30 anni del film cult Gli intoccabili: qualche curiosità

The Untouchables – Gli intoccabili, film del 1987 diretto da Brian De Palma e scritto da David Mamet, compie oggi 30 anni ed è doveroso festeggiarli. Si tratta infatti di una pellicola con un cast incredibile, che valse a Sean Connery anche un Oscar. Insomma, mettere insieme Kevin Costner nel ruolo dell’agente federale Eliot Ness, Sean Connery nei panni del poliziotto irlandese Jimmy Malone, Andy García, come giovane poliziotto italo-americano George Stone, e Robert De Niro nel ruolo del boss Al Capone non poteva che essere un’idea vincente. Il film è ispirato all’autobiografia di Ness, che aveva già dato vita in USA alla serie televisiva Gli intoccabili con Robert Stack. E oggi voglio parlare di qualche curiosità che magari vi spingerà a vedervelo nuovamente proprio stasera!

1. Robert De Niro volle assolutamente ingrassare per la parte. Dopo aver impressionato pubblico e critica in Toro Scatenato, nel 1980, De Niro volle assolutamente perdere il fisico acquisito e ingrassare di almeno 30 chili per interpretare Al Capone. De Palma, in un’intervista al Chicago Tribune, raccontò, infatti: “era molto preoccupato per la forma del volto, perché voleva a tutti i costi ottenere una mascella più rotonda”. Per questo motivo scelse i cibi più grassi che potesse trovare e si concesse addirittura una vacanza in Italia con il preciso intento di fare un tour del cibo. Nonostante questa determinazione, comunque, la produzione fu costretta comunque ad utilizzare un’imbottitura per emulare il mafioso.

2. Bob Koskins sarebbe stato Al Capone, se De Niro avesse rifiutato.

Bob Hoskins ha raccontato ai giornali di aver incontrato De Palma nei periodi del casting e di aver deciso con lui che avrebbe interpretato il ruolo, se De Niro non avesse accettato. Hoskins acconsentì, ma stipularono un contratto che lo avrebbe comunque risarcito nell’eventualità di essere poi messo da parte e così effettivamente successe: la Paramount gli inviò un assegno di 300.000 dollari e, parlandone, l’attore scherzò sul fatto di aver proprio amato quel lavoro!

3. La Paramount odiava il copione. L’acclamato scrittore, sceneggiatore e regista David Mamet è responsabile dei bei dialoghi del film, ma non tutti all’inizio erano convinti del suo lavoro. Mamet, infatti, raccontò di aver avuto uno scontro con il direttore esecutivo della Paramount, Ned Tanen, che definì il suo lavoro con parole poco gratificanti. Art Linson, il produttore, tuttavia decise di utilizzare il lavoro di Mamet.

4. Avrebbe potuto essere in bianco e nero.

Per evocare gli anni ‘30 e far immergere alla perfezione il pubblico nelle atmosfere dell’epoca, il direttore della fotografia Stephen Burum provò a convincere De Palma a riprendere il film in bianco e nero. Il regista sarebbe anche stato d’accordo con la sua idea, ma gli disse che purtroppo la produzione non gliel’avrebbe permesso e che quindi avrebbero dovuto girare a normali colori.  

5. L’assassinio con la mazza da baseball.

Nonostante alcune scene fossero volutamente modificate dalla storia reale, per scelte narrative, una di quelle più memorabili prese ispirazione da un fatto assolutamente vero. Al Capone, infatti, in un Maggio del 1928, dopo aver ricevuto più volte minacce di morte dai suoi associati, li invitò una sera tutti a cena a casa sua, li fece ubriacare e poi li uccise uno ad uno con una mazza da baseball. La realtà, delle volte, è così inquietante che non ha bisogno di aiuti.

6. La famosa scena del passeggino.  

De Palma, che ha spesso fatto riferimenti visivi a Alfred Hitchcock per tutta la sua carriera, ha onorato un altro regista per la famosa sparatoria alla stazione ferroviaria di Chicago che vede un passeggino scendere una scalinata. Sto parlando, ovviamente, de La corazzata Potëmkin, un film del 1925.  Al momento di girarla la Paramount iniziò ad insistere perché la produzione venisse completata, ma per fortuna alla fine riuscì ugualmente ad inserirla nel film.

7. “Intoccabile” aiuto.Per cercare di essere quanto più fedeli possibili all’avvenimento storico e per caratterizzare al meglio il personaggio di Ness, la produzione si rivolse a Wolff, unico sopravvissuto tra i membri che fecero parte del suo team. Come forma di ringraziamento per il suo prezioso aiuto, la Paramount gli regalò 160 biglietti per la premiere del film.

8. Prequel con Nicolas Cage. Dopo l’enorme successo del film, De Palma e la Paramount pensarono di crearne un franchise con un prequel intitolato Capone Rising, che avrebbe dovuto raccontare, appunto, della scalata verso il potere dell’uomo prima che incontrasse NEss. Nel 2007 De Palma propose dunque l’idea con Nicolas Cage nei panni di Capone e Gerard Butler nei panni di una versione più giovane del personaggio di Connery. Nel 2012 il direttore ha rivelato a Collider che il copione era effettivamente interessante, ma che probabilmente non sarebbe mai stato prodotto.

– Lidia Marino –

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