Attori diventati incredibili registi

Risulta un processo comune, in una carriera proficui davanti alle telecamere, avere voglia ad un certo punto di cimentarsi dall’altra parte, di vedere come funzioni la cinepresa, quanto sia importante il quadro di insieme. Alcuni, come Woody Allen o Charlie Chaplin, hanno avuto questo desiderio sin da subito, alternando entrambe le professioni per quasi tutta la carriera, ma ce ne sono altri, invece, che prima hanno conquistato lo schermo e poi hanno sperimentato il nuovo ruolo, consci probabilmente di tutti i trucchi del mestiere, appresi negli anni da chi li aveva diretti. Ebbene, questa lista di attori diventati incredibili registi non parla dunque di chi ci ha solo provato, magari facendo anche un discreto lavoro, ma di chi questa nuova sfida l’ha vinta più volta, dimostrandosi di un talento – appunto – incredibile in questo mondo diverso.1

Inizio, ovviamente, con Clint Eastwood, che con il suo bel volto e lo sguardo da duro ha calcato la scena per anni, affascinando migliaia di spettatori, ma che nella sua vita ha prodotto anche la bellezza di 36 film, iniziando nel 1971 con Brivido nella notte per arrivare a quest’anno con Sully. In questa veste ha conquistato ben due Oscar per Gli spietati, nel 1993, e per Milion Dollar Baby, nel 2005. Temi particolari, ottime inquadrature e un occhio attento ai dettagli lo caratterizzano e l’hanno portato alla nomination anche per tanti altri titoli, come American Sniper, Lettere da Iwo Jima e Mystic River, e ad ottenere un grande successo tra pubblico e critica per pellicole come I ponti di Madison County o Gran Torino (che ha incassato la bellezza di 269 milioni di dollari).2

Poi mi sposto ad un nome che io personalmente apprezzo molto di più come regista che come interprete: Ben Affleck. L’ho sempre trovato abbastanza piatto come attore, un volto che non prende, che non rimane in mente… invece alla regia, cavolo, è bravissimo. Oltre ad aver vinto l’Oscar con quel capolavoro che è Argo, nel 2012, ha ricevuto la statuetta anche per la miglior sceneggiatura con Will Hunting nel 1997 e ha presentato Hollywoodland al Festival di Venezia nel 2006, vincendo la Coppa Volpi. Se potessi consigliarlo, gli direi senz’altro di buttarsi su questa carriera, perché gli riesce senz’altro al meglio e gli permette anche di scriversi ruoli adatti al suo modo di recitare, risultando più convincente del solito (come nel già citato Argo, che io amato e consiglio a tutti).3

Come non parlare del roscio Richie Cunningham di Happy Days? Ron Howard è senz’altro una pietra importante nel panorama registico, ormai, e dobbiamo a lui film incredibili come A Beautiful Mind, che gli è valso un Oscar, Frost/Nixon, Apollo 13, Cocoon o Il codice da Vinci, che ha rappresentato il suo massimo successo al botteghino, con 758 milioni di dollari nel mondo. Sono anni che si dedica ormai principalmente alla carriera di regista, facendo un unico cameo in un suo film in A Beatiful Mind, che si è rivelata anche la sua ultima apparizione sul grande schermo. Del resto, come regista possiamo dire che abbia raccolto più soddisfazioni, sebbene lo ricorderemo sempre anche come il miglior amico di Fonzie.4

Ci vogliamo spostare dall’America al Regno Unito? Beh, allora come non parlare di Kenneth Branagh? Oltre ad essere un grande attore sia cinematografico che teatrale, questo gioiello ha realizzato dei piccoli capolavori di regia, soprattutto nel campo Shakespeariano, mantenendo sempre un certo occhio da palcoscenico nelle sue opere, un giusto mix tra effetto visivo e recitazione teatrale molto intrigante. Come regista ha diretto 15 film, tra i quali i due episodi di Thor e il recente Cenerentola, ma ci tengo a citare particolarmente l’Hamlet e Frankenstein di Mary Shelley, dove il suo occhio drammatico ha avuto particolare influenza. Purtroppo, nonostante la sua bravura in entrambe le carriere, non ha ottenuto ancora un riconoscimento agli Oscar, ma non è detto che non arrivi, visto che le nominations sono state diverse in questi anni. Glielo auguriamo!5

Citiamo anche una splendida donna e splendido talento: Jodie Foster. Se come attrice la conosciamo in tantissimi ruoli e per questi ha anche ottenuto numerosi premi, come regista ancora non l’abbiamo vista del tutto decollare ,anche se, oltre alle pellicole come Il mio piccolo genio e Mr Beaver, dobbiamo a lei la regia di alcuni episodi di grandi serie tv odierne come Orange is the new black e House of Cards. Io scommetto che avremo modo di vederla conquistare le classifiche anche dietro la telecamera, e voi?

Ovviamente, non posso chiudere l’articolo senza parlare di Sean Penn (che ci ha regalato film come Into the wild o La promessa), di George Clooney (che, dopo aver esordito con Confessioni di una mente pericolosa, è stato nominato agli Oscar come miglior regista per Good night and good luck e per Le Idi di marzo), e di Mel Gibson (che per Braveheart ha vinto come miglior regia e miglior film e per La passione di Cristo ha ricevuto oltre 600 milioni di dollari di incasso nel mondo).

Qualche nome che avreste voluto leggere?

– Lidia Marino – 

 

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