Alcuni tra i peggiori padri nel Cinema

Come avrete notato dalla vostra home di Facebook, oggi è la Festa del Papà e abbiamo pensato ad un modo alternativo per trattare questa giornata, andando ad analizzare non le figure paterne da manuale, ma anzi alcuni tra i peggiori padri nel Cinema, quelli che nessuno vorrebbe in casa, quelli che potrebbero farvi rivalutare i vostri! Inizierei da uno dei più iconici, quando si tratta di questo argomento: Darth Fener. Beh, se il “no, io sono tuo padre” è entrato ufficialmente a far parte delle citazioni più famose del grande schermo, lo stesso non si può dire per il nostro caro Anakin, che dopo aver perso la testa nel tentativo di salvare la moglie (finendo poi per ucciderla… qualcuno ha letto il dramma di Edipo, eh, Lucas?), abbraccia il lato oscuro, costringendo così i buoni a nascondergli i gemelli, per la loro incolumità. Prima di scoprirlo, quasi li uccide entrambi e dopo che lo scopre? La situazione non sembra migliorare, vi risponderebbe la mano di Luke. Ad ogni modo, alla fine almeno salva la vita al figlio e si redime ai nostri occhi – che comunque personalmente lo hanno sempre amato.

Passiamo poi ad un’altra figura piuttosto inquietante: Jack Torrance in Shining. Insomma, ok che avere un bambino che parla con il proprio dito può essere snervante, ma arrivare per questo ad inseguirlo con un’ascia dentro un labirinto mi sembra un po’ esagerato. Diciamo che comunque se dovessero chiedermi di passare mesi in un hotel sperduto con Jack Nicholson io a prescindere rifiuterei, perché quell’uomo mi terrorizza, ma il povero Danny lo chiamava papino e deve aver pensato che questo bastasse a non farsi trucidare. Dolce ingenuo. Che poi, non so voi, ma se da bambina avessi visto in un corridoio deserto due gemelle spuntate all’improvviso chiedermi di giocare con loro per sempre, me ne sarei tornata alla civiltà a piedi, correndo. Ma magari sono esagerata io.

Adesso invece parliamo di una figura molto più reale, un padre molto più comune nella vita vera, un padre che sembra far tutto per il bene del figlio, convinto che il suo metodo sia quello giusto, e che invece non fa che rovinarlo completamente. Sto parlando del signor Perry, padre del giovane protagonista de L’attimo fuggente. L’uomo ritrae la maggior parte dei padri vecchio stampo, quelli convinti che la propria prole debba trovare un lavoro serio ed essergli poi grata per averli indirizzati su quella strada. Il nostro Neil, invece, nutre la profonda passione per il teatro e in questo campo scopre anche avere del talento e altro non chiede, se non essere apprezzato dal padre. Questi invece prima gli intima di smetterla con tali sciocchezze e, davanti alla realtà della disobbedienza del figlio a lasciar perdere quel mondo, gli comunica – senza molte cerimonie – che lo iscriverà ad una scuola militare. Il ragazzo, dunque, si suicida. Adesso, non voglio dire che qualunque tipo di speranza per un lavoro più sicuro sia sempre un errore e che i figli vadano in ogni caso lasciati seguire qualunque strada, anche se sbagliata, ma che spesso imporsi può essere il comportamento più sbagliato da scegliere. Creare un muro, non sforzarsi mai di comprendere la versione dell’altro, chiudersi nella convinzione di essere nel giusto… può portare terribili conseguenze.

Come non parlare poi, in questo mare di dolce paternità, dei due padri presenti in American Beauty? Nessuno dei due si salva, ammettiamolo. Ovvio che il peggiore è l’omofobo (tra l’altro gay represso), violento e assassino Frank Fitts, ma insomma non è che proprio ci venga in mente di eleggere Lester Burnham il papà dell’anno, viste le fantasie da lui fatte sull’amica di sua figlia. Insomma, va bene la crisi di mezza età, ma nessuno di noi si auspicherebbe mai di avere una coetanea presente tra le voglie sessuali del proprio padre. Su. Sì, certo, poi vedere un figlio che è disposto ad ammettere di essere omosessuale, pur non essendolo, solo per essere cacciato di casa e riuscire così a liberarsi dalla gabbia famigliare che lo opprimeva, ci fa comunque considerare Lester un po’ meglio. Ma non così tanto.

Vorrei finire con un padre decisamente… diabolico. Sì, sto parlando di John Milton alias Satana in L’avvocato del diavolo. Non ci si può aspettare proprio delle buone azioni per il bene dei figli quando si parla del Principe delle Tenebre, effettivamente, e infatti il nostro Al Pacino ha intenzione di far procreare Kevin e la sua sorellastra Christabella così da far nascere l’Anticristo. Carino, eh? Che poi, potremmo anche perdonarti tutto, paparino, ma il caro Kevin era sposato con quella bella dea di Charlize Theron e tu l’hai fatta così impazzire da farla suicidare. Su questo non possiamo passare sopra.

– Lidia Marino – 

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