55 anni dalla prima mondiale di Cleopatra con Elizabeth Taylor e Richard Burton

Cleopatra non è passato alla storia solo per aver fatto conoscere e innamorare Elizabeth Taylor e Richard Burton, ma anche per i suoi incredibili costi e l’enorme successo che la pellicola ottenne, oltre che la fama sempiterna. Eccoci, dunque, 55 anni dalla prima mondiale di Cleopatra a parlarne ancora e a ricordarne le particolarità. Si tratta del film che mandò quasi in fallimento la 20th Century Fox: il costo inizialmente stimato – di 2 milioni di dollari – arrivò nella realtà a ben 44 milioni (equivalenti a più di 300 milioni di dollari attuali), rendendo la pellicola la terza più costosa mai prodotto negli Stati Uniti. Come mai una cifra così spropositata? Soprattutto per gli scenari molto elaborati e per i costumi, che furono costruiti due volte, sia per le riprese a Londra che per quelle a Roma.

Le riprese iniziarono a Londra nel 1960. Mankiewicz entrò nella produzione solo dopo le dimissioni del precedente regista (Rouben Mamoulian), che per la protagonista avrebbe voluto l’attrice afroamericana Dorothy Dandridge e che dunque lasciò le redini a Mankiewicz, che “ereditò” così un film che aveva già superato di 5 milioni di dollari il budget previsto, oltre ad avere avuto moltissimi problemi, soprattutto perché i due attori originariamente scelti per impersonare Cesare (Peter Finch) ed Antonio (Stephen Boyd) lasciarono il film per altre produzioni. Mankiewicz fu inoltre licenziato durante la lavorazione, salvo essere riassunto quando nessun altro volle assumersi la responsabilità di portare a termine la pellicola. Elizabeth Taylor venne scritturata con un contratto pari a un milione di dollari, assoluto record per l’epoca, e ciò ovviamente gravò sulla già difficile situazione economica del film. L’attrice, inoltre, si ammalò di polmonite durante le riprese e fu necessario ricoverarla d’urgenza in ospedale, dove le venne praticata una tracheotomia per salvarle la vita.  Se fate attenzione, potrete notare la cicatrice in diverse scene! La produzione dovette essere trasferita a Roma dopo sei mesi, in quanto il clima inglese pregiudicava la guarigione della Taylor e deteriorava i set, particolarmente le piante esotiche. La relazione che oggi ci appare passionale e romantica tra la Taylor e Burton all’epoca invece portò cattiva pubblicità sulla produzione, dato che entrambi erano già sposati.

Insomma, un film che sembrava destinato al fallimento, ma che invece ha creato un capolavoro indimenticabile, ancora potente a distanza di più di mezzo secolo.

– Lidia Marino –  

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