Bran lo spezzato, Brandon il Costruttore e il Re della Notte

Tra i figli ancora in vita di Ned Stark, Bran è colui che fa sorgere maggiori dubbi: c’è ancora qualcosa del piccolo Brandon in lui? Cosa comporteranno le sue visioni? Da che parte si schiererà nella grande guerra? Ispirato al leggendario Re Pescatore e ad altre misteriose figure del ciclo bretone, come il noto Merlino – sebbene non abbia profetizzato, ma solo assistito alla nascita dell’Eroe – Bran compie un viaggio come Jon, con il diverso scopo di acquistare maggiore saggezza e conoscenza. Si spinge così oltre, nel suo viaggio dell’eroe, da spalancare le porte a una famosa teoria: Bran lo spezzato, Brandon il Costruttore e il Re della Notte sono forse la stessa persona?

Come altri personaggi mitici della storia di Westeros, si dice che Brandon il Costruttore, capostipite della casa Stark, sia vissuto per interi secoli; molto probabilmente gran parte delle sue avventure sono state vissute da discendenti Stark con il suo stesso nome, eppure risalgono a un tempo così remoto da convergere sotto il regno di un unico re del Nord. Particolare di non poco conto è invece l’indizio dato fin dal primo libro della vecchia Nan, talmente anziana da confondere i vari Bran che ha accudito nel corso degli anni e dunque rivolgersi al suo ultimo pupillo come se fosse suo zio, un prozio o un bisnonno. Dati di poco conto se solo, con il passare del tempo e la scoperta che l’ultimo Bran Stark può entrare anche nella mente degli umani, essi non avessero cominciato ad apparire come un’avvisaglia: e se Bran si fosse spinto tanto oltre, nel suo tentativo di fermare gli Estranei e soprattutto grazie ai nuovi poteri acquisiti dal Corvo con Tre Occhi, da penetrare nei pensieri del suo stesso antenato, lo stesso Brandon il Costruttore che eresse la Barriera e fondò Grande Inverno? Il contributo che il mitico Brandon diede alla lotta contro gli Estranei è fuori di ogni dubbio, soprattutto se fosse lui il primo Azor Ahai del mito, il primo “Principe che fu promesso” (come futuro re, avrebbe potuto essere prima ancora un principe), che fondando i Guardiani della Notte generò Portatrice di Luce, ovvero la confraternita stessa, che come recita il giuramento è “la spada nelle tenebre, (…) il fuoco che arde contro il freddo, la luce che porta l’alba”. C’è forse l’influenza del futuro Bran nelle decisioni che egli prese? Dopotutto, gli Estranei non furono uccisi, ma solo ricacciati indietro, e forse non è un caso che si siano risvegliati solamente quando un nuovo Azor Ahai è finalmente pronto ad affrontarli.

Bran lo Spezzato potrebbe dunque avere guidato la mente del suo avo, ma c’è chi si è spinto oltre con le congetture, arrivando a ipotizzare che abbia corrotto (per sbaglio) anche la sanità di re Aerys II: lo avrebbe indotto a ordinare la preparazione di innumerevoli botti di Altofuoco in modo da tenersi pronti per l’arrivo degli Estranei ad Approdo del Re. E c’è chi addirittura sostiene che Bran sia diventato il Re della Notte.

 

La figura del comandante degli Estranei è diversa tra la serie televisiva e cartacea, quindi è ora consigliabile concentrarsi soltanto sulla prima. Il Corvo con Tre Occhi, Brynden Rivers (un Targaryen “illegittimo”), aveva avvertito il suo allievo: rimanere troppo tempo nel corpo di altre creature o nelle visioni del passato avrebbe potuto bloccarlo, e forse è proprio ciò che gli è tragicamente accaduto. Quando assiste alla creazione del Re della Notte Bran tiene la schiena contro l’albero nella caverna, allo stesso modo in cui il Primo Uomo catturato da Leaf si poggia contro il tronco; ancora Bran stringe le radici come lui le proprie funi ed è la prima volta in cui, durante una visione, il ragazzo si immedesima in uno dei personaggi. Forse è solo un accenno a ciò che accadrà, quando Bran per fermare Leaf utilizzerà le abilità di metamorfo allo scopo di penetrare nella mente della vittima e, infaustamente, rimarrà bloccato proprio a causa della magia dei Figli della Foresta.

Il Re della Notte, in fondo, sembra avere ben due tratti in comune con Bran: il metamorfismo e le visioni. Il primo viene alla luce quando, durante l’incursione al Nord della settima stagione, Jon e i suoi compagni uccidono un Estraneo e vedono crollare tutti i non-morti che erano sotto il suo comando; sono sempre loro a ipotizzare che basti uccidere il Re della Notte per fermarli tutti, perché l’Estraneo non li riporta in vita, ma controlla i loro cadaveri – così come Bran può controllare il corpo di animali e di uomini dalla mente fragile come Hodor. Il Re della Notte sembra inoltre provvisto del dono della visione, in quanto sapeva dell’arrivo dei draghi oltre la Barriera. Per qualche motivo, infatti, il suo esercito era bloccato nello stesso punto da diverso tempo, finché non sono giunti Jon, Daenerys e i draghi: Viserion era l’unico modo di abbattere la Barriera, così l’ha atteso.

Lo scopo di tutto questo “viaggio nel tempo” non è però altrettanto evidente. È difficile credere che Bran possa trasformarsi nell’antagonista principale dopo tutte le lezioni apprese e, soprattutto, risulta ancora più incredibile pensare che il precedente Corvo con Tre Occhi non lo avesse previsto. A meno che non fosse sempre stato quello il suo scopo.

Bran potrebbe non essersi perso all’interno della mente e del corpo del Re della Notte, ma avere accettato il suo crudele destino, che lo ha spinto a fare parte di un gioco ben più grande di lui e ben più antico della stessa umanità. Il mondo è in continuo e costante cambiamento, lo suggeriscono i disegni riprodotti dagli Estranei con i cadaveri e rubati al simbolismo dei Figli della Foresta: la ciclicità e la rinascita, la necessità della morte per rigenerarsi, il bisogno del cambiamento. Come un Diluvio Universale, la Lunga Notte è già una volta calata su Westeros per purgare l’umanità e costringerla a nuove alleanze allo scopo di sconfiggere un più grande nemico comune. Tuttavia tali riflessioni sfociano in un’altra teoria, nella ricerca di un obiettivo da parte degli Estranei, e andranno discusse in altra sede. La domanda però resta: se Bran è il Re della Notte, sta davvero agendo inconsapevolmente?

– Sara Carucci –

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