Berthe Morisot, la donna dell’impressionismo

Una ragazza al Louvre è intenta a copiare sui suoi fogli un dipinto di Rubens, mentre accanto a lei un pittore studia ammaliato il suo volto. Lei è bella, pallida, magra, con folti capelli scuri e mani magnifiche. Un incrocio di sguardi e tra il giovane pittore e la splendida musa scatta una forte alchimia, un’alchimia che da vita a ben undici ritratti. I protagonisti di questo fortunato incontro sono Ėdouard Manet e Berthe Morisot.

Oggi voglio parlarvi di Berthe Morisot, una donna ricordata per essere stata la musa del grande pittore e non per la valida artista femminile che è stata durante la sua vita. Figlia di un impiegato statale d’alto rango e pronipote di Fragonard, Berthe è sempre stata circondata dalla cultura. Dopo aver passato l’infanzia in provincia si trasferisce, con la sua famiglia, a Parigi nel 1855. Berthe comincia a dipingere, quasi per gioco nel 1857, all’età di sedici anni insieme alle sue due sorelle. Nella loro casa, in via Franklin, i suoi genitori incoraggiano i suoi studi artistici invitando pittori, musicisti, artisti, tutti amici di famiglia rivelatisi un grande punto di riferimento sia per Berthe che per le sue sorelle. Nel 1857, non potendo iscriversi all’Ecole des Beaux-Arts, in quanto donna, Berthe, insieme alle sorelle, inizia a seguire corsi di disegno e di pittura da Chocarne, per poi diventare allieva del pittore accademico Joseph Guichard, allievo di Ingres e di Delacroix. Guichard presenta a Berthe, nel 1861, Camille Corot.

Sotto la sua guida, la ragazza, comincia a dipingere paesaggi all’aperto, completamente immersa nella natura. Poco dopo inizia a studiare scultura con Aimé Millet e viene introdotta da Corot nell’atelier di Charles Daubigny, dove conosce Daumier. Nel 1864, Berthe Morisot partecipa per la prima volta al Salon, dove sarà regolarmente presente fino al 1873. Quattro anni dopo conosce l’artista Ėdouard Manet. Berthe, dopo il loro incontro, diventa la sua musa. I due diventano buoni amici e la Morisot posa come sua modella ne “Il balcone“, nel “Berthe Morisot con un mazzo di violette” ed anche nel “Berthe Morisot con ventaglio“. Grazie a questa amicizia la corrente artistica impressionista la accoglie a braccia aperte. I dipinti della donna assumono colori vivaci e decisi: scene domestiche, familiari e vedute paesaggistiche sono dipinte secondo lo stile impressionista, anche se non le viene risparmiata alcuna critica dalla società che vede disdicevole per una donna intraprendere la carriera artistica. Partecipa, cinque anni dopo, alla mostra impressionista nello studio del fotografo Nadar, esponendo, il suo quadro, “La culla”. Nel quadro Berthe ritrae, con pennellate intense, la sorella che guarda la figlia neonata Blanche, adagiata nella culla. I colori chiari fanno da padrone nel dipinto: il bianco e il rosa, utilizzati per dipingere gli orli della copertina della culla, ed il grigio e l’azzurro. Nello stesso anno convola a nozza con il fratello minore di Ėdouard Manet, Ėugene. Nella loro casa ricevono spesso, come ospiti, numerosi artisti e intellettuali come: Mallarmé, Dégas, Monet, Renoir.

Nel 1875, viaggiando con suo marito presso l’Isola di Wight, dipinge numerose tele che ritraggono vedute paesaggistiche e scene di vita quotidiana. “La donna dell’impressionismo” partecipa a tutte le mostre impressioniste eccetto a quelle del 1879. In quell’anno la donna è in attesa della figlia Julie, che diventa uno dei soggetti principali dei suoi quadri. Berthe Morisot contribuisce anche economicamente “all’impressionismo” finanziando le iniziative dei giovani artisti. Il suo ruolo all’interno del movimento viene da subito riconosciuto anche dalla critica, che, attorno al 1880, comincia, finalmente, a definire i dipinti dell’artista francese raffinati ed autoritari. Berthe Morisot continua a dipingere ed espone le sue opere nella Galleria di Georges Petit e nella Galleria di Paul Durand-Ruel. Nel 1892 suo marito, Eugène Manet, muore e Berthe comincia a dedicarsi assiduamente alla pittura organizzando esposizioni personali con un discreto successo. Berthe Morisot muore a Parigi nel 1895 all’età di 54 anni a causa di una congestione polmonare. Il poeta francese Paul Valery lascia scritto che “la  peculiarità di Berthe Morisot fu di vivere la sua pittura e di dipingere la sua vita” e questo si può riscontrare in ogni sua opera: paesaggi, mari e ritratti en plein air, tutti temi cari alla poetica impressionista. E’ in particolare il mondo femminile che descrive: studi di donne all’aperto o nell’intimità del loro focolare domestico, immagini familiari rappresentate da toni chiari e con pennellate rapide intrise di luce. Un anno dopo la sua morte la galleria Durand Ruel le dedica una retrospettiva rendendole il suo ultimo omaggio, testimoniando l’ammirazione dei suoi cari colleghi per il talento della loro “bella pittrice”.

– Giuseppina Serafina Marzocca – 

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