5 cartoni animati che tutti abbiamo amato

Per i veri nostalgici degli anni Novanta non poteva mancare un potente richiamo alla bellezza e all’esplosività dei cartoni animati. Chi, come me, ha vissuto la propria infanzia nella scia di tempo che va dal 1990 al 2000  sa bene a cosa mi riferisco: crescere con pane e Slump e Arale, affrontare le prime cotte adolescenziali con Rossana e provare a risolvere i misteriosi casi del piccolo Detective Conan, ad esempio. Una vita che aveva come colonna sonora le sigle della sempre-giovane Cristina D’Avena.  Siamo stati noi i veri cultori degli album di figurine e delle raccolte dei VHS inediti (almeno diecimila lire per ogni uscita!). Per non parlare poi dei film dei Pokemon in prima TV, rigorosamente registrati su una vecchia videocassetta di papà… Insomma, se la mia è stata un’infanzia colorata il merito va anche a questi personaggi nati dalla matita giapponese di qualche famoso animatore.
Ecco perché oggi, parliamo di 5 cartoni animati che tutti abbiamo amato.

Sailor Moon – Bishōjo senshi Sērā Mūn
Pubblico femminile, a rapporto! La “combattente che veste alla marinara”  è una liceale dai lunghissimi capelli biondi che può diventare, grazie al potere della Luna, l’eroina più famosa degli anime. È il 1992 quando Sailor Moon/Bunny approda per la prima volta sui piccoli schermi delle nostre camerette ed è subito un successo: vestiti, accessori, materiale di cancelleria, gioielli, orologi e pupazzetti della scosciatissima protagonista impazzano in tutti i negozi d’Italia (e del mondo).  Un business che macina soldi e che fa maturare nelle nostre piccole menti la prima vera “idea” di ragazza che, con l’ausilio di misteriosi poteri lunari, può sconfiggere il male dilagante sulla terra. Un arsenale di sexy amiche del cuore, creature spaventose, gatti parlanti e un misterioso Mylord (dalle non poi così anonime sembianze!)  fanno da sfondo al cartone animato che da un lato ha fatto sognare generazioni di fanciulle e dall’altro ha contribuito a svuotare le tasche dei poveri genitori..! Nel 2014 la nuovissima serie “Sailor Moon Crystal” avrebbe voluto eguagliare il successo delle stagioni passate, ma l’obiettivo non è stato raggiunto a causa delle animazioni, forse troppo moderne e distanti dal prodotto degli anni precedenti e di una sceneggiatura non più in grado di catturare l’attenzione della gioventù odierna.

I PokemonRicordate la vostra “fase-Pokemon”? Nel cassetto delle memorie infantili un ampio spazio è dedicato proprio a loro, i mostriciattoli che Ash, Misty, Brok e i loro amici devono a tutti i costi catturare per poter diventare dei veri allenatori.
Le creaturine immaginarie di tale Satoshi Tajiri nel 1996 conquistano un successo incredibile già dalle prime messe in onda, un vero fenomeno che ha unito le generazioni di bambini e ragazzi che nello stesso periodo passavano dall’ingenuità dell’infanzia alla maggiore convinzione adolescenziale: i più piccoli trovano risate e tenerezza in personaggi come Pikachu  e i più grandicelli invece coltivano la loro passione smisurata per il merchandising “made in Japan” che l’avvento dei Pokemon ha favorito. Come ogni “prodotto ben riuscito” che si rispetti non sono mancate pesanti critiche, rivolte soprattutto da chi ha collegato alle metamorfosi dei Pokemon un’origine satanica:  poco educativi e non adatti ai giovanissimi, questa la sentenza! Un’altra fetta di utenti ha poi accusato i creatori di aver generato, nei ragazzini, false speranze ed aspettative  creando  un mondo parallelo fatto di animaletti  dalle potenzialità a volte, per così dire, fuorvianti.La verità è che, male o bene, dei Pokemon si parla ancora oggi, nel 2017. Orde di fans affollano le strade, le piazze e  i parchi cittadini (memorabile lo sciame umano che lo scorso Luglio ha invaso Central Park, tablet alla mano!)  alla ricerca dei loro beniamini, da catturare e imprigionare grazie all’app per smartphone Pokemon Go.

Rossana – Kodomo no OmochaTra gli anime giapponese, un posto d’onore va riservato a Rossana, la piccola attrice che, nella cornice della bellissima Tokyo, vive la sua tormentata storia d’amore con Heric, introverso e scontroso compagno di scuola. Centodue episodi dalle tinte rosa che nel 2000 hanno stravolto le fantasie romantiche delle fanciulle surclassando addirittura la storica coppia-che-non-scoppia Bunny/Marzio (Sailor Moon). “Sana” piace perché è meravigliosamente esuberante, un vulcano che rispecchia esattamente quello che in molte avrebbero voluto essere e possiede quello che un po’ tutte avremmo voluto. Un amico tenebroso che ci ama, ma fa fatica a dimostrarlo (il tipico bello e dannato!), uno stuolo di ammiratori e delle vicende di vita piuttosto bizzarre… Dal fumetto sono state tratte solo due serie animate che hanno lasciato insoddisfatti gli spettatori, auspicanti di assistere ad un finale diverso (e più romantico…).

Dragon Ball“What’s my destiny?!” Una canzone entrata nelle orecchie di chiunque con il suo motivetto orecchiabile e con la voce inconfondibile di un’altra vecchia conoscenza delle sigle, Giorgio Vanni. Goku è un ragazzino dalla forza decisamente fuori dal normale ma non conosce le sue origini! Rimasto solo al mondo, si unisce ad una cricca di strampalati personaggi e parte alla ricerca  delle misteriose sfere del drago. Dragonball è un cult senza precedenti: il cartone animato è basato sull’omonimo manga giapponese, nato della spropositata creatività di Akira Toriyama, già famosissimo nel Sol Levante alla fine degli Ottanta e terzo manga più venduto di sempre. Dalla prima messa in onda sono innumerevoli le volte in cui le reti trasmettono le puntate, richieste a gran voce dal popolo sovrano che non si stanca mai di assistere agli stessi duelli anche a vent’anni di distanza dal primo episodio. Tre serie (non una soltanto) che divorano quattrini, delle vere macchine da combattimento: Dragon Ball, Dragon Ball Z e Dragon Ball GT.  A queste, nel 2016 si è aggiunta Dragon Ball Super, un breve intramezzo che si inserisce a cavallo tra “Zeta” e Gt e che non sembra avere nulla da invidiare alle sue più anziane rivali.

Piccoli problemi di cuore – Marmalade Boy (Mamarēdo Bōi)Last but not least…. Nel 1994  facciamo la conoscenza di altri due protagonisti di tutto rispetto: Miki e Yuri. Lei è una sedicenne vivace, che trascorre le sue giornate  tra il lavoro da gelataia e  le partite di tennis; lui è un ragazzo timidissimo, che riesce ad aprirsi con poche persone e preferisce la solitudine alla compagnia. Dopo un’iniziale antipatia, l’amore sboccia e trionfa tra i due, in una manciata di episodi conditi con gelosia, baci rubati, ansie ed aspettative. La trama è semplice e l’intento è soltanto quello di intrattenere, sfruttando personaggi carismatici che interagiscono tra loro nella vita quotidiana e forse la chiave di volta per lo share sta proprio qui! Un cartone non da tutti certamente, forse perché appunto troppo carico di quel colore rosa che, se da un lato ha catturato l’attenzione delle signorine che si riunivano alle 17:00 per guardarlo insieme, dall’altra ha fatto gridare a gran voce “Aridatece Dragonball (di nuovo!”) ai maschietti.

– Myriam Guglielmetti –

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