Canzoni per alimentare la tristezza: quando ci vuole, ci vuole.

1Oh, il mondo sembra gridare continuamente frasi da cartellone come “non essere triste, reagisci!”, “non buttarti giù, esci a guardare il sole”, “oggi non va, ma domani andrà meglio” e, per carità, sono massime che aiutano a guardare avanti e trovare un po’ di forza per non crogiolarsi ore sotto le coperte, ma – ce l’ha insegnato anche Inside Out! – delle volte siamo tristi perché abbiamo bisogno di esserlo, perché abbiamo bisogno di quel momento di sconforto, per poi riemergere. Oltre al classico coperta – gelato, io propongo delle canzoni per alimentare la tristezza! Personalmente, tendo ad accostare alla musica quasi tutte le mie emozioni, perciò potrei farvi una lista di “colonne sonore” di ogni momento della mia vita, ma non credo sarebbe utile per l’argomento!

Pensiamo invece a quale tipo di musica possa realmente acquisire un valore intenso in questi momenti speciali. Allora, diciamo che la corrente di pensiero ci porta a dividere due categorie: le canzoni collegate al testo e quelle puramente musicali. Ovvero, se siete tipi che, come me, anche se la canzone è in giapponese dovete sapere tutto quello che dice, perché altrimenti non riuscite a godervela completamente, in una situazione di tristezza troverete adatti tracce che raccontano storie nostalgiche, che siano o meno d’amore, e che vi facciano cantare tra le lacrime. Ora, non è detto che un brano con un testo triste vi faccia sentire tristi a sua volta – anche perché quasi tutto il mio repertorio è pieno di ballad una più drammatica dell’altra! -, ma, viceversa, quando il vostro umore è già nero, vi spingerà a ritrovarvi o a immedesimarvi in quel quadro dipinto dal cantante. Fare esempi mi sembra un po’ riduttivo, vista l’enorme quantità di questo tipo di canzone, ma proverò ad accennarne qualcuno: se vi piace la musica italiana siete a cavallo, perché tra Marco Masini, Laura Pausini, Renato Zero, Antonello Venditti, Riccardo Cocciante, Fabrizio De André, Claudio Baglioni eccetera eccetera eccetera, non potrete mai sbagliare. Per le delusioni d’amore, io ho sempre trovato molto utile Magari di Renato Zero, un testo che almeno una volta nella vita ci ha visti pensare “cavolo, quanto è vero”, passando prima dall’amarezza e poi alla rabbia e infine all’amor proprio – o almeno spero! Non necessariamente comunque un testo triste si accosta ad una musica altrettanto triste, quindi per la gente magari starete ascoltando un brano allegro, che in realtà parla di morte e distruzione: ed ecco che entra in gioco la musica straniera. Se non avete genitori inglesi, potete giocarvi la carta del “non sono triste, la canzone è allegra!”, per poi sentirvi pure un po’ meglio per questo “colpo di genio” che comunque sono certa non avrà convinto davvero nessuno. Anche in questo caso, trovare degli esempi è praticamente assurdo, ma proverò a cavarmela consigliandovi Celine Dion, Whitney Houston, Eminem (oh, per me funziona sempre), Evanescence… ok, facciamo così, vi riporto la classifica del Rolling Stones dei 10 brani più tristi di sempre, così vi aiuto 2concretamente:  Hank Williams – I’m So Lonesome I Could Cry; Alice In Chains – Nutshell; John Prine – Sam Stone; Pearl Jam – Black; George Jones – He Stopped Loving Her Today; Nirvana – Something In The Way; Harry Chapin – Cat’s In The Cradle; R.E.M. – Everybody Hurts; Nine Inch Nails – Hurt; Eric Clapton – Tears in Heaven. Io aggiungerei anche un bel Under the bridge dei Red Hot Chili Peppers e Fade to black dei Metallica, che non mancano mai nella mia compilation tristezza.

La seconda categoria, invece, si collega alla pura e semplice musicalità: in questo caso, dunque, il testo potrebbe parlare di arcobaleni rosa, ma a voi metterebbe comunque tristezza. Per dire, a me What a wonderful world, cantata dalla splendida voce di Louis Armstrong, nonostante esalti la bellezza del mondo, mette una malinconia unica. Potrebbe essere anche un brano che avete sentito in un momento particolare della vostra vita e che quindi, anche se del tutto scollegato da un qualsiasi valore cupo, per voi sarà sempre motivo di dolore. Oppure, per andare sul sicuro, potete cercare musica strumentale, dove la scelta cadrà, di solito, su pianoforti, accompagnati da violini, che possono scatenare qualsiasi tipo di immagine nella vostra testa e che magari una volta funzioneranno come sfogo e altre volte come ottime muse per la creatività. Su Youtube potete trovarne davvero un migliaio. Poi, non so, a me mettono malinconia – ma una “buona”, se capite cosa intendo – anche le cover fatte con il flauto di pan che trovate alle bancarelle dei prodotti indiani: mi piacciono tantissimo, non ho mai capito bene perché. Comunque, il punto di tutto questo discorso è che la musica davvero può essere una compagna della vostra vita, di ogni momento, e, permettetemi una mezza citazione, davvero aiuta a guarire ogni silenzio interiore.

– Lidia Marino –  

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