Buffy, Spike e… la Rivolta dei Boxer

Una delle mie ossessioni televisive è, da buona figlia degli anni ’90, la serie tv Buffy the vampire Slayer. Se devo essere completamente sincera però la mia ossessione, la mia vera e propria cotta è solo e soltanto per il vampiro Spike, alias William il Sanguinario, alias vampiro ossigenato del mio cuore.

La storia del vampiro anarchico ed anticonformista più bello della TV viene minuziosamente raccontata in una puntata del telefilm della quinta stagione, esattamente il settimo episodio “Fool for Love“, in italiano tradotto con il titolo “Pazzi d’amore”. Il genio del “male”, il creatore di Buffy, Joss Whedon racconta, nell’episodio, la vampirizzazione del vampiro ossigenato e di come, anni dopo, riesce ad uccidere le sue due Cacciatrici, le acerrime nemiche delle forze del male. A questo proposito Whedon fa qualcosa che non smentisce il suo genio, riporta nel famoso telefilm, un avvenimento realmente accaduto, che fa da perfetta cornice nella scena della morte di una Cacciatrice. Spike uccide la sua Prima Cacciatrice in Cina durante la Rivolta dei Boxer.

Ora, cos’è la Rivolta dei Boxer? Partendo dal fatto che non si tratta certo della rivolta di teneri cagnolini, la rivolta o ribellione, che dir si voglia, dei Boxer nasce da una ribellione sollevata in Cina nel 1900 da un grande numero di organizzazioni cinesi popolari, contro l’influenza straniera colonialista, gli Yihetuan: gruppi di autodifesa dei villaggi della giustizia e della concordia. La rivolta ebbe come base sociale molte scuole di kung fu (scuole di pugilato) che utilizzarono il nome di “pugili della giustizia e della concordia”; i missionari nei loro racconti li identificarono come “boxer”. La ribellione trova le sue radici in diversi avvenimenti del secolo precedente: come la “Guerra dell’oppio”, scatenata dalla Gran Bretagna nel novembre del 1939, quando l’imperatore cinese Tau Juang tenta di stroncare l’afflusso della droga in Cina promosso dagli Inglesi; e nell’agosto del 1942 quando i cinesi sono costretti ad arrendersi e a firmare il Trattato di Nanchino, cedendo all’Inghilterra il porto di Honh Kong e ad aprire cinque porti al commercio estero. Le clausole di questo trattato peggiorano nel 1858 quando la Cina è costretta a sottoscrivere il Trattato di Tianjin dopo essere stata aggredita dall’Inghilterra e dalla Francia. Come non bastasse, tra il 1894 e il 1895, la Cina viene sconfitta dal Giappone in una guerra scoppiata per il dominio sulla Corea: nell’aprile del 1895 è costretta a firmare la pace di Shimonoseky obbligandola a pagare un’ingente indennità di guerra e a cedere diversi territori al Giappone. Queste sono considerate le principali cause per cui alla fine dell’800 si è formata quest’associazione segreta. I loro obiettivi, all’epoca, erano principalmente due: difendere i contadini contro il feudalesimo dei grandi signori cinesi e salvaguardare le tradizioni nazionali cinesi. La penultima imperatrice cinese, Tzu-Hsi, passata alla storia con la fama di oppiomane, fomentò l’odio dei Boxers nei confronti degli Occidentali: moltissimi Europei e Cinesi convertiti al Cristianesimo vennero violentemente massacrati, non risparmiarono nemmeno i bambini. Fu la stessa imperatrice, il 20 giugno 1900, a spingere i Boxers ad attaccare il quartiere delle ambascerie di Pechino, uccidendo così il barone e ministro tedesco Von Kettler. Guglielmo II, ultimo imperatore di Germania e Re di Prussia, dopo questo avvenimento, chiese che Pechino venisse rasa al suolo. I soldati giunti in Cina provenivano dalla Germania, dall’Austria, dalla Francia, dall’Italia, dalla Gran Bretagna, dalla Russia, dagli Stati Uniti e dal Giappone. Il 14 agosto del 1900 raggiunsero Pechino in circa 20000.

Nel frattempo lo stesso governo, che aveva istigato i Boxers alla violenza, fugge a Xian prende contatti con gli invasori e si mostra intenzionato a combattere contro i boxers per far cessare la rivolta. I Boxers, allo sbaraglio e senza più alcun punto di riferimento sono costretti, un anno dopo, a dichiarare la loro resa. Pechino non venne rasa al suolo come aveva auspicato Guglielmo II, ma non le risparmiarono certamente nessun tipo di violenza. Le Otto Nazioni alleate saccheggiarono opere d’arte locali, incendiarono edifici e si divisero molte città cinesi: per esempio all’Italia venne concessa la Tianjin. Undici anni dopo questa rivolta, nel 1911, l’impero cinese cadeva per sempre. Questo avvenimento storico e la puntata di cui ho scritto sopra sono un chiaro esempio in cui la fantasia si mescola con la realtà, portando lo spettatore ad amare una determinata serie e a conoscere gli avvenimenti storici che hanno reso il mondo il posto in cui viviamo oggi. Ah quasi dimenticavo, se vi interessa sapere come il vampiro Angel (primo amore di Buffy) ottiene l’anima dopo aver vagato per anni come “Flagello d’Europa” guardatevi l’episodio “Darla”, l’episodio sette della seconda stagione del telefilm “Angel”. Tutto questo promuovere “Angel” ha senso perché l’episodio in questione riprende alcune scene dell’episodio del telefilm “Buffy” citato sopra. Guardare questi episodi uno dopo l’altro è la prova tangibile che una mente geniale al lavoro produce solo grandi capolavori. Joss Whedon non si smentisce mai. Buona visione a tutti.

– Giuseppina Serafina Marzocca –

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