Chi era Gigi Proietti

Ieri è venuto a mancare Gigi Proietti, lasciando un grande vuoto dentro di noi. Gigi rappresentava 3 cose in Italia: la comicità di altri tempi, capace di far ridere anche con una barzelletta ben raccontata; la romanità quella sana, priva della volgarità e dell’arroganza che ultimamente avvolge i personaggi trasteverini in televisione; il teatro, come primo one man show italiano, come direttore artistico di parecchi teatri romani, dal Brancaccio al Globe Theatre, come attore teatrale e come baluardo di questa arte che, in Italia, si sta perdendo d’occhio.

Mi è venuta tristezza pensare che tutti conoscono Gigi Proietti, ma non tutti lo conoscono appieno. Così ho voluto, da romano, amante di teatro e di quel tipo di comicità e romanità, dedicargli un articolo dove vi porto dieci sue opere vecchie e nuove, complete e incomplete, di qualità o meno, che tutti dovrebbero vedere.

A ME GLI OCCHI, PLEASE

Primo di tutti, A me gli occhi, please. Il perché è semplice: questo spettacolo del 1976 è stato il primo One man show comico italiano in assoluto. Fino ad allora, lo spettacolo comico era la commedia, una storia che, con battute o scenette, procurava ilarità in platea. La commedia, però, rimaneva una storia e la scena (o la battuta) doveva comunque rimanere inerente allo spettacolo. Con A me gli occhi, please la storia cambia: Gigi è solo sul palco e presenta le sue scene, i suoi personaggi, tutti da solo, accompagnato con una piccola orchestra. Guarda il pubblico, perché è questo il suo compagno dello spettacolo. Non è uno spettacolo comico come lo conosciamo adesso, ovvero i così detti stand-up comedy, dove il comico parla al pubblico rimanendo se stesso (tipo di comicità nata negli USA ancor prima), ma sono scene, personaggi, Piero Ammicca, Gastone… Consigliato insieme allo spettacolo rifatto nel 2000 allo Stadio Olimpico A me gli occhi, 2000.

FEBBRE DA CAVALLO

Seconda opera di Gigi Proietti è Febbre da cavallo, film comico interpretato insieme ad Enrico Montesano, diventato subito un cult del cinema italiano, tanto da avere un secondo film nel 2002. Febbre da cavallo è una classica commedia all’italiana che riprende un po’ le vecchie commedie teatrali di una volta. I protagonisti sono classici azzeccagarbugli che cercano in tutti i modi di diventare ricchi in modo facile e legale, ovvero vincendo ai cavalli. Ne parte una classica commedia degli errori, con truffe, gare di cavalli e soldi che vanno e vengono. In questo film viene anche coniata una parola oramai di uso comune, ovvero “Mandrakata” che significa “Trovata ingegnosa che permette di risolvere una situazione difficile.”

ALADDIN

Un altro lavoro svolto da Gigi Proietti è stato quello del doppiatore. La sua voce era caratteristica e teatrale ed anche indubbiamente bella da sentire. Per i ragazzi di varie generazioni, la sua voce è collegata, però, ad un personaggio sopra a tutti: il Genio di Aladdin. Il personaggio del film di animazione Disney, orfano già di Robin Williams, sua voce originale, ha perso anche il suo doppiatore italiano. Ma la versione italiana di Un amico come me manterrà vivo in tutti noi il suo ricordo.

IL MARESCIALLO ROCCA

Nell’epoca in cui nasceva il Web, si creava la globalizzazione e iniziava (e finiva) la guerra del Kosovo, in Italia spopolavano le serie tv o, come meglio dette, le fiction. Mediaset e Rai si combattevano a suon di produzioni diverse. Tra tutte, Gigi Proietti divenne uno degli attori più ricercati e volto del famoso Maresciallo Rocca. Quello che oggi è per molti Don Matteo, per noi all’epoca era il Maresciallo Rocca: quel personaggio simpatico che risolveva crimini in un paesino italiano, tra una battuta o una frase ad effetto e contornato da personaggi stereotipati, ma così verosimili e così italiani.

MEO PATACCA

Meo Patacca è una maschera romanesca come Pantalone è una maschera veneziana e Pulcinella lo è napoletana. Meo Patacca è, insieme a Rugantino, il simbolo della romanità trasteverina, quella fatta da uomini d’onore, veri attaccabrighe che, tra un tafferuglio e l’altro, mostrano spavalderia, coraggio, ma anche un cuore d’oro. Meo Patacca è anche un personaggio cinematografico, portato sullo schermo nel 1972 dal nostro Gigi Proietti. E devo dire che nessun’altro poteva raffigurare Meo Patacca come lui.

UN’ESTATE AL MARE

Ovviamente questo film non è un capolavoro, anzi. Parliamo di una versione estiva del classico cinepanettone all’italiana. Nel film troviamo Banfi, Brignano, Ceccherini, Greggio, Izzo, Salvi e tanti comici italiani di vario genere, in battute volgari e sessuali, miste a tutte quelle situazioni che caratterizzano il classico film natalizio, rivisitato su una calda spiaggia. Eppure, anche qui Gigi Proietti ci regala una perla: sul finale del film, vediamo la rappresentazione de La signora delle camelie, dove Gigi Proietti interpreta un attore duro d’orecchio che non ricorda ne battute e si fa accompagnare in scena da un suggeritore. Ma ogni frase viene travisata e ne esce una delle scene più viste e riviste su Youtube e Facebook di tutti i tempi.

GIGI PROIETTI SHOW

Se volete conoscere i cavalli di battaglia e la comicità teatrale di Gigi Proietti, vi consiglio Gigi Proietti Show. Il nome è semplice e lo spettacolo è una vera wikipedia della comicità proiettiana. Troviamo Gastone, Pietro Ammicca, Il teatro Kabuki, Il Barcarolo Romano, eccetera… tutti i migliori pezzi, quelli più famosi del mattatore romano. Il tutto in un dvd ed un libro. Un Bignami del Proietti comico.

LO HOBBIT

Uno dei personaggi più famosi di Tolkien è sicuramente Gandalf, lo stregone grigio (che poi si schiarisce in bianco) interpretato da Ian McKellen. Gandalf ha avuto, in Italia, un doppio lutto. Il primo doppiatore, nella trilogia del Signore degli Anelli, fu Gianni Musy  che ci ha lasciati già nel 2011. Riportando il personaggio in Lo Hobbit, in Italia il doppiaggio ha dovuto cercare e trovare un valido sostituto. Così Gigi Proietti ha davo voce al nuovo Gandalf, non facendo rimpiangere del tutto la voce di Musy. Purtroppo (o per fortuna) la voce di Proietti è sempre stata molto riconoscibile, tendendo a far pensare allo spettatore più al mattatore romano che all’attore che doppiava. Forse per questo i film in cui è stato doppiatore non sono mai state così tante come, per esempio, per Pino Insegno.

GIGI PROIETTI E IL TEATRO

Purtroppo, l’organo che più soffrirà la perdita di Gigi Proietti è il teatro. Lui ha dato volto a molti personaggi famosi (come Rugantino o il Cyrano) e meno famosi, ha supportato l’arte teatrale, diventando anche direttore artistico in molte occasioni in teatri importanti come il Teatro Brancaccio o il Teatro Sistina. Negli ultimi anni era direttore artistico del Silvano Toti Globe Theatre, il teatro shakespeariano all’aperto per eccellenza sito all’interno di Villa Borghese e che ha portato in scena tanti classici di Shakespeare e non solo.

GIGI PROIETTI SU CARTA STAMPATA

Di Gigi Proietti abbiamo ancora anche molte testimonianze scritte. La vita di proietti, sia privata che artistica, è stata così piena da aver scritto svariati libri, tra cui tengo a ricordare Decamerino, ovvero un libro dove il nostro mattatore raccontava scene e fatti accaduti dietro le quinte, tra aneddoti esilaranti a quelli più commoventi. I libri di e su Gigi Proietti che ne sono molti, vi basterà pescare nel mucchio.

Spero di avervi fatto conoscere Gigi Proietti o di avervelo fatto ricordare. La sua mancanza è una grande perdita per tutti noi che lo amavamo.

Quindi, ancora una volta, addio caro Gigi.

Sipario!

– Giorgio Correnti –

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