Black Ivory, il caffè più costoso (e disgustoso)

Non c’è ombra di dubbio: i ricchi sono piuttosto bizzarri. Quando si tratta di spendere soldi nei modi più astrusi (e ridicoli), eccoli che si fiondano sulle più assurde delle iniziative. Ed eccone una che mi ha davvero disgustata. Di che si tratta? Del Black Ivory (“avorio nero”), un caffè prodotto nel nord della Thailandia. È ottenuto a partire da semi di coffea arabica, e fin qua tutto ok, ma invece di essere macinati, vengono dati da mangiare a degli elefanti e recuperati poi dalle loro feci. Sì. Perché non bersi qualcosa che è stato preso dagli escrementi di un animale?! Pare che gli enzimi digestivi degli elefanti decompongano parte delle proteine del caffè, rendendolo meno amaro. I semi vengono digeriti tra le 15 e le 70 ore dai pachidermi, e nello stomaco sono presenti insieme ad altri ingredienti che influenzano l’aroma del prodotto.

Come se non bastasse, tutto ciò viene venduto al prezzo di 80 dollari a tazzina. Che meraviglia. La produzione è infatti limitata dalla disponibilità di bacche di caffè, l’appetito degli elefanti e la capacità dei mahout di recuperare i semi dalle feci degli animali. Molti semi vengono frantumati, infatti, nella masticazione, per cui sono necessari 33 kg di semi di caffè per produrre un chilogrammo di prodotto finito. Adesso, io non voglio mettere in discussione niente, sono certa che avrà un sapore particolare: ma voi lo berreste? Vorreste davvero provarlo, visto tra l’altro anche il costo?! Con tutto il ben di dio che si può mangiare e bere mi sembra davvero una curiosità facilmente evitabile. Ma si dice che il mondo sia bello perché vario, quindi lascio ai posteri l’ardua sentenza. La cosa positiva è che parte del ricavato dalla vendita di questo caffè è devoluta alla salvaguardia dei pachidermi e del loro ambiente naturale. E questo è cosa buona e giusta!

Voi cosa ne pensate? Lo provereste?

– Lidia Marino – 

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