Alfabeto degli Artisti Contemporanei – Mounir Fatmi

Sempre mossi dalla curiosità di conoscere l’arte contemporanea, arriviamo alla F con Mounir Fatmi.

QUEL “CATTIVO” RAGAZZO

01L’arte di Mounir è un arte fatta di protesta visiva. Le sue installazioni visive o anche i suoi film, propongono sempre un pensiero, una voglia di far vedere oltre i dogmi classici. Politica, storia, ideologie e religione sono spesso bersagli dei suoi lavori; il consumismo efferato della società moderna, voluto dalla società, è, però, il tema che più di tutti tende a rimarcare. Per darne un esempio, spesso le sue opere sono prodotte da materiali non più utilizzati, come, ad esempio, vecchi nastri VHS.

LA MORTE ARTISTICA DEL 1993

02Mounir lavora alle sue opere già dal 1989, all’età di 19 anni. Costruisce spazi visivi, giochi linguistici, immagini reali che cercano di liberare lo spettatore dai preconcetti. Poi video, disegni, dipinti e sculture, tutte volte a portare alla luce dubbi, paure e desideri di chi osserva. Spesso, tutto ciò, lo porta alla profanazione di oggetti religiosi, alla decostruzioni di dogmi e delle ideologie moderne, in una sorta di opera anticonvenzionale. Proprio questa sua peculiarità lo porta a dichiararsi, nel 1993, simbolicamente morto come artista.

IL PROGETTO “SAVE MANHATTAN”

03Una delle influenze più forti nell’artista fu il fatidico giorno dell’11 settembre, quando le Torri Gemelle vennero attaccate ed il mondo cambiò. Uno dei progetti più famosi di Fatmi fu “Save Manhattan“, installazioni fatta di diversi materiali, che riproducevano lo skyline dell’isola di Manhattan, tra cui le torri del World Trade Center. Save Manhattan 1 fu fatto con i libri, il 2 con videocassette, il 3 fu un’istallazione sonora fatta di altoparlanti. L’ultimo contributo a questo progetto, invece, fu un video, dove lo skyline si dissolve progressivamente in un riflesso distorto e liquefatto di se stesso.

– Giorgio Correnti –

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