Beata Ignoranza – L’ultima fatica cinematografica del duo Giallini / Gassman

Beata Ignoranza è l’ultima fatica cinematografica di Marco Giallini e Alessandro Gassman, diretto da Massimiliano Bruno e che trovate nei cinema di tutta Italia proprio in questi giorni. La domanda che ci poniamo vedendo il trailer è la stessa degli ultimi anni “Perché dovrei andare a vedere l’ennesimo film che trasmette la solita scenetta pro e contro tecnologia? Me ne sto a casa e parlo con mia nonna, è uguale!” No, non è uguale. Date retta a me. Con la scusa del solito teatrino vi trascinano in tutt’altra storia dalle nuance più romantiche e riflessive ma senza perdere mai di vista la comicità semplice e immediata tipica dei grandi protagonisti del cinema italiano.

Abbiamo un cast particolare costituito da quelli che possiamo definire tanti piccoli protagonisti ed ognuno di loro ha qualcosa da dirci parlando proprio a noi spettatori, di noi spettatori. In più di qualche scena vi sentirete tirati in causa, vi metterete in discussione, magari non è uno di quei film che vi cambia drasticamente la vita ma la giornata sicuramente ve la scombussola.

Le tematiche affrontate sono diverse e tra loro concatenate: tutto inizia a scuola, in un Liceo per l’esattezza, e lo scontro-incontro tra Giallini e Gassman, rispettivamente professori di lettere e matematica, ci catapulta nel vivo della questione. Una diatriba verbale che ci rivela che i due protagonisti apparentemente incompatibili in realtà già si conoscevano. Li accomuna una donna del passato, interpretata dalla Crescentini, ed anche una ragazza, che ha il volto di Teresa Romagnoli. Altra donna che si scoprirà essere punto di incontro o forse meglio dire di disaccordo tra i due uomini è Valeria Bilello. E’ il caso di dire che un particolare di questo film è infatti la forte presenza di donne determinate, sfrontate, libere, prive di incertezze, che sanno ciò che vogliono e se lo prendono combattendo contro il continuo pregiudizio di chi le vorrebbe più caste, più decorose, più silenziose, e perché no, più simili all’idea di donna tutta casa e chiesa. Invece qui accade il contrario e lascia quasi stupiti questa loro spensieratezza ed emancipazione ma allo stesso tempo piace proprio perché spontanea, realistica, non ostentata.

Ovviamente fulcro della storia sono i due uomini, litigiosi, buffi, scontrosi, due opposti che per un lungo periodo dovranno scambiarsi di ruolo: Il tecnologico rinuncerà a tutti i suoi dispositivi elettronici, account social e vita digitale per riscoprire la bellezza delle passeggiate solitarie, il piacere di osservare il mondo con gli occhi fissi su ciò che ci circonda e non attraverso uno schermo del telefonino e ricordare così che c’è vita anche fuori dai vari siti con 10k followers. E all’altro non rimarrà che addentrarsi nel mondo della tecnologia fatto di gruppi di lettura, condivisione ad ampio raggio di pensieri ed opinioni, chat e comunicazione h24, giochi online e il piacere di avere un’illimitata fonte di sapere sempre a portata di click. Ciò che verrà fuori da questo esperimento non è per nulla banale, ci permetterà di vedere come e quando le vite di questi protagonisti si sono incrociate, scopriremo il loro passato e il modo in cui li ha plasmati nell’affrontare il loro futuro.

Amore e amicizia si alterneranno nelle due ore scarse di proiezione e il finale non sarà per nulla scontato. Perché vederlo? Perché scatta una nitida fotografia della modernità ed ogni tanto fa bene guardarsi dall’esterno, analizzare la realtà con occhi diversi aiuta a vedere bene in cosa siamo immersi ogni giorno. Viviamo degli anni particolari, il progresso è in continua evoluzione e di contro abbiamo un continuo bisogno del nostro passato, delle vecchie certezze che per alcuni sono ormai “antiche” per altri solo “vintage”. Il punto di equilibrio tra queste due realtà è difficile da trovare, per questo motivo spesso la situazione ci sfugge di mano. Ci ritroviamo a vivere online delle vite parallele che non ci rispecchiano nella realtà. Ci sentiamo esclusi nella quotidianità perché ormai quasi nessuno ha le nostre passioni, condivide con noi gli stessi interessi e per questo ci chiudiamo a riccio nel nostro mondo. In realtà non dovrebbe esistere nessuna lotta tra progresso e passato, dovremmo solo riconoscere il nostro più intimo bisogno di essere noi stessi, in maniera totale e illimitata. E’ questo che cerchiamo online, uno schermo che ci permetta di essere ciò che siamo realmente senza restrizioni. E’ quello che facciamo quando evitiamo di entrare seppur in punta di piedi in quello che ormai è l’oceano della tecnologia, restando invece legati ai polverosi vecchi metodi. Non dovremmo fare una scelta tra l’uno e l’altro mondo, l’unica cosa da fare è scegliere se stessi, buttarsi a capofitto nella vita, senza pregiudizi. Questo insegna il film mascherando la verità in finzione, la comicità in serietà. Come una bilancia in continua oscillazione, starà a noi trovare l’equilibrio, questo ho capito guardando scorrere i titoli di coda sullo schermo nell’ultima manciata di secondi prima che si accendessero le luci.

– Jessica Bua –

 

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