5 motivi per andare e 5 per non andare a vedere X-Men Apocalisse

Dopo l’uscita dei due film di “scontro tra supereroi” Batman v Superman e Civil War, forse è passato troppo inosservato il nuovo film degli X-Men, ovvero X-Men Apocalisse. Come ormai ci hanno voluto far capire, la vecchia guardia degli X-Men è stata per lo più abbandonata, continuando a raccontare storie con gli X-Men giovani, con, quindi, McAvoy e Fassbender al posto di Patrick Stewart e Ian McKellen nel ruolo dei due principali mutanti: Professor X e Magneto. Non che questo ci dispiaccia, in realtà: gli X-Men, a dispetto di tutti gli altri film di supereroi, hanno sempre avuto più introspezione e politica rispetto agli altri. Gli X-Men non sono uomini con superpoteri, ma mutanti oggetti di razzismo e con, spesso, infanzie tragiche che li hanno portati a fuggire. Soprattutto in questo filone ambientato negli anni 70/80, vediamo i due mutanti principali avere un rapporto più travagliato, più introspettivo, rispetto allo scontro politico tra “Integrazione v Sterminio umano”.
Ma andiamo a parlare del film in questione. Intanto un accenno di sinossi: come vediamo già dai trailer, nel 1983 si risveglia Apocalisse, il primo mutante mai esistito. Questo è molto potente e si accompagna spesso con quattro seguaci che vengono chiamati, per l’appunto, i quattro cavalieri dell’apocalisse. Questo vuole causare la fine del mondo, ma gli X-Men, ovviamente, si ribellano…

CINQUE MOTIVI PER VEDERE X-MEN APOCALISSE

1. Stavolta niente politica

1Diciamo che, tranne un accenno all’inizio, questo film è una versione “action” (per essere cattivi, una versione Avenger) degli X-Men. Stavolta non c’è un piano da sventare, ma un vero e proprio nemico in carne ed ossa. E il razzismo, stavolta, è forse un fattore scatenante e, sicuramente, una conseguenza, ma non il fulcro del film, dandoci una versione veramente d’azione degli eroi mutanti. Sì, questo successe già in X-Men 3, ma qui lo fanno meglio.

2. Wolverine

2Vi deluderò, forse, nel dirvi che la sua apparizione è relegata ad una scena. Ma Wolverine è Wolverine. E Hugh Jackman è perfetto per il ruolo, sin dal 2000 e dal primo film degli X-Men. Quando ho pensato che questa apparizione equivale al penultimo film in cui lo vedremo nei panni Logan (in quanto Hugh Jackman ha annunciato che il prossimo film interamente dedicato a Wolverine sarà il suo ultimo film con questo personaggio), mi ha fatto scendere una lacrima.

3. Personaggi sempre profondi

3Un marchio di fabbrica, ormai, dei film di X-Men (e dei suoi fumetti) è la profondità dei personaggi. Ogni mutante ha vissuto un’infanzia nel quale affrontava poteri sconosciuti, è cresciuto nella diffidenza degli altri, spesso sfociata in paura e razzismo, ed è costantemente sotto l’occhio accusatore umano che teme i suoi poteri e non lo vuole integrato nella società. Questo, più dei background particolari che rendono alcuni personaggi differenti (vedi Magneto o Wolverine), rende tutti i personaggi più profondi del semplice supereroe che vuole salvare la città e menare le mani, con sotto un’orta di fan che li ammirano. No, loro salvano il mondo, ma nessuno li esalta. E pensare che pure Spiderman, il supereroe che più ha fatto i conti con la polizia e le critiche, ha i suoi ammiratori…

4. I Mutanti

4Parliamo ora della parte principale di questo film: i mutanti. Torna, come già detto, McAvoy nella versione del Professor X giovane, con comportamenti e pensieri più profondi e filosofici del semplice “So tutto e voglio aiutare tutti”. Mystica (Jennifer Lawrence) non è più la semplice spalla destra di Magneto, ma ha tutto un background molto intessuto nella trama, tra il Professore e Magneto stesso. Hank/Bestia (Nicholas Hoult) è un personaggio ormai molto più integrato nelle storie. Parliamo dei nuovi, allora. Compare un giovane Scott Summers (Tye Sheridan), all’inizio della sua “carriera” come Ciclope. Devo dire che, all’inizio, mi è sembrato un po’ sciapo (forse a causa dell’attore), ma la sua storia, legata anche a Havok, lo a reso interessante. Mentre la Jean Grey giovane (Sophie Turner) è stata convincente. Altri mutanti nuovi che hanno dato una buona prova di loro sono stati Psylocke (Olivia Munn) che, oltre ad essere un personaggio abbastanza chiaro, costante e, diciamolo, fico, è anche interpretato da una bellissima attrice (il che non guasta mai), Nightcrawler (Kodi Smit-McPhee), personaggio sempre enigmatico, anche quando comparve in X-Men 2, e Quicksilver (Evan Peters) che si scopre molto più integrato nella trama e, soprattutto, i suoi momenti sono sempre i più divertenti. E poi, ovviamente…

5. Magneto

5Il personaggio di Erik Lehnsherr è sempre stato molto bello, affascinante, pieno di sfaccettature. Lo era nei fumetti, lo era (forse meno) la versione di Ian McKellen, ma ha la sua apoteosi in questo filone che lo vede avere il volto di Michael Fassbender. L’attore irlandese è molto bravo ad interpretare queste sue sfaccettature e Bryan Singer, insieme a tutta la sua trafila di sceneggiatori, è bravo a dare a Magneto sempre più sfaccettature, a renderlo un personaggio instabile, capace di amore, quanto di distruzione. Il Magneto di Michael Fassbender è, senza ombra di dubbio, il personaggio più bello di questo film e il secondo più bello di tutta la saga (dopo Wolverine di Hugh Jackman, ovviamente)

CINQUE MOTIVI PER NON VEDERE X-MEN APOCALISSE

1. Gli altri mutanti

6Mentre ci sono molti mutanti ben fatti, altri non sono stati per niente convincenti. Iniziando da Tempesta (Alexandra Shipp) nella sua versione giovane, che è sembrata molto inutile per quasi tutti il film. Angelo (Ben Hardy) è sempre stato un personaggio completamente sciapo, sia in X-Men 3 (dove era solo un ragazzino lamentoso), che qui, dove è solo un ragazzino tracotante. Poi Jubilee (Lana Condor), inserita nella lista dei personaggi del film, compare in poche scene senza dare un motivo valido alla sua apparizione. E infine, seppur non sia un mutante, William Stryker giovane (Josh Helman) non mi piace affatto.

2. Stavolta niente politica

cazzoQuesto punto lo metto anche nei “contro”, perché avere un film intero degli X-Men con pochissima introspezione ed interazione tra i personaggi, è stato da una parte buono (c’è stata più action), ma, dall’altra, pessimo, perché ci ha dato poco la sensazione che fosse veramente un film degli X-Men.

3. Apocalisse

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Apocalisse, o En Sabah Nur (Oscar Isaac) è un personaggio molto bello della saga. Mentre la maggior parte degli scontri degli X-Men li vedono affrontare un piano (diabolico o meno) sempre rivolto alla politica di integrazione, con Magneto che vuole sterminare o soggiogare gli umani, Stryker che vuole schiavizzare i mutanti e gli altri, comunque, cercano di accumulare potere e/o soldi con qualche piano da sventare, Apocalisse è il vero “villain” degli X-Men. Anche lui ha una visione politica del mondo molto più drastica, ma la sua bellezza è l’essere molto potente e difficile da sconfiggere sul campo, con i poteri. Quindi ci si aspetterebbe nessun piano diabolico o articolato, ma uno scontro fisico con Apocalisse dove i mutanti, deboli, debbano cercare un modo intelligente per batterlo. Invece il personaggio non viene per niente sfruttato al massimo. Molte parole e pochi fatti, ripetitivo e, ad un certo punto, anche scocciante, senza dare mai una vera prova della sua potenza.

4. Un po’ di lentezza

9Non lo posso etichettare come un film lento, ma ci sono dei momenti in cui la trama stenta a prendere piede. Possiamo concentrare la lentezza del film in due distinti momenti, una nel primo tempo, probabilmente dovuta ad una volontà di creare più aspettative dietro Apocalisse (se non per poi deluderle) e la seconda verso la vine, dovuta, forse, alla voglia di creare più pathos, di dare più la sensazione “oddio, non ce la faranno!” e invece…

5. Tutto troppo facile

10Come detto prima, Apocalisse è molto potente, molto più di tutti gli altri mutanti, quindi mi aspettavo un modo intelligente per batterlo, utilizzando i vari poteri dei vari mutanti in modo intelligente, con un piano articolato che lo spodestasse. Ovviamente no. Il finale non lo dico, ma mi è sembrato un po’ svilente, come se fosse tutto troppo facile, come se bastasse veramente poco per risolvere la situazione.

Come dicono nello stesso film, “tutti sanno che il terzo è il peggiore”. Successe con X-Men Conflitto Finale nella serie originale e succede anche qui, in questo film, terzo della saga ambientata nel passato, insieme a X-Men L’inizio e X-Men Giorni di un futuro passato. Ma, questa volta, troviamo un film inferiore agli altri due, ma non orrendo. Il fatto che gli altri due fossero dei bei film, forse svilisce questo, ma non lo rende un brutto film, anzi: lo rende un film da vedere.

– Giorgio Correnti –

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