5 manga per il lockdown

La Fase 2 del lockdown italiano è appena iniziato e non tutti hanno potuto riprendere le attività quotidiane, dai lavoratori agli universitari, quindi è quasi d’obbligo continuare a segnalare contenuti interessanti per passare il tempo: ecco 5 manga per il lockdown che, spaziando da un genere all’altro, potrebbero appassionarvi.

1) After School Nightmare

Dieci volumi horror firmati da Setona Mizushiro sono l’ideale per cominciare lista. Tra i generi presenti troviamo anche lo shojo, l’introspezione psicologica e una bella dose di mistero. Mashiro Ichijo è un adolescente che un giovedì, terminate le lezioni, viene invitato a seguire un corso doposcuola indispensabile per potersi diplomare; non appena si addormenta su uno dei letti a baldacchino lì presenti scopre che, per superare il corso, deve combattere contro altri studenti all’interno di uno scenario da incubo. Il dettaglio più inquietante è che molti rivali sono irriconoscibili, dal momento che il loro aspetto è completamente diverso da quello reale, per cui il ragazzo si ritrova a combattere contro una bambina da film horror, una studentessa con un buco al posto del volto e un braccio privo del resto del corpo – tanto per citarne alcuni – ma anche contro la sua condizione di intersessuale che lo logora giorno dopo giorno. Il manga presenta scene abbastanza forti in alcuni casi e tematiche delicate, che rendono ancora più godibile l’enorme plot twist finale.

2) Kodocha

Noto anche come Kodomo no omocha o Il giocattolo dei bambini, il manga di Miho Obana ha un titolo piuttosto diverso nella trasposizione animata italiana che l’ha reso celebre: Rossana. È il più famoso tra i manga qui citati, ma non poteva mancare l’incredibile storia d’amore tra una ragazza idolo del pubblico giapponese – poiché partecipa appunto al programma Il giocattolo dei bambini – e il suo compagno di classe solitario e brusco, orfano di madre e trascurato dal padre e dalla sorella maggiore. Kodocha è divertente, triste, romantico, drammatico, comico e, fondamentalmente, genuino, uno dei titoli che non può mancare nella biblioteca di un otaku; conta purtroppo solo dieci numeri più un volume bonus che narra la storia del film girato da Sana (Rossana) e Naozumi (Charles), una perla horror che ha come protagonista il fantasma di una bambina. Tra le altre opere di Miho Obana è necessario segnalare anche lo shojo Andante e soprattutto Partner, tra dramma e fantascienza.

3) Monster

Nel 1986, in Germania, un neurochirurgo giapponese salva la vita di un bambino, Johan, e subito dopo viene accusato di alcuni omicidi commessi nell’ospedale; anni dopo quello stesso medico, Kenzo Tenma, decide di indagare dietro la storia di Johan e della gemella Nina per fermare quello che, già al tempo, era uno spietato assassino. Monster di Naoki Urasawa è un thriller ricco di colpi di scena che si dipanano per diciotto volumi, il cui anime disponibile solo in originale è composto da ben settantadue episodi. La trama è strutturata in maniera ottima, i personaggi sono caratterizzati al massimo e il colpo di scena è sempre dietro l’angolo: ha tutte le carte per sbancare anche fuori dal Giappone, e infatti HBO e Guillermo del Toro avevano iniziato a lavorarci sopra, ma per il momento il progetto è stato purtroppo sospeso.

4) Lovely Complex

Passiamo a una commedia romantica per rilassare un po’ la mente. Sebbene anche Kodocha sia uno shojo, il manga in diciassette volumi di Aya Nakahara non presenta a differenza Obana temi delicati come la depressione e la gravidanza in giovane età, bensì racconta la storia di Risa Koizumi e Astushi Otani, rispettivamente una studentessa molto alta e uno studente e giocatore di basket veramente basso. I due ragazzi sono spesso al centro di scenette comiche e decidono di fare una tregua soltanto per darsi una mano in amore, senza sapere che Cupido – o meglio il loro idolo rapper Umibozu – ha scelto diversamente. È una commedia divertente e sentimentale che fa spesso sorridere ed empatizzare con i personaggi secondari, gli amici di Risa e Otani, che sono caratterizzati al punto da meritarsi delle storyline tutte per loro. Il manga ha avuto talmente successo da essere trasposto in anime, drama-cd, live action e perfino videogiochi.

5) Angel Sanctuary

Angel Sanctuary è un capolavoro. Lo è dal punto di vista del disegno, con il quale Kaori Yuki si avvicina molto allo stile delle Clamp, lo è per le trama e le sottotrame e lo è per lo studio che c’è dietro – peccato che i venti volumi non siano bastati per dare spazio a tutti i personaggi, sempre più numerosi con il susseguirsi degli eventi. Un altro punto negativo è l’OAV, composto da tre episodi che coprono unicamente i primi tre volumi e mezzo, quindi la parte ambienta sulla Terra, che è quella maggiormente shojo e che si conclude con un grosso cliffhanger; vedendoli, il pubblico rischia di perdere la vera trama, la storia di un ragazzo, Setsuna, che decide di scendere nell’Inferno come Orfeo per riportare indietro dalla morte la sua Euridice, la sorella Sara, e arriva invece a compiere un viaggio dantesco fino al Paradiso. Il manga tratta temi parecchio delicati, come la transessualità e l’incesto, e arriva perfino a mettere in dubbio i dogmi della religione ebraica e cristiana: Setsuna, rincarnazione dell’angelo ribelle Alexiel, deve aiutare la principessa di Gehenna Cry e gli altri demoni in una ribellione contro quel sistema che sta operando una discriminazione sempre più violenta nei confronti anche degli angeli. Qui niente è come sembra: si confondono i personaggi, che a volte sono reincarnazioni di altri, si confondono le identità e il sesso, il concetto di bene e di male. Niente è dato per assodato e questa, oltre ai disegni e alla caratterizzazione di molti personaggi tra cui Cry, è la qualità migliore del manga.

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– Sara Carucci –

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