché ciò che per noi è assolutamente off limits, per altri popoli è “il pane quotidiano”.

Bando alle ciance: quali sono dunque questi cibi proibiti? Iniziando dal pesce la varietà è più grande di quello che potreste pensare: i datteri di mare, molluschi dalla doppia valva che si insediano all’interno di rocce calcaree, sono illegali da pescare, commerciare o consumare in tutti i paesi della Comunità Europea. poiché è praticamente impossibile riuscire a staccarli dalla roccia senza distruggerla, causando così gravi danni al paesaggio marino. È illegale anche la pesca e il consumo del delfino – sebbene in vecchi ricettari se ne facesse uso – e praticamente tutti i piccoli dei pesci, i cosiddetti cieche o avannotti (in particolare, quelli dell’anguilla). Per quel che riguarda terra e cielo, i divieti riguardano ghiri, tassi, ricci, istrici, marmotte, scoiattoli, pettirossi, passeri, tortore, fringuelli, cardellini, tordi, beccacce e altri volatili la cui caccia non è espressamente consentita dai regolamenti venatori. Evitate dunque quei commercianti o ristoratori che in deroga alle norme vigenti vi propongono di acquistare o di consumare specie protette.

E gli insetti? Su questo argomento c’è un dibattito in corso tra chi sostiene che bisognerebbe “progredire” e accettare questo tipologia di alimento ormai consumata da secoli soprattutto in Asia, e altri che – sempre per un contesto culturale – non hanno intenzione di togliere tali animali dal libro nero dei cibi proibiti. Nel nuovo regolamento dell’Unione Europa scattato il primo gennaio 2018, però, sembra che gli insetti siano stati riconosciuti come novel food, nuovi ingredienti per la nostra alimentazione. Un regolamento che dovrebbe dunque aprire alla produzione e alla vendita di insetti commestibili anche in Italia, a patto che siano quelli autorizzati per poter essere venduti all’interno della UE. Per ora comunque, il “limite culturale” non ha ancora portato all’apertura di ristoranti specializzati in questo tipo di alimento, né ad una diffusione intensa del prodotto. E se Dio avrà pietà di me sarà così fino al giorno della mia morte.

Se nel leggere i nomi di questi animali avete comunque pensato che fuori dall’Italia non avreste problemi a mangiarli,  quasi sicuramente non penserete la stessa cosa del cane e del gatto, attualmente i due animali più proibiti non solo in Italia, ma in molte aree del mondo. Questo solo perché nel nostro immaginario collettivo, infatti, entrambi appartengono alla sfera domestica e dunque risultano intoccabili come alimenti, sebbene nel dopoguerra anche in Italia vennero consumati soprattutto i nostri amici felini. Le mie gatte ringraziano il nostro tabù dalla loro poltrona.

– Lidia Marino – 

 

 

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