Buon compleanno Renato Zero

Buongiorno Sorcini! Oggi siamo qui per festeggiare il compleanno di Renato Fiacchini, in arte Renato Zero, nato a Roma il 30 settembre del 1950. Può piacere o non piacere, ma anche se non siete suoi fan non potrete mai negare l’evidenza, e cioè che quest’uomo è un artista a 360° e che ha segnato la scena artistica, sociale e culturale del nostro Paese negli ultimi 4 decenni. E che continuerà a farlo ancora per parecchio tempo.

Un po’ di freddi numeri per iniziare: Renatone ha al suo attivo 35 album, di cui 29 registrati in studio e 6 live. Ha scritto e composto oltre 500 canzoni. Ha vinto un numero incalcolabile di premi, dischi oro/argento/platino e riconoscimenti personali e sociali. E non è per niente stanco.

Ora un po’ di storia.

Renato Fiacchini è figlio di un poliziotto e di un’infermiera. Cresce e studia a Roma, ma a fine anni 60 abbandona gli studi per seguire la sua passione artistica.  Esordisce nel 1968 con i ragazzi del Beat Raduno, di cui fanno parte anche le sorelle Mia Martini e Loredana Bertè. Inizia ad esibirsi, cantando, ballando, recitando ed indossando i suoi poi storici travestimenti nei piccoli locali di Roma. Qui lo fischiano e gli urlano “Sei uno zero!”, inconsapevoli di essere alla base della leggenda.

Renato Zero balla e canta al Ciak ed al Piper, dove viene notato da Don Lurio. Da qui ha realmente inizio la sua carriera, che lo vede impegnato come comparsa in alcuni film di Federico Fellini, a teatro nel musical Hair ed in tv come ballerino di fila per Rita Pavone. Attorno a Renato inizia a raccogliersi il primo nucleo di fan, chiamati zerofolli. Ma durante un concerto a Viareggio, Renato, vedendo tante persone stipate per ascoltarlo, esclama: “Sembrate tanti sorcini!”. Molte sue canzoni sono dedicate al suo popolo di sorcini.

Negli anni 70 Zero raggiunge la popolarità nazionale ed i riconoscimenti della critica. Impossibile elencare i suoi successi. Una curiosità: nel 1979 recitò nel film Ciao Nì, che ottenne un incredibile ed imprevedibile successo. Gli anni 80 si segnalano come un momento calante per la carriera di Zero, che però torna più in forma che mai negli anni 90. Nel 1991 partecipa per la prima volta al festival di Sanremo, con la canzone scritta per lui da Mariella Nava Spalle al muro. Conquista così il secondo posto.

Il 1992 vede la nascita dello storico progetto della cittadina della musica Fonopoli. Nel 1993 torna a Sanremo con il brano Ave Maria. L’applauso di 4 minuti e 8 secondi lo consacra vincitore morale di quella edizione. Evento storico internazionale nel 1994. Renato viene scelto per doppiare il personaggio di Jack Skellington, protagonista dell’iconico film d’animazione in stop motion Nightmare Before Christmas, diretto da Henry Selick e scritto e prodotto da Tim Burton. Si narra che Tim sia rimasto incantato dall’interpretazione di Zero/Jack. Come tutti noi.

Da allora Renato non si è più fermato: cd, dvd, tour, programmi televisivi, spettacoli teatrali, premi, riconoscimenti ed il costante contatto con i fan, sempre più stretto ed interattivo grazie ai social, su cui Renato è molto attivo e presente. Un giorno Renato si trovava a casa, a guardare la tv. E si vide durante un’intervista che non ricordava di aver rilasciato. Pensa di essersi rimbambito, salvo poi scoprire che quello in tv non era lui, ma un comico emergente, un certo Giorgio Panariello. Giorgio è di fatto l’unico sosia ufficiale di Renato ed i due sono legati da una sincera amicizia.

Nel 2004 viene ricevuto per la prima volta in Vaticano e, nell’Aula Paolo VI, canta La vita è un dono, dedicandola alla nipotina avuta da suo figlio Roberto, legalmente adottato nel 2003. Renato ha sempre giocato con la sua ambiguità sessuale, senza mai chiarire il suo orientamento. Ma poi, perché dovrebbe?

Nel 2005, con il tour Live8, risulta essere il secondo concerto più visto dell’anno, secondo solo agli U2. 70.000 spettatori finiti in diretta mondiale su BBC e CBS. Vendite alle stelle e date aggiuntive ad ogni tour: e questo nonostante le radio non trasmettano i suoi pezzi. Nel 2006 rifiuta il Premio alla Carriera che volevano consegnargli durante il festival di Sanremo.

Nel 2009 produce, unico caso in Italia, un disco da self made man, cioè senza alcuna etichetta discografica alle spalle. Il disco si intitola Presente e Renato vince anche questa scommessa. Guai, apparenti, col fisco nel 2010. Risultava che Renato avesse evaso le tasse per 2 milioni di euro. Lui poi paga più del dovuto. Sembra che alla base ci fosse una donna che si era spacciata come sua commercialista, ma che Renato nemmeno conosceva..

A cavallo del 2014 e del 2015 organizza una mostra dal titolo Zero presso la galleria Macro di Roma. Nello stesso anno indice un concorso “Zero in letteratura”, a cui hanno potuto partecipare le scuole superiori. Gli alunni dovevano realizzare un’analisi dei testi di Renato. Il vincitore ha ricevuto dalle mani di Renatone un premio di 1000 euro.

Poi, nel giugno del 2016, con una tuba in testa, si affaccia dal terrazzo della sua casa romana e canta Rivoluzione. Così. Voi che fate durante i pomeriggi estivi?

Renato Zero è attivo, artisticamente e socialmente, e lo sarà ancora per parecchio tempo. E sarà sempre ricordato come uno dei più significativi artisti italiani del Novecento.

– Monia Guredda –

 

Rispondi