Architettura sostenibile

1Quando parliamo di architettura sostenibile (detta anche green building, bioarchitettura o architettura bioecologica) intendiamo una progettazione e costruzione di edifici in grado di limitare il loro impatto nell’ambiente. Questo progetto culturale fa riferimento alla Baubiologie (bioedilizia) nata negli anni settanta in Germania, e che si è poi sviluppata, includendo i principi ecologici e il concetto di sviluppo sostenibile. Il termine stesso “architettura sostenibile” è stato usato per la prima volta nel 1998 da Alessandro Trivelli. Precedentemente l’attenzione per il territorio era direttamente collegata ad una più semplice e più sicura costruzione, che portava l’uomo a scegliere per sé dei siti adatti per l’edificazione, nonché a dare importanza a ripari naturali, alla protezione del suolo, alla luce e al calore del sole, nonché ai materiali da utilizzare per l’edificio stesso. Con il tempo, il progetto architettonico perse il carattere artigianale, per assumere sempre più un carattere tecnologico: vennero così modificati i siti, realizzati i mattoni, i vetri, i sistemi fognari, gli isolamenti, ecc. Tutto questo fino al XIX secolo, quando invece le cose cambiano drasticamente con le possibilità offerte grazie allo sfruttamento dei combustibili fossili. L’architettura inizia a progredire, ma al tempo stesso fa sorgere numerose domande circa i problemi che tale tecnologia potrebbe portare: si sviluppano così le idee ecologiste e la nascita di preoccupazioni sanitarie dovute all’inquinamento, che proseguono per anni e innescano un nuovo tipo di pensiero e di architettura.

2L’architettura sostenibile fa proprio il principio della decrescita e di limite, inteso come risparmio di risorse e minima produzione di inquinamento in tutte le fasi del ciclo di vita. Il termine “sostenibile” applicato all’architettura si riferisce alla ricerca delle soluzioni che amplifichino il benessere dei fruitori attuali, garantendo però nello stesso tempo alle generazioni future la possibilità di conseguire lo stesso risultato, nella consapevolezza che le risorse siano limitate e che lo sperpero e l’inquinamento possano diventare insostenibili per le popolazioni future. Un’attenzione dunque anche al futuro e non più solo al presente.Ovviamente, non possiamo parlare di una tipologia differente di costruzione senza applicarla direttamente ad un discorso economico: investire nella sostenibilità in edilizia conviene, se i nobili sentimenti non dovessero bastare. Conviene non solo al cittadino che garantisce per sé una migliore qualità di vita e di risparmio effettivo delle risorse ambientali, energetiche ed economiche, ma anche agli enti pubblici che possono calibrare ogni azione di pianificazione nelle trasformazioni territoriali ed edilizie, con la garanzia di sviluppo a lungo termine. Ecco perché negli ultimi tempo c’è stata sempre più attenzione per questo tema e in America, l’AIA (l’American Institute of Architects) nomina ogni anno la top ten dei progetti più sostenibili del Nord America, con l’intento di promuovere questo tipo di architettura sempre di più. n elenco destinato a promuovere un’architettura responsabile e sostenibile verso l’ambiente.

3In Italia l’ecosostenibile non ha ancora una sua regolamentazione, ma ci sono stati numerosi miglioramenti sovvenzionando impianti privati di energia alternativa, come i pannelli solari, raccolta acqua piovane, impianti di sub-irrigazione ecc, con una legge che permette il recupero dei soldi impiegati in queste costruzioni. C’è da dire che l’attenzione per l’ambiente è comunque testimoniata da un numero tra i più alti in Europa di aree vincolate per bellezze panoramiche, per impatto ambientali e per presenza di parchi, che impediscono costruzioni che possano ledere sia a livello estetico che naturale. Ma anche da noi sono presenti costruzioni “green”, come la casa di Albenga, definita la dimora più ecologica d’Italia, che sfrutta molte tecnologie per il risparmio energetico, integrandole in maniera intelligente. La palazzina è un progetto dell’architetto Giorgio Mallarino: ogni appartamento è coibentato termicamente, in modo da ridurre al minimo le perdite energetiche; all’interno delle vetrate delle abitazioni sono state inserite delle cellule fotovoltaiche, mentre sul tetto sono presenti dei pannelli che garantiscono la climatizzazione estiva e invernale, il riscaldamento dell’acqua, il funzionamento degli elettrodomestici e delle pompe di calore; il sistema di ventilazione artificiale recupera il calore dell’aria estratta e lo trasferisce all’aria immessa nell’ambiente; l’acqua scaricata, nonché l’acqua piovana, viene raccolta, filtrata e depurata per alimentare le cassette dei wc per l’irrigazione del giardino; l’illuminazione e la ventilazione di alcune stanze sono controllate da rilevatori ad infrarosso in grado di accendere la luce e attivare il ricambio d’aria solo quando rivelano la presenza di persone e perfino l’ascensore, con la sua trazione elettromeccanica con alimentazione a batterie, consuma pochissimo. Potreste pensare che tutto questo arriverebbe a costare troppo: beh, comprarla di certo, ma in breve tempo, risparmiando sul mantenimento e sulle bollette, si arriverebbe a guadagnarci.

Voi cosa pensate di questo argomento?

– Lidia Marino – 

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