Alcuni grandi direttori della fotografia

Stiamo parlando di una figura importantissima nel cinema, che molto spesso viene sottovalutata dai meno esperti del settore, ma che invece viene molto apprezzata dai cinefili. Del resto, signori, il direttore della fotografia è il responsabile della fotografia cinematografica durante la realizzazione di un film, quindi il diretto responsabile dell’impatto visivo delle immagini sullo spettatore. Di solito questa figura diventa un grande sostegno per il suo regista e tra i due può crearsi un sodalizio portatore, in alcuni casi, di capolavori. Alcuni grandi direttori della fotografia, infatti, ci hanno regalato, insieme ai registi, dei veri gioielli cinematografici. Parliamo, ad esempio, di Orson Welles e Gregg Toland in Quarto potere, di Stanley Kubrick e John Alcott in 2001: Odissea nello spazio, Arancia meccanica, Barry Lyndon e Shining, di Peter Jackson e Andrew Lesnie nelle trilogie de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit e altri ancora.

I direttori della fotografia devono stare attenti e occuparsi della disposizione delle luci, delle scelte stilistiche su obiettivo e angolo di ripresa, della composizione dell’inquadratura, del controllo dei movimenti della macchina da presa: insomma, tutti elementi tecnici fondamentali, che già sarebbero molto importanti in un’immagine statica, ma che ancora di più richiedono un grande talento e una precisa attenzione in un ambito di movimento di attori e macchina. Anche il nostro cinema ha potuto vantare ottime figure di questo tipo, come Tonino Delli Colli, collaboratore di Pier Paolo Pasolini, Sergio Leone, Fellini, Polanski e altri, o Otello Martelli, che ha curato la fotografia per Roberto Rossellini, Vittorio De Sica e Federico Fellini, e ancora Dante Spinotti, che ha lavorato con Ermanno Olmi, Michael Mann e Curtis Hanson.

Prima di concludere un articolo del genere mi è impossibile non citare nomi internazionali e intramontabili, come Robert Burks, il direttore della fotografia preferito di Alfred Hitchcock, con il quale ha lavorato per 12 film: L’altro uomo (1951), Io confesso (1953), La finestra sul cortile (1954), Il delitto perfetto (1954), Caccia al ladro (1955), La congiura degli innocenti (1955), L’uomo che sapeva troppo (1956), Il ladro (1956), La donna che visse due volte (1958), Intrigo internazionale (1959), Gli uccelli (1963) e Marnie (1964). Da citare anche Michael Chapman, che ha iniziato la sua carriera di direttore della fotografia in film come Il Padrino (1972) e Lo squalo (1975) e ha collaborato poi con Martin Scorsese per un decennio, realizzando (tra i tanti) Taxi Driver (1976) e Toro Scatenato (1980).

– Lidia Marino – 

 

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