5 motivi per vedere e 5 per non vedere Daredevil

Probabilmente vi chiederete “Perché fare una recensione della prima stagione di Daredevil dopo aver fatto quella della seconda?”. Domanda lecita. La risposta è che, in vista della serie sui Difensori (The Defenders), mi è sembrato brutto non aver fatto le recensioni anche nelle due serie Marvel/Netflix migliori. Così, eccomi a recuperare i compiti non fatti. Ed iniziamo subito a parlare dei 5 motivi per vedere e per non vedere Daredevil.
NB: La recensione contiene spoiler.

5 MOTIVI PER VEDERE DAREDEVIL

1. La scrittura

La prima serie di Daredevil deve il grosso del suo successo sulla scrittura della stessa. Gli sceneggiatori Drew Goddard prima (lui ha scritto i primi due episodi) e Steven S. De Knight dopo, sono riusciti a produrre una storia fluente, coerente ed appassionante, dando a Kingpin una profondità umana, togliendolo dallo schema del classico boss mafioso e hanno creato un eroe dal basso. La storia appassiona, non ti fa mai tendere solo per l’eroe e non da niente per scontato.

2. Nascita dell’eroe

Uno dei punti di forza della storia è la vera e propria nascita dell’eroe. Avendo ben 13 puntate da un’ora circa, la nascita del personaggio non è repentina e veloce come è accaduto spesso nelle versioni cinematografiche dei supereroi Marvel. Daredevil cade, sprofonda e tocca il fondo, facendo dei fallimenti la sua forza, nascendo dall’inferno.

3. Kingpin

Non solo Daredevil, ma anche Kingpin ha uno sviluppo eccezionale. Oltre ad avere un grande Vincent D’Onofrio a prestare il volto al cattivo di turno, gli sceneggiatori sono riusciti a rendere il classico boss mafioso cattivissimo, un personaggio rotondo e profondo, che prova rabbia, ma anche amore,con una forte passione che lo rende interessante e, in alcuni tratti, anche più bello del protagonista. Kingpin non è cattivo e basta: ha convinzioni forti, spesso condivisibili ed è mosso da ideali forti, come l’amore per la città e per la sua donna. Ed è proprio quest’ultima, il loro rapporto a rendere il personaggio ancora più bello e forte.

4. L’inizio della serie

L’essere l’inizio del progetti dei Difensori, poteva essere un problema, un pericolo. Invece Daredevil è stato il miglior inizio che ci si poteva aspettare. Ha mostrato subito la piega che avrebbero preso i nuovi eroi “minori”. I Difensori sono eroi “sporchi”, che nascono dalle parti basse della comunità. Non hanno super jet, miliardi di dollari (tranne Iron Fist) e una associazione come lo S.H.I.E.L.D. che gli procura armi, palazzi e veicoli. Non sono al soldo del governo mondiale, ma agiscono come piccoli eroi cittadini. La loro ridimensionata grandezza, li porta a storie cupe e meno epocali. Non c’è epicità, ma una buona dose di introspezione. Daredevil è riuscito nell’intento di creare questa visione diversa, cupa, dark…

5. Aria dark

…e proprio questa aria è il bello di Daredevil. Un eroe “piccolo” che lotta contro un’associazione grande come la mafia, con persone che preferiscono morire, piuttosto che dire il nome del loro capo. Omertà e una malsana visione dell’onore, il potere dei soldi e del dominio sulla città e sul quartiere. Niente battute in jet e lotte contro creature aliene: in Daredevil non c’è niente da ridere.

5 MOTIVI PER NON VEDERE DAREDEVIL

1. Aria dark

Perché l’aria dark è anche un difetto? Per la contrapposizione con l’universo cinematografico della Marvel. Chi è abituato ai film, può trovare difficile abituarsi ad una visione cupa del supereroe. Daredevil è forte, ma combatte a pugni contro persone normali, trovando spesso difficile avere la meglio. È un eroe, ma più normale di altri.

2. La solita mafia

Mentre Kingpin è rotondo, i suoi sgherri sono molto canonici. Sono mafiosi, peccano banalmente di superbia, sono spesso disorganizzati(sentendosi troppo forti per l’associazione che hanno alle spalle) e omertosi. Potrebbe non essere un difetto, ma è comunque un dato di fatto.

3. La tuta

Nel cercare un difetto su un buon prodotto, sono andato a parare sulla nascita della tuta di Daredevil. Non che fosse incoerente, ma forse tardiva e “semplice”. Forse. Diciamo che mi ha poco convinto.

4. La bionda

Il personaggio meno convincente è quello di Karen Page. Un po’ perché troppo spaventata prima (per carità, lo sarei stato anch’io) e troppo ostinata dopo. Un po’ perché il suo rapporto con Matt Murdoch (Daredevil) è meno profondo, meno convincente e, soprattutto, meno adulto di quello tra Kingpine Vanessa. Un po’ perché Deborah Ann Woll non mi è piaciuta tantissimo. Il risultato è un personaggio meno forte degli altri e, spesso, anche odioso.

5. Il combattimento finale

Bello, ma forse troppo classico. Due uomini che fanno a pugni, uno forte di un addestramento pugilistico, l’altro forte della mole maggiore. La pecca la troviamo nella difficoltà: Daredevil, per quanto non sia super forte o non conosca arti marziali mistiche, ci abitua ad avere la meglio su gruppi di mafiosi che, seppur non addestrati, erano comunque robusti e muscolosi. Contro un uomo dalla grande mole, ma dovuta più al cibo che alla palestra, armato anche di bastoni, avrebbe dovuto avere la meglio molto più facilmente. Ma è comunque un bel combattimento, anche e soprattutto a livello di parlato.

Oltre ad essere la prima serie di questo nuovo universo Marvel, è stato un prodotto ottimo, pen scritto e ben progettato, consigliabile a chiunque ami il tipo di avventura o di investigazione che potete trovare in una serie supereroistica. Una serie dark, cupa, che può piacere anche a chi non ama i supereroi.

– Giorgio Correnti –

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