Al cuor non si comanda: cartoni animati tanto amati, nonostante i difetti

Ci sono dei cartoni animati (o anime) che sono capolavori. Ci sono cartoni animati, invece, che sono veramente brutti. Ma ci sono anche quei cartoni animati che abbiamo tanto amato, vuoi per la storia o perché eravamo piccoli, nonostante avessero diversi difetti. Ma quali sono questi cartoni? Elencarli sarebbe estenuante, perché i loro differenti difetti possono essere molti. Allora vediamoli per categorie.

CATEGORIA “ANCHE MIO NIPOTE LI DISEGNEREBBE MEGLIO”

01Ci sono tantissimi cartoni animati veramente belli, ma che hanno disegni molto semplici o veramente mal realizzati, che davvero mio nipote riuscirebbe a fare meglio. Parlo di cartoni come Curiosando nei cortili del cuore dove i disegni sono sproporzionati, ma che ha incantato tutte le ragazze degli anni ’90. Oppure cartoni simpatici come i Due Fantagenitori, un cartone veramente bello, ma che, effettivamente, ha una grafica veramente semplice. Ma il cartone che più corrisponde a questa categoria, il cartone che tutti abbiamo visto almeno una volta e ci abbiamo riso, il cartone che della grafica non importava nulla, anzi era appositamente brutta, è South Park con il suo black humor e… Oh mio Dio, hanno ammazzato Kenny. Sapete cosa intendo.

CATEGORIA “NON HO CAPITO COSA È SUCCESSO”

02Quante volte ci sono stati cartoni belli e avvincenti, che ci hanno tenuto incollati alla TV, ma che, effettivamente, avevano una dinamica caotica? Pensiamo al bellissimo L’uomo tigre dove i combattimenti spesso erano confusionari o Ryu, il ragazzo delle caverne che usciva da situazioni tragiche senzafarci capire come, ma lasciandoci comunque di buon umore. Alcuni cartoni, fortunatamente, hanno avuto una storia diversa, come Attacco dei Giganti che ha dei movimenti ben rappresentati nell’anime, ma nel manga non capirete niente.

CATEGORIA “MA TE PARE CHE SUCCEDONO TUTTE A LUI/LEI?”

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Possiamo fare una bella distinzione in due sottogruppi. Ci sono quelli alle quali succedono sempre le peggio disgrazie, come la nostra cara Georgie, bellissimo cartone, ma che ci mostrava una vita piena di sfighe. Altri, come il Detective Conan, ovunque andranno, non avranno vita facile, dovendo sempre lavorare. Proprio Conan, per esempio, sta a casa e muore qualcuno, va in gita con la scuola e muore qualcuno, va alle terme e muore qualcuno, va alla festa della nonna e muore la nonna… una strage in Giappone. Non è che l’assassino, sotto sotto, è Conan?

CATEGORIA “I TELETUBBIES HANNO PIÙ MORDENTE”

04In questa categoria fanno parte tutti quei cartoni animati che abbiamo amato per la loro suspance gestita, però, in modi poco realistici, come Yu-Gi-Oh!, dove tutti rischiano di andare nel Mondo delle Ombre e dove le faide si affrontano a colpi di carte. O Beyblade, dove ci si combatte con mostri che escono fuori, come ologrammi, da delle trottole che si scontrano in un campo concavo. Insomma, possibile che in Giappone si risolva tutto con carte, trottole, macchinette a motore o giocando ad Uno, due, tre, stella?

CATEGORIA “LE LEGGI DELLA FISICA NON CONTANO”

05La maggior parte dei cartoni animati non richiedono di essere realistici. Guardate i calcatori in Holly e Benji saltino da una porta all’altra con una facilità assoluta. Non ci interessa come riescano a farlo, ma solo vedere se la palla va in rete. Molti altri cartoni animati sono al di fuori della normale fisica, tra le quali lo stesso Lupin III, dove, il nostro amato ladro, si ritrova spesso a risolvere situazioni difficili in modi molto discutibili. E poi, la spada che taglia tutto di Gemon è incredibilmente irrealistica, quanto meravigliosa. A proposito: qualcuno sa dov’era attaccata l’altalena di Heidi?

CATEGORIA “SEMPRE LA STESSA SOLFA”

06Alcuni cartoni anni ’70, dovevano la loro fortuna anche all’estrema uguaglianza di ogni puntata. Pensateci: Yattaman I predatori del tempo avevano sempre lo stesso svolgimento delle puntate: arrivano i cattivi, casino, arrivano i buoni, combattimento con i robot comici, risate, esplosione a fungo, fine. E i cartoni sui robot? Da Mazinger Z Daltanius, tutte le puntate erano uguali: vita normale, arriva il cattivo, fa danni, arriva il robot buono, usa poteri a caso, rischia di perdere, ribalta la situazione, usa il potere finale, vince, fine. E mi sono sempre chiesto perché non usasse il potere finale prima.
E non vi sto a parlare ti Tom & Jerry Willy, il Coyote.

CATEGORIA “NON POSSO CREDERE CHE QUALCUNO CI POSSA AVER PENSATO”

07Ci sono cartoni animati che, solo per l’idea, dovrebbero vincere un Nobel. Cartoni improponibili o con soggetti improponibili. Parliamo di Scarafaggi, Ska ska, basato sulla storia di tre scarafaggi contro un gatto. Beyblade ritorna con l’idea delle trottole che si “affrontano”. E come non parlare di quelle masse informi dei Barbapapà che ci hanno accompagnato per molte giornate? E non è un barbatrucco.

CATEGORIA “COME FAI A NON RICONOSCERLO?”

08E non voglio parlare di Superman e basta: ci sono tanti cartoni con personaggi che non puoi non riconoscere dopo la trasformazione. Spendo 5 minuti, però, per Sailor Moon: tralasciamo che tra Bunny e Sailor Moon cambiano solo i vestiti e lo smalto; tralasciamo che Bunny e il suo gruppo di amiche assomiglino “incredibilmente” alle cinque guerriere Sailor, cono stessi volti e stesse acconciature; tralasciamo che anche mia nonna avrebbe capito che Milord e Marzio sono la stessa persona; ma come si fa a non capire che Sailor Chibiusa Chibiusa sono la stessa persona? Hanno anche lo stesso nome!

– Giorgio Correnti –

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