Arriva il nuovo IT… e fa davvero paura!

Arriva il nuovo film di It e fa davvero paura! Un film, quello tratto dal romanzo di Stephen King del 1986, che era atteso da molto tempo. La televisione americana aveva preso dal libro di King già una miniserie nei primi anni ’90, trovando però pochi pareri positivi… Infatti, sui film tratti dal caro Stephen c’è stata, per buona parte della loro storia, una specie di maledizione: forse a causa della mole di racconto da mettere su pellicola, Kubrick, DePalma o Cronenberg a parte (rispettivamente con Shining, Carrie-Lo sguardo di Satana e La zona morta), molti altri registi fra cui quello del primo It avevano dato prove molto spente e che di certo non avevano dato risultati in termini di fedeltà allo spirito dei romanzi originali.

Un capolavoro

Partiamo dal romanzo: It è considerato, insieme a La torre nera e L’ombra dello scorpione, il romanzo più importanti fra quelli di Stephen King. Con le sue più di seicento pagine, il suo svolgersi su due piani temporali differenti a un ritmo davvero insolitamente lento per un romanzo “di genere”, It è una storia sulla generazione di Stephen King, la generazione sul dopoguerra americano, sul suo benessere, ma anche sui suoi problemi rappresentati tremendamente da un mostro vestito come il pagliaccio del circo. È la gioia colorata che fa sognare i bambini, il “prodotto” del sogno americano declinato alle aspettative dei piccoli portati da mamma e papà a divertirsi, che svela la sua vera identità di mostro e distrugge completamente la serenità di un’intera comunità con una serie di terribili infanticidi. Sta a un gruppo di sue vecchie vittime, ragazzi ormai diventati uomini (spesso persi nell’alcol o nelle loro ossessioni) combatterlo e distruggerlo per sempre.

Televisione assassina

Il primo serial tratto da It è reputato da molti come caricaturale, poco intenso, privo di mordente. Cioè, l’impressione è che sia fatto non per i veri fan, ma per gli americani medi anni ’90 che si mettevano davanti alla tv via cavo il giovedì sera ad aspettare il serial della settimana fregandosene del vero cuore della storia, del perché King avesse scritto il romanzo. È un problema che si riscontra in un sacco di serie tratte dal Re: questa, come Cujo e L’ombra dello scorpione, hanno quasi la stessa identica trama carica di significato dei romanzi, ma è stanca, fatta per assomigliare più a un film per famiglie declinata all’horror con tanti bei messaggi come quello dell’importanza del coraggio per superare i propri traumi o del valore della famiglia. Cioè, ve lo immaginate Shining di Kubrick fatto in questo modo? Beh, l’hanno fatto: dico, sapevate che c’era una versione televisiva del romanzo di Shining creata sotto la sua supervisione e che è… orrenda? Beh, sì, è successo. Ed è successo anche con It.

Rinascita

Che ci dobbiamo aspettare dall’It cinematografico, il cui trailer è uscito fuori l‘altro giorno con tutto il suo alone di mistero? Secondo chi scrive, un buon film horror, perché il trailer mette maledettamente paura. La trovata del pagliaccio assassino che nasconde la sua vera identità di mostro terrificante è ormai qualcosa che fa parte dell’immaginario collettivo, sembra una pistola scarica, ma non forse lo è: il trailer è maledettamente cupo, il mostro inquietante, l’ambientazione 100% kinghiana, colonna sonora capace di fartela fare addosso. E attenzione, perché ora viene il bello. Hanno fatto davvero una cosa forte. Quello che stiamo per vedere sui nostri schermi, quello del trailer, non è altro che il primo film di un dittico tratto dal romanzo. Due film per raccontare una storia: il primo per la vicenda dei protagonisti da bambini, uno per quella da adulti. Forse il modo migliore per trattare una storia così complessa, solo all’apparenza semplice thriller e, in realtà, “epica” in salsa horror-casalinga.

Perché, se oltre a qualche bello spavento il film riuscisse a comunicare qualcosa anche dello spirito “morale” del romanzo, potremmo avere davanti un ottimo esempio di come l’industria cinematografica possa riuscire a rendere giustizia a un bel libro, ricco di significati e amato da molti. E non sarebbe affatto male.

– Fabio Antinucci –

 

 

 

 

 

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