Architetti italiani contemporanei famosi in tutto il mondo

Un po’ di sano amore per la patria non fa mai male, soprattutto negli ultimi tempi: ci sono diversi motivi per vantarsi dell’Italia e dobbiamo cercare di pensare a quelli almeno qualche volta, per evitare di essere sommersi da ciò che invece ci fa vergognare. Uno degli elementi positivi sono senz’altro i grandi lavoratori che, grazie al loro duro impegno, riescono ad emergere e a conquistarsi un posto nella storia. Ecco perché voglio parlare di alcuni architetti italiani contemporanei famosi in tutto il mondo. Certo è difficile valutare quali siano i più grandi, perché negli ultimi cinquant’anni tanti sono riusciti ad affermarsi, ma alcuni forse sono più noti di altri (non per questo più talentuosi, certo) ed è di loro che vi racconterò qualcosa. A cosa mi posso collegare per dare voce a questa classifica? Al Premio Pritzker, il riconoscimento più prestigioso per gli architetti, creato nel 1979 allo scopo di rendere omaggio ai maggiori talenti mondiali. Ed ecco che si forma la mia lista d’oro.

1Con chi iniziare se non con Renzo Piano? L’apprezzamento per questo architetto è evidente e i suoi premi parlano per lui: ha vinto, unico italiano assieme a Gae Aulenti, il Premio Imperiale giapponese nella sezione dell’architettura nel 1995; ha vinto il Premio Pritzker nel 1998, unico italiano assieme ad Aldo Rossi; ha vinto l’importante Premio Sonning per la cultura europea, unico architetto italiano a riuscirvi; e poi il Compasso d’oro, il Leone d’oro alla carriera e decine di altri riconoscimenti in giro per il mondo. Nel 2006 è diventato il primo italiano inserito dal TIME nella Time 100, l’elenco delle 100 personalità più influenti del mondo, nonché tra le dieci più importanti del mondo nella categoria Arte e intrattenimento. L’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 30 agosto 2013 l’ha nominato Senatore a vita. “Quello dell’architetto è un mestiere d’avventura: un mestiere di frontiera, in bilico tra arte e scienza. Al confine tra invenzione e memoria, sospeso tra il coraggio della modernità e la prudenza della tradizione. L’architetto fa il mestiere più bello del mondo perché su un piccolo pianeta dove tutto è già stato scoperto, progettare è ancora una delle più grandi avventure possibili” afferma su Giornale di Bordo. La sua carriera ha compiuto un vero salto di qualità quando nel 1971, lui e Rogers vinsero il concorso per progettare il nuovo Centro Pompidou di Parigi. Negli anni ’80 poi ridisegna il Porto Antico di Genova in vista dell’Expo del 1992, aggiungendovi l’Acquario e il Bigo, ed edifica lo Stadio San Nicola di Bari in vista dei Mondiali; successivamente si occupa di Potsdamer Platz a Berlino, del Kansai International Airport a Osaka, dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, del grattacielo londinese The Shard (il più alto d’Europa), la New York Times Tower a Manhattan, il nuovo Palazzo 2di Giustizia parigino e il grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino.

Già citato come unico altro italiano, insieme a Piano, ad aver vinto il Premio Pritzker , abbiamo Aldo Rossi, un architetto prematuramente scomparso nel 1997 a causa di un incidente automobilistico. È autore di opere decisive dell’architettura del Novecento, come l’ampliamento del Cimitero di Modena, il Teatro del Mondo realizzato per la Biennale di Venezia e la caffettiera La Conica. Milanese, nato nel 1931, si è laureato al Politecnico di Milano, iniziando poi a produrre i primi lavori, di cui il più importante è all’interno del complesso Monte Amiata a Milano. Successivamente lavora a Berlino, Genova e Torino ed espone ed insegna in tutto il mondo, soprattutto negli Stati Uniti, dove il suo lavoro è molto apprezzato. Quello che si ricorda di questo architetto, oltre alle sue opere, è il suo apporto teorico, annotato in suoi saggi, articoli, mostre personali ospitate da tutti i più grandi musei 3mondiali e disegni, sia preparatori che finali, particolarmente vividi ed efficaci.

Con piacere annoto il nome di una donna, grandissima rappresentante di questo lavoro: Gae Aulenti. Scomparsa nel 2012 a Milano, è stata una designer e architetto italiana, particolarmente dedita al tema dell’allestimento e del restauro architettonico, La Aulenti si forma come architetto nella Milano degli anni Cinquanta, dove l’architettura italiana confluisce nel movimento Neoliberty, della quale lei stessa farà parte. Di se stessa usava dire di vedere la sua architettura in stretta relazione e in interconnessione con l’ambiente urbano esistente, che diviene quasi la sua forma generatrice, cercando, con questo, di trasferire nel suo spazio architettonico la molteplicità e l’intensità degli elementi, che vanno a definire l’universo urbano. Ha lavorato alla ristrutturazione del Museo d’Orsay a Parigi, del Museo Nazionale d’Arte Catalana di Barcellona e di Piazzale Cadorna a Milano, oltre a realizzare l’Istituto Italiano di Cultura a Tokyo. Nel 1984 è stata nominata corrispondente dell’Accademia Nazionale di San Luca a Roma, mentre dal 1995 al 1996 è stata presidente dell’Accademia di Belle 4Arti di Brera. Nel 2005 ha costituito la Gae Aulenti Architetti Associati.

Da ricordare Ettore Sottsass junior, scomparso a Milano nel 2007, che è stato non solo architetto, ma anche designer e fotografo. Dopo aver studiato architettura al Politecnico di Torino, laureandosi nel 1939, Ettore cominciò la sua attività a Milano nel 1947 dove aprì il suo primo studio di design. Nel 1945, insieme ad altri 26 architetti di Torino, Sottsass fu uno dei membri fondatori dell’associazione Giuseppe Pagano. Negli anni Cinquanta iniziò a collaborare con la Olivetti, disegnando tutta una serie di prodotti elettronici che trovano il loro apice nell’Elea 9003 del 1959, prodotto col quale la ditta di Ivrea cercò di insidiare il predominio statunitense nel campo degli elaboratori elettronici e che vale a Sottsass il primo Compasso d’Oro, prestigioso premio per il design industriale che conquistò poi altre due volte. A partire dagli anni Ottanta collabora con la Alessi e fonda il gruppo Memphis, col quale realizza tutta una serie di complementi d’arredo, sedie, librerie e decine di altri oggetti che vengono ospitati nei migliori musei del mondo (alcuni suoi oggetti sono anche 5nella collezione permanente del MoMA di New York), mentre dal punto di vista puramente architettonico realizza diversi condomini e case private sia in Italia (Marina di Massa) che all’estero (Zurigo, Tokyo, Londra, Singapore, Hawaii), oltre agli interni dell’aeroporto di Milano Malpensa.

Termino con Massimiliano Fuksas, architetto italiano che guida lo Studio Fuksas con sedi a Roma e Parigi, oltre ad essere stato visiting professor presso l’École Spéciale d’Architecture di Parigi, l’Accademia di belle arti di Vienna, la Staatliche Akademie der Bildenden Künste di Stoccarda e la Columbia University di New York. Dopo la laurea, ottenuta nel 1969, iniziò a lavorare in Italia con successo, vedendo crescere progressivamente la sua fama in tutta Europa, fino ad arrivare alla realizzazione dell’Università di Brest e Limoges, della Vienna Twin Tower, della Fiera di Milano Rho-Pero, del Centro Peres per la Pace di Giaffa a Tel Aviv e altri progetti di grande spessore. Nel 2008 ha vinto il concorso per la realizzazione del nuovo terminal dell’aeroporto di Shenzhen, avendo la meglio su altri importanti nomi dell’architettura contemporanea. Ha ricevuto numerosi premi internazionali tra cui il Vitruvio Internacional a la Trayectoria (1998), il Grand Prix d’Architecture (1999) e l‘Honorary Fellowship dell’American Institute of Architects (2002).

– Lidia Marino – 

 

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