Canzoni per il sociale

La musica non è solo accompagnamento o sensazioni, non è solo amore o tristezza, non è solo ballo e divertimento. Nel mondo musicale abbiamo visto uscire anche canzoni per il sociale, canzoni di denuncia o che parlano di qualcosa che è accaduto o che accade spesso. Canzoni che ne parlano e basta, ma anche canzoni utili per racimolare soldi da dare in beneficenza. Fu così per Domani, scritta da Giuliano Sangiorgi e cantata da moltissimi membri della musica italiana, una frase per uno, da Jovanotti a Baglioni, da Malika Ayane a Giorgia, e così via. I soldi dell’acquisto del singolo andarono tutti all’Aquila, per le vittime del terremoto, ma non fu la prima canzone comunitaria. In America ci fu Michael Jackson insieme a Lionel Richie che, avendo a cuore il mondo e l’Africa, scrissero We are the world e la fecero cantare da grandissimi artisti quali Stewie Wonders, Tina Turner, Bruce Springsteen, Cyndi Lauper e Ray charles.

Altre canzoni di denuncia, invece, parlano di aspetti diversi della vita, cercando di mandare un messaggio di cambiamento. Sempre Michael Jackson, molto attento all’inquinamento, cercò di smuovere gli animi con Earth Song, facendo vedere i disastri che accadono nel mondo per colpa di noi uomini e della nostra società. Non dimentichiamo Mary dei gruppo rapper italiano dei Gemelli Diversi, canzone che parlava dello stupro incestuoso, di quel mondo nascosto agli occhi della società, dove, a ledere l’innocenza di una bambina, spesso è un membro della stessa famiglia. Luca Barbarossa, invece, si spinse verso il femminicidio e lo stupro, parlandone ne L’amore rubato, storia di una ragazza che subisce un abuso sessuale che le ha distrutto i sogni di un amore puro e romantico. Sempre sullo stupro, vediamo una Lady Gaga diversa dalla solita estrosa cantante di Poker Face, parlare di un fatto realmente accaduto a lei in Until it happens to you, un brano crudo, che punta i riflettori su quanto la gente tenda a parlare di eventi tanto delicati con facilità e pressapochismo, spesso ferendo ancora di più chi ne è vittima.

Poi, per quanto riguarda la guerra, le canzoni di denuncia sono state molte. Partendo da C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones interpretata da Gianni Morandi nel 1966, in piena guerra nel Vietnam, guerra che ispirò anche John Lennon nel 1971 con Imagine, pezzo ancora usato come simbolo della pace. Negli stessi anni, parliamo de La guerra di Piero, scritta ed interpretata dal poeta De André, ma, se guardiamo un po’ più avanti, nel 1999 uscì Il mio nome è mai più grazie alla collaborazione di tre artisti di punta italiani di quel periodi: Jovanotti, Ligabue e Piero Pelù. Quest’ultima canzone fu scritta ed interpretata per beneficenza per le vittime della guerra dell’Ex Jugoslavia e del Kosovo.

Insomma, la musica non è solo amore (anche se è l’argomento di cui più ama parlare) e nemmeno storie da raccontare. La musica ha la grande capacità di arrivare a tutti e di lanciare messaggi. Messaggi che vengono spesso recepiti e che cambiano le cose. La musica può raccontare un dolore che nessuno conosce o cercare di fermare una guerra o smuovere le coscienze. La musica può fare tutto, ricordatelo sempre!

– Giorgio Correnti –

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