53 anni per il primo film della serie James Bond

1Oggi, 5 ottobre, sono 53 anni per il primo film della serie James Bond: nel 1962, infatti, esce nel Regno Unito Agente 007 – Licenza di uccidere, che decreterà un enorme successo per questo personaggio, che ancora riempie i cinema con il suo fascino e la sua abilità. A interpretarlo, all’epoca, come tutti sanno, era il fantastico Sean Connery, elegantissimo e pronto a rubare i cuori del pubblico femminile, nonché della sua Bond girl, Ursula Andress. Un completo scuro, una sigaretta alla bocca e la famosa frase “Bond, James Bond” entra nell’immaginario collettivo, per diventare leggenda.

Nonostante l’ultima interpretazione di Connery risalga al 1971 (Agente 007 – Una cascata di diamanti), è impossibile non pensare a lui quando si parla del nostro agente segreto preferito. E pensare che il suo volto non fu affatto la prima scelta dei registi: venne indetto un concorso per trovare James Bond e, di tutti i partecipanti, vennero selezionati sei finalisti che furono sottoposti a provino. Il vincitore del concorso fu un modello ventottenne di nome Peter Anthony, che però si rivelò completamente fuori ruolo e per questo venne escluso. Alla fine i produttori chiamarono uno dei sei esclusi, uno scozzese di nome Sean Connery, che fu messo sotto contratto per cinque film. Broccoli e Fleming si trovavano bene con Connery, ma lo accettarono in pieno solo dopo il rifiuto di Richard Johnson, James Mason, Rex Harrison, David Niven, Trevor Howard, Patrick McGoohan e Cary Grant: del resto l’attore prima da allora aveva fatto ben poco e la titubanza era compensibile, ma ringraziamo il cielo per tutti questi rifiuti!

Il film ricevette recensioni contrastanti da parte della critica, ma ottenne un grande successo tra il pubblico, permettendo agli autori di continuare la loro avventura. Seguirono A 007, dalla Russia con amore (citato dal presidente John F. Kennedy come uno dei suoi 10 film preferiti), Agente 007 – Missione Goldfinger (film rimasto maggiormente impresso nella cultura popolare), Agente 007 – Thunderball: Operazione tuono (il film di Bond con il maggiore incasso) e Agente 007 – Si vive solo due volte, dopo il quale Connery annunciò che non avrebbe più interpretato il personaggio che lo aveva reso celebre, per timore di restarne eccessivamente intrappolato. Tuttavia, come sappiamo, i produttori non vollero 2rinunciare ad abbandonare il franchise e optarono per un cambio di attore.

Il primo a dover affrontare il paragone con il mostro sacro Connery fu il modello australiano George Lazenby, che riuscì ad ottenere successo tra il pubblico, ma non convinse affatto la critica. In seguito alle recensioni negative, infatti l’attore Lazenby non prese parte ad Agente 007 – Una cascata di diamanti nel 1971 e i produttori scelsero di tentare Connery, che cedette di fronte a delle condizioni contrattuali da record: 1,25 milioni di dollari più il 12,5% degli incassi e un bonus di 145.000 dollari per ogni settimana di lavoro oltre la 18ª.  Dopo questo lavoro, l’attore dirà nuovamente addio alla serie, ma ancora una volta tornerà sui suoi passi per interpretare il film fuori serie Agente 007 – Mai dire mai. Divenne quindi evidente che il pubblico non riusciva del tutto a rinunciare al volto ormai amato di Sean e che alla produzione servisse qualcuno che potesse, almeno in parte, modificare il personaggio sulla propria pelle. Venne scelto, infatti, Roger Moore, al quale venne permesso di cambiare Bond con alcuni accorgimenti che riuscirono a far apprezzare la sua interpretazione. Moore, infatti, è l’attore che ha interpretato la parte per il maggior numero di volte (sette) e per il maggior numero di anni (dodici).3

Dopo il successo di Moore, fu Timothy Dalton ad interpretare James Bond. Il nuovo interprete decise di tornare alle origini, ai libri di Ian Fleming da cui tutto cominciò: difatti, pur ricalcando il mix di azione ed ironia portato avanti dai suoi predecessori, Dalton diede al personaggio di Bond una caratterizzazione più seria, avvicinandosi alla concezione originale della spia immaginata dallo scrittore. Il pubblico apprezzò la sua scelta, ma le recensioni del film furono discordanti e gli incassi ne risentirono pesantemente. Due anni dopo vedrà la luce 007 – Vendetta privata, che nonostante avesse battuto molti record d’incasso della stagione, stabilì il primato di peggior incasso della serie, facendo seguire una lunga pausa, in seguito alla quale Dalton disse addio ufficialmente al personaggio.

Fu, dunque, per sostituire Dalton, che un altro iconico volto di James Bond arrivò sul grande schermo: venne infatti scelto Pierce Brosnan, che si disse pronto ad interpretare il personaggio, affermando di aver scelto di intraprendere la carriera 4d’attore proprio dopo aver visto un film della serie, Goldfinger. Per andare incontro ai cambiamenti che il mondo aveva affrontato il nuovo Bond smise di fumare e cominciò a vestire con capi italiani firmati Brioni; inoltre il crollo dell’Unione Sovietica costrinse a cambiare l’identità del “nemico”, visto che nelle precedenti pellicole il nemico per eccellenza erano proprio i russi. Venne inoltre cambiato il ruolo di M, affidato ad una donna (la fantastica Judi Dench). L’attore riuscì a conferire nuovamente l’enorme successo dei primi tempi al personaggio, recitando in GoldenEye, Il domani non muore mai, Il mondo non basta e La morte può attendere. Per ragioni di anagrafe Brosnan non poté più interpretare Bond, perché i produttori intendevano fare un reboot della serie e avevano bisogno di un attore più giovane.

Ed ecco che arriviamo all’attuale Bond, l’unico biondo, che ha inizialmente raccolto molte titubanze circa l’aderenza al ruolo, ma che poi ha zittito ogni polemica con il suo talento: Daniel CraigCasino Royale è stato un grande successo sia di pubblico sia di critica, e si è in effetti discostato totalmente dagli interpreti precedenti, ma in un modo che ha convinto e ha fatto nuovamente innamorare miriadi di fan. Un 007 giovane, rude e violento, a tratti persino inesperto, in linea col personaggio letterario e con l’idea originale di Fleming. Tale nuova formula ha funzionato e ci farà probabilmente rimpiangere Craig, così come ancora rimpiangiamo Connery, ma non è detto che il prossimo Bond non possa farci ricredere. Intanto aspettiamo l’uscita di Spectre, con trepidazione, e incrociamo le dita – oh, almeno io – che venga scelto Hugh Jackman (sì, sono di parte) per i prossimi episodi.
E un augurio al primo film del franchise più longevo mai esistito!

– Lidia Marino – 

 

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