5 importanti capolavori dell’arte perduti durante la Seconda Guerra Mondiale

Sappiamo tutti della passione di Hitler per l’arte: molto spesso abbiamo letto o visto in tv di mondi alternativi in cui il Führer riusciva nel suo sogno di diventare artista, evitando così tutti gli orrori avvenuti durante la Guerra. Ma purtroppo si tratta appunto di “se” e con quelli non si fa la storia, no? Una cosa certa è che il condottiero si considerava un esperto in termini artistici e desiderava creare un Museo d’arte europeo a Linz, che raccogliesse tutti i più grandi capolavori del mondo. Iniziò dunque la caccia alle opere custodite nei paesi conquistati, portando alcuni di questi a non venire mai più trovati o ad essere irreparabilmente rovinati. Ecco, allora, una selezione di 5 importanti capolavori dell’arte perduti durante la Seconda Guerra Mondiale.

1. Ritratto di giovane uomo, Raffaello

È la perdita d’arte più famosa della Polonia dalla Seconda Guerra Mondiale. Ritratto di giovane uomo è stato preso dalla collezione della famiglia di Czartoryski a Cracovia per essere collocato nel museo del Fuhrer di Hitler nel 1939. Scomparve alla fine della Guerra, ma spesso voci non verificate danno farle speranze di ritrovamento; l’ultima nel 2017 lo voleva in caveau di una banca svizzera.

2. Il pittore sulla strada di Tarascona, Van Gogh

Prima della sua distruzione, Il pittore sulla strada di Tarascon era un dipinto ad olio su tela ospitato nel Museo Kaiser-Friedrich di Magdeburgo, in Germania, attualmente noto come Kulturhistorisches Museum. Si ritiene che sia andato perso nel fuoco dei bombardamenti alleati di Magdeburgo. Tuttavia, la Monuments Men Foundation lo ha nella sua lista “Most Wanted: Works of Art”. La Fondazione ha sede nella sezione Monumenti, Belle Arti e Archivi degli eserciti alleati organizzati durante la Seconda Guerra Mondiale per preservare e recuperare opere d’arte e culturali minacciate durante la Guerra. La fondazione elenca il dipinto come “scomparso dal deposito artistico delle miniere di sale di Stassfurt… il 12 aprile 1945”.

3. Gli spaccapietre, Courbet

Gli spaccapietre, dipinto del 1849, fu un’opera di puro realismo e di denuncia sociale che introdusse nello scenario artistico francese temi come la povertà, la precarietà della vita, e soggetti fino a quel momento considerati indegni di raffigurazione. Venne purtroppo distrutta insieme ad altre 154 immagini, quando un veicolo da trasporto che trasportava le immagini al castello di Königstein, vicino a Dresda, venne bombardato dalle forze alleate nel febbraio 1945.

4. Filosofia, Medicina, Giurisprudenza, Klimt

Klimt era stato scelto per dipingere tre opere (Medicina, Filosofia e Giurisprudenza) che sarebbero state esposte all’Università di Vienna, ma adoperò dei soggetti che per l’epoca risultarono troppo audaci e venne dunque accusato di “pornografia” e “eccesso perverso”, portandolo a rinunciar al lavoro e cederlo ad un altro arista. Tutti e tre i dipinti andarono perduti, distrutti in un incendio appiccato nello studio del loro ultimo proprietario, il collezionista Wittgenstein, dalle truppe tedesche in ritirata. Di loro restano foto in bianco e nero e colorate, studi, disegni che hanno portato a delle riproduzioni più o meno fedeli. Di certo sappiamo che il tema complessivo delle opere per l’artista fu “la vittoria della luce sulle tenebre”. E l’averle, pur se non originali, recuperate tramite tutto ciò che ci è arrivato dell’epoca, potrebbe essere il nostro modo di vedere che una certa vittoria in effetti ci sia stata.

5.  La camera d’ambra, Schlüter

La Camera d’Ambra è una camera famosa in tutto il mondo decorata con pannelli d’ambra ricoperti di foglia d’oro e specchi, situata nel Palazzo di Caterina di Carskoe Selo vicino a San Pietroburgo. La sala venne saccheggiata dal gruppo dell’esercito a nord della Germania nazista e portata a Königsberg per la ricostruzione e l’esposizione. La sua attuale ubicazione rimane un mistero.

– Lidia Marino – 

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