Cacciatori di Morte – Il primo libro di Fabio Antinucci

1Oggi, proprio oggi, esce il primo libro scritto dal nostro Fabio Antinucci. Essendo il buon Fabio uno dei nostri autori principali, non potevamo non festeggiare questa nuova uscita con una piccola intervista. Ma parliamo del libro: Cacciatori di Morte. Esce proprio oggi grazie alla LFA Publisher che ha creduto in questo progetto e sarà ordinabile sia negli store online (ma per quella dovremo aspettare un po’) che distribuito nei negozi (incluse grandi catene come Feltrinelli).
Andiamo direttamente all’intervista.

1) Cosa si prova a vedere per la prima volta un proprio romanzo, una propria opera pubblicata?

Cosa ho provato io? Mi son detto “Ecco, se ora ho sbagliato qualcosa son dolori, dolori veri”. No, seriamente: liberazione. Quello della pubblicazione era un obiettivo che seguivo da anni e per il quale ho lavorato, è logico che arrivati a questo punto, guardando la copertina pronta con sopra titolo e mio nome ho sentito un bel brivido lungo la schiena… e sono maledettamente serio. Pubblicare, per chi scrive seriamente, dandosi degli obiettivi, tentando di lavorare su sé stesso, di imporsi una disciplina, è l’aspirazione massima. Non so proprio come spiegarlo sena apparire retorico.

2) Parliamo del racconto che verrà pubblicato. Cacciatori di Morte si presenta come un fantasy, con un mondo particolare, simile al nostro, ma che, usando una citazione da La Torre Nera, è andato, in un certo senso, avanti. Un mondo alternativo, dove esistono “cose” che lasciamo scoprire ai nostri lettori. Parlaci del mondo in cui è ambientato Cacciatori di Morte e di quali altri progetti sono in cantiere su questo universo.

Complimenti per la citazione (tra l’altro King è uno degli autori che più mi ispirano, e lo sai!). Parto con la premessa che l’ambientazione ha, come caratteristica, il fatto che si tratta di una versione futura dell’Italia, quindi si parte da un elemento estremamente vicino a “noi”. Sono sempre stato appassionato di romanzi e film distopici, da V for vendetta ai film di Carpenter, a Sine Requie nel campo dei giochi di ruolo, quindi era divertente tentare un approccio postapocalittico al fantastico (occhio: io parlerei più di “fantastico” che di “fantasy”, perché il fantasy ha regole e figure che vanno più verso Tolkien o Martin, medioevaleggianti…). Ecco perché ho voluto immaginare cosa succederebbe se in un contesto così “tecnologico”, asettico, come il nostro (o come quello che potrebbe attenderci di qui a qualche decennio), tornassero preponderanti elementi di tutte le civiltà umane che oggi sembrano (giustamente) messe da parte: il timore per gli spiriti o, in generale, del soprannaturale, la religiosità mistica propria del Medioevo… e quindi ho immaginato un mondo nel quale a un certo punto spiriti e presenze demoniache si manifestano e si presentano in modo tanto pesante da creare un problema politico. A quel punto popoli si rifugiano ancor più nella religione o nel fanatismo per tentare di sentirsi più forti, e la situazione precipita verso un nuovo medioevo con guerre fra fedi, persecuzioni, regressioni culturali molto pesanti. Su questo setting ho immaginato vari progetti narrativi, racconti e romanzi, che si muovono in questo “orizzonte semantico” fanta horror ma poi declinano di volta in volta verso il mistery, il dramma, il racconto d’avventura. È un progetto ancora in via di sviluppo, ci sono alcuni racconti già pronti, altri definiti ma non ancora portati avanti, quindi spero che Cacciatori di morte piaccia e che possa darmi il “la” per completare questi progetti.

23) Parlando del romanzo in senso stretto, io so che i personaggi del libro prendono spunto da qualcosa. Ce ne vuoi parlare? 

Questa è una domanda a tradimento. Ma va bene così, soprattutto perché me la fai te. Beh, sono abbastanza in imbarazzo (ma non tantissimo) dicendoti che in principio il plot di Cacciatori di morte era quello per delle vere e proprie fanfiction per… okay, sì, della campagna di gioco di ruolo che portiamo avanti con te (Giorgio Correnti, ndr) da un anno a Brass Age, gioco di ruolo italiano ad ambientazione vittoriana. Quasi tutti i personaggi del romanzo sono tratti dai personaggi messi in campo nelle nostre giocate, e da alcuni rapporti che si sono intessuti fra essi.  È una bella campagna GDR, molto coinvolgente, nella quale siamo riusciti a far venire fuori personaggi che hanno storie di spessore, relazioni sentimentali complesse, prove da superare, e hanno fatto sì che ci appassionassimo molto.

All’epoca cercavo costantemente spunti per la trama di nuovi racconti da inserire nella mia ambientazione, e così ho tratto ispirazione da alcuni di questi personaggi, dai sentimenti che immaginavo potessero essergli propri. Credo che le campagne gdr siano una bella miniera d’oro per i creativi, una bella fonte d’ispirazione, come un buon romanzo, un buon film, una buona serie televisiva, soprattutto quando ti regalano personaggi a cui ti affezioni e che ti permettono di fantasticare, di inventare altre storie. ed è successo questo, semplicemente. Così ho preso degli elementi e li ho rielaborati fortemente, tenendo presente le mie fantasie e le mie necessità di creare storie di genere horror e fantastico, inseriti all’interno del mio universo. Ed ha funzionato, in un lampo. Un tassello ha tirato l’altro, e boom, mi sono ritrovato fra le mani una storia che, se ben trattata, poteva funzionare. Così è venuto fuori Cacciatori di morte.

4) Quando hai capito o pensato che il racconto potesse essere pubblicato o, comunque, potesse trovare spazio nell’editoria contemporanea?

Quando il plot ha risposto a un’idea che avevo da molti anni. Sono dell’idea che in un contesto come questo, nel quale c’è stata un’esplosione di narratori e narrativa fantastica e horror, trovare l’idea giusta sia davvero un’impresa. Non ti deve solo piacere, devi avere chiaro se quella storia può andare bene per un determinato tipo di pubblico, quello che hai pensato. Per anni ho soppesato le mie idee confrontandole con quelle alla base dei prodotti di narrativa fantastica che più mi hanno coinvolto e colpito, nonché spinto a scrivere, da Game of Thrones a The Witcher sino a Battlestar Galactica. Stavolta è andata bene, perché mi sono reso conto di aver avuto un’idea di base-ossia raccontare una storia tipicamente “nerd”, fantastica, attraverso il dramma di una famiglia perseguitata per motivi religiosi-che poteva incontrare il favore di alcuni lettori.  Non di tutti (la storia è molto gotica e pesante, senza dubbio), ma di una parte senza dubbio.

5) Quindi, abbiamo il racconto e l’idea di pubblicarlo. Come si muove un autore che vuole dare alla luce il proprio romanzo? E come sei incappato nella LFA Publisher?

Si muove con preoccupazione in un web e in una catena di social nella quale le alternative per una  pubblicazione sembrano essere davvero tantissime e allettanti. Spera di avere con sé un prodotto interessante, lo va a proporre a quelle realtà che si presentano meglio: hanno magari buoni canali, una linea di romanzi interessante, uno spirito “vivo”. Io per esempio sono incappato nella LFA attraverso il loro sito, mentre facevo socuting fra gruppi di appassionati di scrittura creativa, e ho pensato “okay, Cacciatori ha le ossa abbastanza robuste per un tentativo, vai, prova e vedi come va”. Ed è andata. Una cosa posso dire: non è facile, ma senza dubbio più di dieci anni fa, quando i social non esistevano e l’interfaccia fra editore e scrittore proponente era molto più fredda, molto più formale. I social hanno umanizzato tutto, anche i rapporti professionali.

6) Ora Cacciatori di Morte, per il futuro cosa ci aspetta? Un sequel? una storia diversa? un progetto diverso?

Come dicevo, i progetti sono tanti e si sviluppano in contemporanea. Senza dubbio rimarrò ancora per molto sulla mia ambientazione principale, che già mi potrebbe dare lavoro per anni se Cacciatori di morte partisse. Sto valutando molte alternative su come sviluppare il piano; senza dubbio Cacciatori di morte  avrà vari sequel (uno dei quali già in sviluppo), vorrei farne un ciclo di romanzi fantastici (il modello è quello del ciclo di Eymerich, di Valerio Evangelisti), ma c’è anche un’altra storia, ben più ambiziosa e per me più importante, che sto portando avanti,e un vecchio progetto che sto riprendendo. Sto valutando le soluzioni, e presto dovrò rimettermi al lavoro.

37) Parliamo ora della casa editrice: la LFA Publisher ha inserito Cacciatori di Morte nel proprio parco libri. L’esperienza delle altre interviste ci insegna che, spesso, ogni casa editrice ha i suoi metodi, le sue richieste, i suoi gusti. La LFA Publisher aveva stampato un solo altro fantasy prima di Cacciatori di Morte, I figli delle ninfe. Cosa pensi abbia portato la casa editrice ad accettare un romanzo fuori dai propri canoni?

È difficile dirlo. LFA è una bella realtà per esordienti, sono alla ricerca di opere sempre nuove, sono giovani e investono su idee commercializzabili. Penso che Cacciatori di morte possa averli colpiti: loro hanno affermato di essere rimasti soddisfatti dall’ambientazione e dal trattamento di certi tempi seri a cui alludevamo prima, come fanatismo religioso e tensione politica. E ne sono fiero, sinceramente.

8) Facciamo i venali: quando uscirà il libro? E come e dove possiamo trovarlo? (La domanda fu fatta prima di sapere l’ufficiale data di uscita, ndr)

Il libro uscirà ai primi di gennaio e sarà distribuito in importanti store come Feltrinelli, nonché online, sia in formato cartaceo sia digitale, una cosa di cui sono davvero contento. Ovviamente essendo la pubblicazione in divenire potrò essere più preciso solo più avanti. WillGull, il mio blog personale, servirà appunto per informare di ogni notizia utile su dove reperire il romanzo.

9) Spazio pubblicità: dicci, in poche parole, perché dovremmo leggere Cacciatori di Morte! Punti di forza, punti deboli, a chi lo consiglieresti…

Cacciatori di morte è un romanzo fortemente imperfetto e che forse aveva bisogno di ancora più lavoro (come ogni romanzo, nessun’opera è davvero perfetta per il suo papà), e nei prossimi romanzi dovrò correggere qualcosa, ma credo che, se amate un tipo di fantastico che non sia il solito cappa-e-spada con elfi e orchi e cercate qualcosa di anomalo, o siete appassionati di horror, sarete soddisfatti. E credo possa soddisfare chi cerca storie basate sui personaggi più che sulla trama in sé per sé.

10) Ultima domanda, come nostra consuetudine, sarà una cosa completamente senza senso. Quindi, meglio il classico dei templi romani o il moderno dei palazzi di Dubai?

Ma ti ho mai detto che The Witcher 3 è un capolavoro?!

E dopo l’intervista, non mi resta che consigliarvi di prendere il libro e leggerlo. Ed un grosso in bocca al lupo al nostro Fabio.

– Giorgio Correnti –

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