Agatha Christie e la sua misteriosa scomparsa

La grande giallista Agatha Christie ha risolto, grazie alla sua impareggiabile penna, i casi del suo baffuto ed eccentrico Poirot e della sua curiosa e dolce Miss Marple. Ma ad un unico caso non è mai riuscita a dare una spiegazione o forse non ha mai voluto, realmente, scrivere la parola fine ad un piccolo mistero: quello riguardante la sua scomparsa. Ebbene si, la grande scrittrice, per una manciata di giorni, è stata lei stessa un caso da risolvere. Ma andiamo con ordine e partiamo dal principio.

Nel lontano 1926 la Christie era un’affermata scrittrice grazie ai sei romanzi pubblicati, con Poirot come protagonista. Nel ’26, Agatha, era una donna sposata da 8 anni, con il Colonello Archibald Christie, e badava alla loro figlia Rosalind, che all’epoca aveva 7 anni. Ciò nonostante, quello stesso anno segnò la fine della sua vita matrimoniale: Archibald la tradiva con la sua segretaria e le chiese il divorzio, per poterla sposare. Come se non bastasse, in quello stesso anno, la scrittrice perse sua madre e gli estenuanti ritmi del suo lavoro non fecero altro che logorarla. In questo clima di tensione, durante la sera del 3 dicembre del 1926, Agatha ebbe un’accesa discussione con suo marito, il quale non perse tempo a lasciare la loro casa per trascorrere il weekend nel Surrey con, ovviamente, la sua amante. Quello stesso giorno, alle 21:45 anche Agatha decise di lasciare la sua casa e di allontanarsi in macchina, senza farne parola con nessuno. Il giorno successivo venne ritrovata la sua auto, abbandonata con dentro alcuni suoi abiti. Le ricerche per la sua scomparsa cominciarono immediatamente e la stampa, in quei frenetici giorni, non parlò d’altro. Ma ad un tratto, come nei suoi migliori romanzi, un colpo di scena cambiò, radicalmente, la situazione. Il 14 dicembre del 1926 nella località termale Harrogate, nello Yorkshire, dopo 10 giorni di ricerche, venne ritrovata Agatha Christie. La donna trascorse quei giorni all’Old Swan Hotel, registrandosi sotto nome falso, precisamente con il nome di Teresa Neele, guarda caso, proprio lo stesso cognome della sua acerrima nemica, l’amante di suo marito, Nancy Neele. I dottori dissero che si trattò, soltanto, di amnesia. La scrittrice, tuttavia, per tutti gli anni della sua vita non diede mai alcuna spiegazione del suo gesto. Furono, ovviamente, avanzate molte ipotesi. Secondo i più, la scrittrice architettò tutta questa messa in scena con l’unico scopo di far incolpare suo marito di omicidio e di occultamento di cadavere. Altri, invece, sostennero che Agatha volesse suicidarsi e che cercasse di far ricadere la colpa sull’amante di suo marito (questa versione della vicenda venne raccontata in un film del 1979 dal titolo “Agatha”, con Vanessa Redgrave nei panni della scrittrice. La figlia Rosalind tentò, invano, di bloccare l’uscita del film). Altri affermarono che la donna fosse stata vittima di una perdita di memoria causata da un incidente stradale, mentre altri ancora ipotizzarono che l’episodio fosse stato ideato proprio da lei, per passare una settimana in compagnia di un suo, sconosciuto, amante.

Tuttavia nel libro di Andrew Norman dal titolo “The Finished Portrait”, possiamo leggere che, secondo lui, il comportamento della scrittrice corrispose, invece, a uno stato di fuga, un’amnesia psicogena verificatasi dopo un trauma o una forte depressione. Altri ancora ipotizzarono che forse la sparizione della Christie fosse solo una trovata pubblicitaria, insomma solo e semplice business! Jared Cade, invece, rivela la sua teoria nel libro “Agatha Christie e il mistero della sua scomparsa”.  Ad ogni modo di vere biografie, sulla vita della celebre autrice, ne possiamo contare solo due: una non autorizzata che ha evidenziato, senza grande fatica, le contraddizioni nelle affermazioni pubbliche dei familiari; l’altra, invece, autorizzata che ha trattato con pietismo la scomparsa, concentrandosi sopratutto sulle colpe attribuite alla stampa locale. Certo, l’autobiografia scritta di suo pugno, pubblicata postuma nel 1977 con il titolo “La mia vita”, potrebbe chiarire tanti punti oscuri ma, come ho scritto all’inizio, la donna non ha mai accennato nulla, nemmeno tra le sue pagine, su questa strana vicenda. Anche la viva voce di Rosalind, esattamente nel 1980, ha rivelato che sua madre con lei non ha mai toccato l’argomento, provocando in lei grande dolore e non poche difficoltà, al momento dell’autorizzazione della sua biografia. Che la vicenda sia stata, un po’ troppo, mitizzata? Forse! Forse la Christie ha davvero avuto solo un malore o forse ha cercato di usare un po’ del suo genio per una vendetta personale. Purtroppo questo è un mistero che la grande Agatha non ci rivelerà mai.

– Giuseppina Serafina Marzocca – 

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