Altro che Cinquanta sfumature: letteratura erotica

1Chiunque abbia avuto l’opportunità di leggere anche solo Catullo sa già che Cinquanta sfumature di grigio non è nulla di così sensuale o eccitante. Non è questo il momento per discuterne la banalità della trama e la poca introspezione dei personaggi, ma vorrei focalizzare l’attenzione su ciò che lo ha reso tanto famoso, ovvero quello che il caro Christian Grey amava fare sotto le lenzuola. Beh, niente di nuovo, tesori miei. Nel corso degli anni, di letteratura erotica abbiamo avuto davvero di che parlare.

Partiamo con Pauline Réage e il suo romanzo capostipite del genere: Histoire d’O. Pubblicato nel 1954, racconta la storia di una donna, O appunto, che si innamora follemente di un uomo, Renè e, per dimostrargli il suo amore, si fa rinchiudere in un castello dove diventa la schiava sessuale di altri uomini. Eh, vi sembra già più interessante di 50 sfumature, dai? E ci sono anche diversi intrighi nella trama, nonché un finale a sorpresa. L’autrice, che aveva usato lo pseudonimo di Pauline Réage per pubblicare lo scandaloso testo, era in realtà Anne Descos, amante dell’intellettuale Jean Paulhan. Non dimentichiamo Paura di volare, di Erica Jong: qui parliamo di una scrittrice sulla trentina, sposata con uno psicanalista freudiano cinese, che arriva a perdere completamente la testa per uno psicanalista hippie e libertino inglese. Un classico che parla non solo delle fantasie sessuali delle donne, ma anche della loro voglia di evadere, di viaggiare, di sperimentare emozioni sempre nuove. Abbiamo poi il famosissimo Tropico del Cancro, il primo romanzo scritto da Henry Miller, pubblicato per la prima volta nel 1934 dalla Obelisk Press a Parigi. Questo è proprio un capolavoro della letteratura, oltre che del settore, quindi, se vi manca, andate subito a comprarvelo. Basato sulle esperienze di Miller nella Parigi degli anni ’20-30, racconta la storia di un giovane scrittore single, attorniato da giovanotti dandy, nella Parigi degli anni ’20… sì, un sacco di sesso, fidatevi.

2Abbiamo Le età di Lulù, di Almudena Grandes, pubblicato nel 1989 e diventato poi un film di Bigas Luna con Francesca Neri. Lulù è una donna talmente ossessionata dall’erotismo che ciò la obbliga a trasgredire e sperimentare di continuo. Tutto questo vissuto come una malattia, che affonda le sue origini nel rapporto disturbato con il marito, che l’ha portata a perdersi nel tempo. Qui c’è veramente di tutto: prostituzione, rapporti incestuosi, sadomaso e quello vi ha tanto sconvolto in 50 sfumature. Ah, e inoltre voglio citare un libro che magari avete studiato a scuola, senza mai averlo letto davvero: il Decameron di Boccaccio. Dovreste andarvi a vedere le storie che si raccontano i giovani che fuggono dalla peste, per passare le loro ore nascosti e poi mi direte. Non posso non citare Le 120 giornate di Sodoma del Marchese de Sade. L’opera è incompiuta, il che ci fa realmente chiedere cos’altro avrebbe potuto aggiungere a tutte le già citate pratiche sessuali. La storia si svolge in un castello francese, nel 1785. Quattro uomini sopra la cinquantina, tra cui un vescovo. Quattro ragazze tra i 18 e i 24, spose dei suddetti libertini. Quattro narratrici esperte sui cinquanta. Otto ragazzine e otto ragazzini tra i 12 e i 15 anni, tutti rapiti. Quattro fottitori (questo è il termine) tra i 25 e i 30 anni. Quattro fantesche tra i 58 e i 69 anni. Tutte queste persone coinvolte in perversioni con una tabella di marcia (sì), che vi farà rimpiangere di non aver passato la sera a guardare South Park. Giuro, è troppo inquietante. Meglio dedicarvi ad una lettura del Kamasutra.

Insomma, non si può dire che la letteratura sia priva di prodotti con una sostanza un po’ più curata di questo “fenomeno letterario” recente, che comunque vi potrebbero compiacere nella vostra fame di amplessi che vadano oltre il “la abbracciò” degli Harmony. So che qualcuno obietterà la mancanza de L’amante di Lady Chatterley, ma, vi prego, quel romanzo è talmente noioso che qualche “culo” messo qua e là non basterebbe per farmelo citare in una classifica di opere sensuali. No, proprio no.

– Lidia Marino –

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