An Adventure, il mistero dei fantasmi al Petit Trianon

Questa che sto per narrarvi, signori e signore, è una storia avvolta ancora oggi dal mantello del mistero. C’erano una volta due donne che si aggiravano nei giardini di Versailles alla ricerca del Petit Trianon. Durante la loro tranquilla passeggiata videro sul ciglio del sentiero due uomini: entrambi portavano pesanti e lunghi mantelli grigio-verdi  e un tricorno. Le donne, scambiandoli per giardinieri, chiesero ai due quale fosse la giusta direzione da seguire: senza esitare gli uomini risposero di proseguire sempre dritto. Dopo aver seguito le loro indicazioni, le due amiche si ritrovarono in prossimità di un ponte e di un cottage. All’interno del cottage una di loro notò una ragazzina di 12-13 anni circa e una donna, entrambe vestite con abiti d’epoca. Vicino al pavillon si trovava seduto, invece, un uomo con un cappello e un mantello a penzoloni, che girandosi verso le donne mostrò il suo viso devastato dal vaiolo. Ad un tratto le donne spaventate vennero raggiunte da un uomo, che parve loro essere uno dei giardinieri precedentemente incontrati. L’uomo, con uno strano accento, diede alle donne ulteriori indicazioni per raggiungere la meta; spiegò loro di percorrere la strada a destra. Le donne seguirono le sue indicazioni e arrivarono di fronte ad una piccola casa con le imposte chiuse: dalla porta ne uscì un uomo che sembrava essere un servitore. Pensando di essere in una proprietà privata, le due amiche decisero di scusarsi con l’uomo che, al contrario, le condusse sino al Petit Trianon. Davanti al Trianon l’uomo scomparve nel nulla mentre sul prato apparve, distintamente,  una donna che disegnava, vestita con un abito antico, con sopra uno scialle verde e un cappello bianco. Tutto durò all’incirca trenta minuti, dopodiché, si ritrovarono nuovamente nel presente.

Questo episodio “paranormale” è avvenuto il 10 agosto del 1901. Le protagoniste sono Charlotte Anne Moberly e Eleanor Frances Jourdain, donne che facevano parte del mondo accademico britannico e della cerchia di persone che incoraggiavano l’insegnamento superiore per le donne, in Gran Bretagna. Charlotte Anne Moberly era direttrice del St. Hugh’s Hall, un collegio femminile dell’università di Oxford, in visita a Parigi per proporre alla sua amica, Eleanor Frances Jourdain, il ruolo di vice direttrice nel suo istituto.  Qualche giorno più tardi dopo la loro avventura, le donne si confrontarono sull’esperienza vissuta e iniziarono a chiedersi chi mai potessero essere quei personaggi visti così nitidamente e vestiti con abiti d’epoca, decisamente pesanti per la calda stagione attuale. Solo nel mese di Novembre dello stesso anno, quando Eleanor Jourdain raggiunse Charlotte Anne ad Oxford, le due donne discussero più a fondo la loro esperienza. La Moberly, che aveva visto il dipinto che Wertmüller fece dell’ultima regina di Francia, identificò la donna che disegnava al Petiti Trianon come la Regina Maria Antonietta, sia per la somiglianza del volto sia per gli abiti che indossava. Charlotte cominciò ad informarsi sulla questione presso una sua conoscente francese, che confermò le voci sulla presenza del fantasma di Maria Antonietta a Versailles. Svolgendo delle accurate indagini storiche, le due donne conclusero che al Trianon avevano vissuto una scena del 1789 e scoprirono che i presunti giardinieri erano in realtà gli attendenti della regina, i fratelli Bersey, mentre l’uomo seduto nei pressi del chiosco era il conte di Vaudreuil.

Dopo uno scambio di lettere con la “Society for Psychical Research”, le donne decisero di pubblicare, nel 1911, il racconto della loro visita a Versailles nel libro “An Adventure”, pubblicato con gli pseudonimi di Elisabeth Morison e Frances Lamont. Dagli ambienti competenti, nonostante il clamoroso successo del libro, il racconto venne giudicato inattendibile, e le ricerche inaffidabili e dilettantistiche. Asserivano che nulla delle parole scritte era dettato da un valore scientifico e verificabile: la tesi veniva avvalorata soprattutto dal fatto che il libro cominciò a prendere vita nel novembre del 1901, mesi dopo la “presunta apparizione” e quindi i ricordi potevano essere ingannevoli. La critica ipotizzò che le donne avessero visto persone reali, ma, complici il caldo e la stanchezza, si fossero convinte di essere state catapultate indietro nel tempo. Con l’uscita di “An Adventure” però, altre persone cominciarono a raccontare fatti analoghi a quelli successi  a Jordain e Moberly, nei giardini di Versailles. Da qui nacquero due correnti di pensiero: gli scettici diedero la colpa ai difetti della memoria e a personaggi all’epoca bizzarri, che per nostalgia amavano travestirsi secondo i costumi dell’età pre -rivoluzionaria. I favorevoli, invece, precisarono che probabilmente le protagoniste della storia non avessero visto un episodio avvenuto durante il regno di Luigi XVI ma durante il regno di Luigi XV. Proprio a causa del grande polverone che la strana e misteriosa esperienza alzò, solo dopo la morte di Miss Jourdain nel 1924, venne svelata la vera identità delle scrittrici dello stravagante libro.

“An Adventure” fece scalpore all’epoca e venne considerato come la conferma più attendibile sull’esistenza degli spiriti. Purtroppo, come tante vicende legate alla storia dei regnanti di tutte le corti, questa storia rimarrà per sempre un mistero e chissà se, aggirandoci anche noi negli immensi giardini, non potremmo scorgere l’ultima regina di Francia. Sarebbe senz’altro un’altra valida scusa (come se ce ne fosse bisogno) per visitare l’impero dei regnanti francesi.

– Giuseppina Serafina Marzocca – 

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