Band musicali protagoniste negli anime giapponesi

1Mentre ascoltavo – in modalità casuale – i brani presenti nel mio lettore mp3 è partito un pezzo di Olivia Lufkin, voce giapponese di Reira, la bella cantante dei Trapnest in Nana. Da quando quel maledetto anime ha iniziato anni fa a fare parte della mia vita, mi sono appassionata anche delle canzoni presenti all’interno delle puntate, sia di quel suono più dolce e “commerciale” del gruppo di Ren, che di quello più punk dei Blast: una vera e propria immersione nel loro mondo, quasi fossero persone vere. Certo, il fatto che quella splendida storia non vedrà mai una fine un po’ mi spingerebbe a spaccare tutto ogni volta che ci penso, ma con questo caldo è meglio essere zen e non pensarci. Invece ho deciso di focalizzarmi sul tema principale di questo articolo, ovvero – come da titolo – sulle band musicali protagoniste negli anime giapponesi. Sì, perché oltre ai Trapnest e ai Blast, dei quali parlerò più approfonditamente anche dopo, ci sono diversi gruppi che abbiamo imparato a conoscere e che seguiremmo in giro per il mondo, se solo disponessero dei veri membri della band. Peccato che non esistano. Piccolo dettaglio del quale è meglio non scrivere, credo converrete con me.

2Sfido chiunque a non avere invidiato la pettinatura rosa e la spigliatezza sul palco di Jem, mitica cantante delle Holograms! Nell’anime il gruppo era composto dalla sorella della protagonista, Kimber Benton, alla tastiera, e dalle sue amiche Aja Leith (alla chitarra) e Shana Elmsford (che si prodigava – come una specie di genio – sia alla batteria che al basso). A dare la reale voce a questa bella diva è Britta Phillips cantante della Pennsylvania, che si dedicò a questo doppiaggio per pagarli gli studi e che adesso invece potete trovare come bassista in una band dal nome Luna, se volete cercarvela su Youtube! Noi, invece, passiamo a parlare di Kiss me Licia e della sua passione per i membri dei Bee Hive, con il suo Mirko e il friendzonato SatomiIn Giappone, nel 1983, uscirono due album: uno con le canzoni cantate dai Bee Hive e dai Kiss Relish e un altro con le due sigle più altre canzoni ispirate alle serie. L’album contenente le canzoni dei Bee Hive venne intitolato “Debut Beehive”, il secondo “Yakko, I love you”. Nel 1984 venne inoltre pubblicato un album del cantante Ai Takano e la sua band (che insieme erano coloro che davano voce e musica ai Bee Hive della versione giapponese) dal titolo “Beehive Party”. Non potete perdervelo e resistere a quel ciuffo bi-colore.

3Purtroppo qui in Italia di molti adattamenti di manga (che sono comunque più numerosi degli anime sull’argomento) musicali ce ne sono stati davvero pochi, quindi vi limito a suggerirvi almeno la lettura di alcuni rimasti solo cartacei, ma che comunque placheranno in voi quel desiderio di amore per il canto e gli strumenti, che sembra non passare mai (per fortuna):  Fullmoon – Canto d’amore, una storia che di certo ha delle basi molto tristi, ma che ha come senz’altro come scopo quello di sensibilizzare il pubblico a tentare sempre di realizzare i propri sogno (la protagonista scopre di avere solo un anno ancora di vivere e allora si dedica anima e corpo per poter diventare la cantante che aveva sempre sognato di essere) e Beck, che dispone anche di un anime in italiano che non copre tutta la storia del manga, ma che comunque potrebbe avvincervi, che pone l’accento sulla forza della band, della musica e soprattutto dell’unione tra i membri del gruppo. Ce ne sono anche altri, ma non sono facilissimi da reperire; io comunque vi lascio i titoli, nel caso vogliate cercarli: Sakamichi no Apollon (un gruppo smooth jazz niente male), Nodame Cantabile (con musica per lo più Western) e Detroit Metal City.

4Ok, prima di concludere, come promesso prima, vado ad approfondire l’argomento Nana: da grande amante della musica e di tutto il suo mondo, trovo che questo anime – e il suo manga – siano incredibilmente “reali” su determinati punti, dipingendo personaggi certo eccentrici, ma perfettamente in linea con quel mondo a volte spietato che è quello del rock, dove basta poco per finire in sordina e dove per il successo non si finisce mai di sacrificarsi, creando caratteri difficile con i quali relazionarsi. Lo consiglio davvero a tutti e soprattutto a chi ha vissuto sia la parte del fan che quella del membro di un gruppo, perché le sensazioni che vi farà sentire saranno particolari. Ad ogni modo, come già scritto, a prestare la voce alla bellissima Reira è Oliva Lufkin, della quale potete trovare diversi album, in particolare uno proprio dedicato alle canzoni dei Trapnest, intitolato Olivia Inspi’ Reira (Trapnest), che contiene, oltre le canzoni incise per Nana, canzoni come Recorded Butterflies, Shadow of Love, Rock You e Tell Me: meravigliose. Mentre per quanto riguarda i Blast, la voce della nostra Nana è quella di Anna Tsuchiya, anche lei piuttosto famosa, della quale dovreste procurarvi l’album Nana Best, per gustarvi le canzoni dell’anime e non.

Buon ascolto e… speriamo che prima o poi la creatrice di Nana –  Ai Yazawa – si decida.

– Lidia Marino – 

 

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