A ogni regione italiana il suo dolce di Pasqua

Manca poco più di una settimana ad una delle feste più golose dell’anno. Come Natale, ovviamente, anche la Pasqua, per i religiosi, celebra qualcosa di ben più significativo di zuccheri e regali, ma nessuno disdegna un momento di famiglia coronato da una difficoltà respiratoria per il troppo cibo ingurgitato, o no? E questo in Italia lo sappiamo bene, perché, sia che siate del Piemonte o della Sardegna, è sicuro che la vostra tradizione avrà ideato almeno un dolce speciale per l’occasione. Ecco, dunque, un piccolo viaggio in giro per la nostra penisola, dove troverete a ogni regione italiana il suo dolce di Pasqua, con le sue origini e la sua storia alle spalle. Poi ricordatevi di farmi sapere quale di questi avete assaggiato e quale vi ispiri di più.

Iniziamo dal nord con la Valle d’Aosta, che ci offre il suo Mecoulin, un dolce tipico di Cogne, che nasce come leccornia del giorno di Natale, ma che è poi andato a prendere spazio anche durante altre feste religiose, tra le quali ovviamente anche la Pasqua. Di cosa si tratta? Di una versione valdostana del panettone, glassato con miele e acqua, e condito, in alcune varianti, anche con crema, panna e cacao amaro. E in Piemonte? Beh, abbiamo le ciambelle pasquali, dove si fondono le tradizioni della pasticceria da forno e della lavorazione della frutta secca, formando un risultato davvero speciale, spesso consumato insieme ad un buon bicchiere di spumante. In Lombardia abbiamo la Resca, una focaccia dall’elaborazione molto lunga e impegnativa, ma che senz’altro non fa rimpiangere il tempo impiegato per realizzarla; è composta di tre impasti con frutta candita, burro e uvetta e per i più golosi è anche farcita con panna o crema. In terra veneta, invece, a Pasqua non può mancare la “Fugassa”, un pane dolce con una bella leggenda alle spalle: sembra infatti che l’idea di questa ricetta venne un giorno in mente ad un antico fornaio trevigiano per le occasioni speciali, soprattutto nel caso di fidanzamenti, perché gli innamorati potessero donarlo alle loro donne, con l’importante anello nascosto al suo interno. In Trentino Alto-Adige viene preparata la Corona pasquale, un impasto intrecciato e cotto al forno, con ricette variabili a seconda della tradizione locale. Questo dolce viene poi decorato, anche con l’aiuto dei bambini, che preparano delle bellissime uova sode colorate: un modo delizioso per unire bontà e divertimento. In Friuli Venezia Giulia c’è, invece, la Pinza pasquale alla triestina, una sorta di brioche non molto dolce, che si adatta ad essere accompagnata da salumi e formaggi oppure da confetture varie. Nella tradizione, le donne erano solite preparare la pinza triestina il giorno prima di Pasqua, e, dopo aver a lungo lavorato con le braccia questo impasto così consistente, si recavano tutte insieme da chi disponeva di un forno adatto per la cottura, in una sorta di rito di unione tra famiglie.

Dalla provincia di La Spezia arriva la ricetta dei Cavagnetti, che nella tradizione rappresentavano il modo di offrire le uova ai bambini. Un tempo venivano, infatti, preparati il giorno della vigilia e portati in chiesa dai bambini per la benedizione, quindi mangiato in famiglia il giorno successivo, con al loro interno le uova, che potevano anche avere i gusci colorati. In Emilia-Romagna sulle tavole per la colazione di Pasqua non manca la Zambela, una sorta di pagnotta dolce, ottenuta dall’incontro tra farina, lievito, strutto, latte, uova, con un’ottima guarnizione a base di granella di zucchero, perfetta per essere intinta nel latte. La pizza dolce di Pasqua delle Marche presenta un impasto a base di pasta di pane, fatta lievitare con zucchero, uova, burro, a cui sono aggiunti molti canditi e molte uvette e un bel cucchiaio di liquore. La schiacciata di Pasqua è un dolce tipico pasquale toscano, la cui tradizione risale verso la metà dell’Ottocento. Contrariamente a quanto il nome potrebbe far pensare, la schiacciata di Pasqua non è di forma schiacciata ed è molto diversa dalle focacce locali: si tratta infatti di un dolce molto lievitato con un impasto lavorato e fermentato in modo naturale. In Abruzzo a Pasqua molto caratteristici sono i cavalli e le pupe: biscotti a base di pasta frolla arricchita, donate alle bambine con la forma di fanciulle, mentre ai bambini di piccoli cavalli: entrambi ospitano un uovo sodo attorno alla pancia. Nel Lazio i dolci irrinunciabili sono dei pani dolci lievitati: nel viterbese si cuoce nel forno a legna una pizza alta e soffice, derivata da un complesso composto impastato per più giorni con molte uova, mentre in Ciociaria è diffusa la pigna dolce, a cui si aggiungono anche uvetta, canditi, vaniglia e molte spezie.  Il Torcolo umbro è invece una sorta di ciambellone ricco con aggiunta di canditi, uvetta, anice, pinoli, il tutto profumato con scorza di limone; può essere inoltre glassato con meringa e bastoncini di zucchero.

Arriviamo in Molise con la Treccia dolce, un dolce dalla consistenza corposa, ma soffice profumato con scorza di limone e qualche cucchiaino di limoncello, che viene presentato con la forma, appunto, di una treccia racchiusa a corona, decorata a piacimento. In Campania la Pastiera va bene sempre, ma è sicuramente un dolce pasquale. Questa elaborata crostata di ricotta è deliziosa e regala alle colazioni della domenica Santa un colore decisamente invitante. Le Pannarelle della Basilicata sono molto simili alle scarcelle pugliesi, spesso a forma di treccia e chiuse a cerchio, per evocare l’idea di un cestino pieno di dolci per i bambini. In Puglia ci sono le Scarcelle, dei meravigliosi biscotti decorati, farciti con un uovo sodo (l’etimologia potrebbe proprio ricondurre alla necessità di scarcerare l’uovo dal dolce) prodotti in casa e regalati ai bambini; le forme variano a seconda del destinatario e sono davvero belle da vedere , oltre che ottime da mangiare! In Calabria le Pitte con niepita sono dolci semplici e sfiziosi, praticamente dei ravioli dolci cotti al forno con ripieno particolarmente ricco: marmellata d’uva, cannella, noci tritate, cacao e liquore. Per la Sicilia a Pasqua si prepara un dolce scenografico: lo Zuccotto pasquale. Usando uno stampo a forma di uovo, viene costruito un pan di spagna a strati bagnato nel liquore e farcito con panna, canditi, cioccolato; non vi basta? La copertura presenta glasse di diverso colore o marzapane decorato! Infine terminiamo questo viaggio culinario con le Pardulas sarde, piccoli dolcetti farciti e cotti al forno, con ripieno dalle molte versioni a base di formaggio, ricoperti da zucchero a velo!

– Lidia Marino – 

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