Addio Bud Spencer, gigante buono della TV

01Ormai questo 2016 ci sta abituando a dover dire addio a grandi nomi della tv e del cinema. Ieri notte ci ha lasciato uno dei rappresentanti dell’infanzia di molti di noi: Bud Spencer, all’anagrafe, Carlo Pedersoli.

Il nostro eroe è stato, insieme a Terence Hill, un volto molto presente nella nostra infanzia, grazie a film divertenti western e moderni, dove volavano “botte da orbi” e battute. Ma non solo quello: Carlo Pedersoli è stato anche un campione italiano di nuoto. Infatti, non tutti sanno che Bud è stato il primo italiano a scendere sono il minuto nei 100 metri a stile libero e pluricampione italiano sempre in stile libero e in staffetta. Dopo una breve parentesi anche nel pallanuoto come centroboa della Lazio, Carlo ha abbandonato le piscine nel 1960 e decise di dare una svolta nella sua vita, anche perché, parole sue, “ero stanco della vita ai Parioli” (quartiere benestante di Roma).

Così parte per il sud america ed inizia a lavorare per varie aziende, oltre a partecipare, come pilota, ad una gara per l‘Alfa Romeo. Di nuovo a Roma, si sposa e inizia anche a scrivere testi per noti cantanti come Ornella Vanoni. Poi entra alla Rai, come produttore di documentari, ma poi la svolta iniziale arriva nel 1967: viene preso come attore in Dio perdona… io no!, pellicola western italiana dove incontra, per la prima volta, Mario Girotti, meglio noto come Terence Hill

02Il successo arriva negli anni ’70 e grazie al regista E.B. Clucher (nome d’arte di Enzo Barboni) col quale inizia una serie di film di genere spaghetti-western, come il film cult Lo chiamavano Trinità… e il sequel …continuavano a chiamarlo Trinità. Il successo lo porta a partecipare a tanti film di vario genere, come il thriller 4 mosche di velluto grigio di Dario Argento o il dramma Torino nera di Carlo Lizzani, ma il successo vero, la notorietà arrivano con la serie di Piedone (Piedone lo sbirro, Piedone a Hong Kong, Piedone l’africano e Piedone d’Egitto) e le serie tutte botte e comicità con Terence Hill, come Non c’è due senza quattro, Altrimenti ci arrabbiamo o Due super piedi quasi piatti.

Al cinema, si aggiungeranno anche altri successi, come libri best seller quali Altrimenti mi arrabbio: la mia vita (una sua biografia dettagliata) o Mangio Ergo Sum, un racconto con se stesso come protagonista, dove mescola filosofia e gastronomia. Ed oltre la cucina, sua grandissima passione, nel 2005 si candida anche per la Regione Lazio, come rappresentante di Forza Italia, senza essere eletto.

Ma, in tutto questo, parliamo di alcuni aneddoti e curiosità che non tutti conoscono:

03– Quando gli fu chiesto di cambiare nome, perché Carlo Pedersoli era troppo italiano, scelse Bud Spencer per omaggio a Spencer Tracy e richiamando, in modo ironico, la birra Budweiser, venduta in Italia come Bud, per l’appunto;
– Con Terence Hill, gira ben 18 film, ma solo 16 come coppia protagonista. Infatti, in Dio perdona… io no!, solo Hill risulta tra i protagonisti, mentre in Annibale, entrami recitano in scene separate, senza mai incontrarsi sul set;
– Nonostante Dio perdona… io no! sia il film della sua svolta, lui titubò molto nell’accettare il contratto, in quanto riteneva il compenso molto basso. In più, fu per quel film che dovette imparare ad andare a cavallo e farsi crescere la barba;
– Nonostante sia italianissimo e napoletanissimo, il molti film è stato doppiato. Tra i suoi doppiatori, Glauco Onorato (quello storico) recitò insieme a Bud in La collina degli stivali;
– Nel film …più forte ragazzi! Bud ebbe la sua prima esperienza di volo. Doveva solo eseguire delle semplici rullate in pista, ma, di sua iniziativa, fece decollare l’aereo ed atterrò poco dopo. Dopo quell’esperienza, prese la licenza di pilota ed il volo divenne uno dei suoi hobby preferiti;
– Un altro degli hobby di Bud fu la musica: infatti, in Lo chiamavano Bulldozer, suona la chitarra e canta la canzone “El indio Chaparral”. La canzone fu cantata in spagnolo, ma fu tagliata nella versione spagnola.

Bud Spencer è venuto a mancare ieri (27 giugno 2016), all’età di 86, con una carriera sfavillante che ce lo lascerà sempre vivo nei nostri ricordi come quel gigante buono che era nei film e nella vita vera. Abbiamo voluto festeggiare la sua vita, perché lui stesso, da buon napoletano, si sarebbe annoiato a leggere un articolo triste su di sé. Ma io non smetterò di sentire la sua mancanza, soprattutto quando lo rivedrò fingere di essere un sordomuto e poi dire “Sono muto, mica scemo!” prima della canonica scazzottata.

Grazie Bud. Grazie Carlo.

– Giorgio Correnti –

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