Alicia Vikander vince come Migliore Attrice non Protagonista

1Questa ragazza dalla bellezza fresca e dall’enorme talento è la fidanzata di Michael Fassbender, quindi di fortune ne ha veramente tante e stasera ne ha ottenuta un’altra: Alicia Vikander vince come Migliore Attrice non Protagonista, battendo la sua rivale più agguerrita, Kate Winslet, che si era portata a casa nei mesi precedenti un Golden Globe, un BAFTA, e un London Film Critics Circle Award per il suo ruolo in Steve Jobs. Eppure l’interpretazione della Vikander, grande promessa del Cinema, ha stregato l’Academy più della bionda collega.

Il film, The Danish Girl, del resto, probabilmente avrebbe guadagnato ancora più notorietà in un altro anno, vista la grande componente, come la chiamo io, “seduci-Oscar”: un ruolo da protagonista maschile problematico, dove viene richiesta una trasfigurazione, un film drammatico, ma dolce, storico, attuale… era perfetto, ma ha avuto la sfortuna di concorrere con altri film adatti alla serata ed ecco fatto. Se infatti l’Academy, a mio avviso, non è sempre tacciabile di razzismo, è senza alcun dubbio sempre accusabile di banalità di contenuti. Insomma, non ho dimenticato che l’anno scorso Ralph Fiennes non abbia ricevuto nemmeno una nomination agli Oscar e che Grand Budapest Hotel non abbia vinto come miglior film, eh? Solo per fare un esempio recente, tra l’altro. Ma perdonate la mia parentesi: la Vikander in questa pellicola interpreta l‘artista Gerda Wegener, che, presa dai proprio quadri, chiede a suo marito, Einar Wegener, di posare per lei al posto di una modella donna. La popolarità del ritratto convince la coppia a continuare a realizzare opere sulla figura di Lili, alter ego di Einar, ma quest’ultimo comincia a sentirsi a suo agio nei nuovi panni, tanto da non poter più tornare indietro alla sua vecchia vita. A Gerda rimane il difficile compito di accettare, di continuare ad amare e di aiutare il marito a conquistare la propria felicità.

Trovo che la Vikander abbia un tipo di talento che io personalmente apprezzo molto: la delicatezza. Riesce a sembrare affranta, delusa, disperata, felice e appassionata, ma non perde mai quella delicatezza di fondo, che le rendono perfetta la rappresentazione dei ruoli d’epoca. Non so se avete visto Royal Affair, candidato all’Oscar al miglior film straniero nel 2013, che vedeva la Vikander come protagonista, ma in quella pellicola questa sua particolarità è più che evidente. Comunque sono contenta che sia emersa nel mare Hollywoodiano, perché la trovo interessante (a me è piaciuta molto anche in Ex-Machina, anzi forse anche di più che in questo film). Inoltre, uscirà a settembre The Light Between Oceans, nuovo lungometraggio di Derek Cianfrance, che la vedrà recitare vicino al fidanzato e a me già il trailer ha dato i brividi!

– Lidia Marino – 

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