Burj Al Babas, la città turca fantasma con più di 700 castelli

Sapevate che in Turchia esiste una città fantasma, tra le più suggestive al mondo? Si tratta di Burj Al Babas, costruita lungo l’antica via della Seta che collega Istanbul ad Ankara, una località caratterizzata da più di 700 castelli, tutti identici e completamente abbandonati. La società Sorot Group, che costruì l’intero complesso, cadde in bancarotta dopo le gravi accuse di danni contro il paesaggio ed il territorio, a causa di forti disboscamenti ed elevati tassi di inquinamento ed ecco che il posto venne abbandonato del tutto.

Burj Al Babas doveva assomigliare ad una località incantata, costellata di lussuose ville a forma di castello, ma per anni non ha avuto fortuna. Pare però che presto la situazione possa cambiare: Burj Al Babas infatti sorge a poca distanza da Mudurnu, il villaggio del 1300 in stile ottomano, candidato nel 2015 a diventare un luogo UNESCO. Questo potrebbe aiutare il mercato immobiliare di questo strano luogo, che al momento è uno strano miscuglio tra un paesaggio favolistico e un film dell’orrore.

I castelli abbandonati, nell’immaginario iniziale, avrebbero dovuto essere ville unifamiliari per turisti facoltosi, simili a castelli gotici con balconcini in stile “Romeo e Giulietta” e torrette. La loro costruzione iniziò nel 2014, con un investimento di oltre 200 milioni di dollari e, fino alla crisi, vennero completate circa 587 su 732 ville. Il progetto prevedeva la costruzione anche di cinema, impianti sportivi e bagni turchi. Le ville hanno una superficie di 325 metri quadrati ciascuna e avevano prezzi al pubblico, quando furono costruite, che oscillavano tra i 260.000 e i 440.000 Euro. Le unità immobiliari sono tutte indipendenti e realizzate in una sorta di stile neogotico francese ispirato al Castello di Chenonceau nella Loira, con tanto di torri cilindriche e abbaini, inoltre le unità più prestigiose si affacciano su un lago artificiale realizzato nella zona. Gli interni dei singoli edifici replicati identici e affiancati l’uno all’altro, sono piuttosto pretenziosi e vantano rifiniture di pregio come pavimenti in legno o marmo, pareti e soffitti decorati con stucchi, dorature, piscine interne ed esterne, fontane ma anche moderni ascensori, sistemi di condizionamento e domotica.

Mezher Yerdelen, vice presidente del Sarot Property Group, ha affermato: “Abbiamo solo bisogno di vendere 100 ville per pagare il nostro debito. Credo che possiamo superare questa crisi tra quattro e cinque mesi e in parte inaugurare il progetto nel 2019.” Staremo a vedere.

– Lidia Marino –

 

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