Artisti italiani di cui possiamo vantarci

Se c’è un campo in cui gli italiani non sono secondi a nessuno è proprio il campo artistico. Gli artisti italiani (pittori, scultori, architetti, incisori, registi e attori teatrali e cinematografici) hanno fatto scuola e le loro bandiere continuano a sventolare sulle cime più alte. In questo articolo vi parleremo di un Architetto, di un Pittore e di uno Scultore. Scegliere un solo campione tra le decine di nomi possibili è stato veramente difficile. Alcuni di voi magari non saranno d’accordo con le mie scelte, ma accontentare tutti sarebbe stato impossibile.

Architetto Italiano Vanto nel Mondo

Andrea di Pietro della Gondola detto Palladio.1Nasce a Padova nel 1508, cittadino della Repubblica di Venezia e suo più importante architetto. Inizia a lavorare come lapicida a Vicenza e viene preso sotto l’ala protettrice del celebre letterato umanista vicentino Gian Girolamo Trissino che conia per lui lo pseudonimo, di ascendenza classica, Palladio. Trissino indirizza Palladio allo studio dell’architettura e lo introduce nella cerchia padovana di Alvise Cornaro, un colto patrizio veneto. Cornaro è anche un imprenditore agricolo e ha favorito l’ingresso in area veneta della moderna cultura architettonica romana, ispirata a Bramante e Raffaello. Cornaro scrive un trattato in cui afferma la necessità che l’architettura soddisfi le esigenze pratiche, e non solo estetiche, di una classe dirigente impegnata a promuovere la ristrutturazione agraria dell’entroterra veneto. Questa sfida verrà raccolta e vinta da Palladio. Palladio e Trissino compiono frequenti viaggi a Roma per studiarne l’architettura e le sue fonti letterarie. Palladio ammira soprattutto le opere architettoniche di Raffaello, del Bramante e di Michelangelo.
Palladio inizia a lavorare e si dedica soprattutto all’entroterra veneto, dove costruisce ville patrizie, residenze urbane e uffici pubblici (Villa Barbaro, Villa Cornaro a Padova). A Venezia realizza diverse opere di architettura religiosa (Chiesa di San Giorgio, Chiesa del Redentore e Villa Foscari) e a Vicenza sovrintende ad importanti opere pubbliche (La Basilica, Palazzo Chiericati, Palazzo Valmarana, Teatro Olimpico, Villa La Rotonda). Lo stile di Palladio è di impronta classica, ma non vuole instaurare un rapporto armonico con il tessuto edilizio circostante, anzi mira a porsi come monumentale architettura moderna ispirata ai canoni classici. Ma se fosse solo questo, come potrebbe essere un vanto italiano nel mondo? La curiosità è che, nonostante Palladio abbia lavorato solo in Veneto, la sua architettura è stata studiata in tutta Europa, dando origine ad un fenomeno detto Palladianesimo, diffuso soprattutto in Russia, Irlanda e Regno Unito, dove gli architetti Inigo Jones, Christopher Wren, Richard Boyle (Lord Burlington) e William Kent hanno realizzato opere (vedi Chiswick House) di chiara impronta Palladiana. Dal Regno Unito alle colonie d’oltreoceano il passo è breve. Avete presente la Casa Bianca? Ecco, quella è architettura Palladiana pura. Con la risoluzione n. 259 del 6 dicembre 2010, il Congresso degli Stati Uniti d’America ha riconosciuto Palladio come “padre dell’architettura americana”.

Pittore Italiano Vanto nel Mondo

2Se scegliere l’architetto è stato difficile, scegliere il pittore è stato un incubo. Nelle mie ricerche mi sono imbattuta nella Classifica dei 101 Pittori più famosi del mondo, stilata dal sito The Art Wolf e nella loro lista la top ten era presentata così:

1) Picasso
2) Giotto
3) Leonardo
4) Cezanne
5) Rembrandt
6) Velasquez
7) Kandinsky
8) Monet
9) Caravaggio
10) Turner

Decisamente opinabile. Vi risparmio le altre 91 posizioni e vi cito solo gli italiani:

14) Michelangelo
21) Raffaello
26) Piero della Francesca
30) Masaccio
39) Paolo Uccello
42) Mantegna
48) Giorgione
52) Beato Angelico
57) Tintoretto
59) Botticelli
61) Umberto Boccioni
63) Duccio Buoninsegna
70) Simone Martini
73) Lucio Fontana
83) Amedeo Modigliani
85) Artemisia Gentileschi
88) Cimabue
99) De Chirico

E a questo punto è scattato il dramma della scelta. Di chi scrivo? Poi noto una cosa ovvia: c’è solo una donna.
E quindi, ho l’onore di presentarvi Artemisia Gentileschi!

Artemisia nasce a Roma nel 1593, figlia e allieva del pittore caravaggesco Orazio Gentileschi. Nel 1614 è un’artista apprezzata e viaggia e lavora sia a Firenze che a Napoli. Le sue opere, anch’esse pervase da una forte impronta caravaggesca, colpiscono l’occhio ed i sensi dello spettatore grazie al loro incredibile gioco di luci ed ombre; i personaggi, con le loro carni sode e dorate, le loro vesti preziose e morbide che sembra di poterle toccare, emergono da pozze d’ombra profonda per venirci incontro e mostrarci la loro storia. Ma Artemisia non è stata solo una dotatissima pittrice. Artemisia è un simbolo. Quando aveva 18 anni e lavorava a Roma con il padre e altri colleghi pittori agli affreschi del Casino delle Muse di Palazzo Pallavicini-Rospigliosi, fu violentata da uno di loro, Agostino Tassi. Artemisia lo denunciò e per lei iniziò un calvario giudiziario e sociale. La legge diceva che, se la donna violentata era minorenne, lo stupratore poteva “risarcirla” sposandola. Ma Artemisia era maggiorenne. Durante il processo Artemisia subì le torture, gli oltraggi e gli scherzi del giudice e di tutta la corte, per non parlare delle chiacchiere della popolazione. Scoppiò un vero e proprio caso. Il caso si concluse con una lieve condanna per il Tassi, mentre per Artemisia il padre combinò un matrimonio con l’artista fiorentino Pierantonio Stiattesi.  Artemisia è costretta ad abbandonare Roma per Firenze per riconquistare onorabilità e tranquillità, nonché la possibilità di lavorare, cosa ormai impossibile a Roma.  Ma a Firenze Artemisia ottiene la sua rivincita come artista e come donna: nel 1616 viene ammessa nell’Accademia delle Arti e del Disegno. Ed è la prima artista donna ad ottenere questo prestigioso riconoscimento. Ora Artemisia è una donna rispettabile ed un’artista apprezzata e attraversa l’Italia lasciando testimonianze della sua arte a Napoli e a Genova. Nel 1638 la presenza di Artemisia è richiesta alla corte inglese, voluta espressamente da re Carlo I, che possedeva L’Autoritratto in veste di Pittura.  Artemisia morì a Napoli nel 1653. La sua figura è stata ignorata per molti anni, ma nel 900 è stata riscoperta come artista e come simbolo del femminismo. Alla sua vita ed alla sua storia, artistica e privata, sono stati dedicati molti scritti e anche due film.

Scultore Italiano Vanto nel Mondo3E qui ho pensato subito al mio adorato Canova.

Antonio Canova nasce a Possagno, vicino Treviso, nel 1757. Compie il suo apprendistato come scultore tra Asolo e Venezia, e viaggia a Roma, Napoli e Paestum per studiare l’arte antica. Siamo in piena rivoluzione, politica, sociale e culturale. La Rivoluzione Francese pone le basi di un nuovo assetto politico in Europa e lo stile Neoclassico si impone come simbolo di un ritorno agli ideali di forza (morale prima che fisica), eleganza e semplicità dell’antica Grecia e Roma. Il maggiore esponente del Neoclassicismo in pittura è Jacques – Louis David, che fu anche un deputato Giacobino. Canova abbraccia gli ideali artistici e morali del Neoclassicismo, ma non si schiera politicamente. Questa sua diplomazia gli permette di lavorare come cittadino della Repubblica di Venezia, come ospite e rappresentante del papa e come suddito di Napoleone. Contemporaneamente. Le sue prime opere, l’Orfeo ed Euridice e il Dedalo e Icaro, rivelano una residua influenza berniniana, ma già a partire dal Teseo su Minotauro (1779) si può notare come forme ed ideali del Neoclassicismo siano ormai sviluppati; Teseo (la Ragione) siede trionfante ma tranquillo sul Minotauro (l’oscura forza bruta, l’Ignoranza). Canova realizzerà molte opere di ispirazione mitologica, come Le tre Grazie, Ercole e Lica, Venere e Adone e le diverse versioni di Amore e Psiche e altrettante opere religiose per la Chiesa come il Monumento Funebre a Clemente XIV. Nel 1802 viene convocato a Parigi, per realizzare il primo ritratto di Napoleone. A questo seguirono altre importanti lavori quali la statua ritratto di Letizia Ramolino Bonaparte e quello di Paolina Borghese come Venere vincitrice.  Negli ultimi anni realizzò molte opere funerarie, per il Senatore Falier, per Vittorio Alfieri, per Giovanni Volpato… ma soprattutto si dedicò alla creazione del Tempio di Possagno, che è contemporaneamente tempio cristiano e sepolcro-pantheon dell’artista. Curiosità. Dopo la caduta di Napoleone, Canova ottenne il permesso di trattare al fine di ottenere la restituzione delle opere d’arte trafugate dai francesi in Italia.

Finisce qui il nostro breve viaggio nella storia dell’arte, della cultura e dell’orgoglio italiano nel mondo. Grazie per aver scelto la compagnia YouPopCorn!

– Monia Guredda – 

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