3 cose artistiche da fare a New York

Pochi sogni sono riuscita a realizzare negli ultimi 26 anni. Tra questi, primo in assoluto, il desiderio di metter piede nella Città per eccellenza: New York City.
Chi ha avuto la fortuna di attraversare i suoi isolati conosce bene quella sensazione…il brivido di trovarti in un posto che non sei sicuro esista davvero, che  non sei certo si possa raggiungere e vivere sul serio. Certo, NY ha milleuno difetti ma non sarà questo l’articolo in cui ne parleremo male… anzi. Per i viaggiatori di oggi e di domani, ecco un mini prontuario con 3 cose artistiche da fare a New York.

Enjoying Bryant Park

Per quanto la metropoli la faccia da padrone, Nuova York è ricca di spazi verdi. Vere e proprie oasi che prendono vita nel mezzo del traffico di Mid Town. Primo fra tutti, per dimensioni e fama, è Central Park…una tappa certamente obbligata.
Tuttavia, ho preferito ad esso un altro delizioso luogo di ristoro: Bryant Park. Questo parco non spicca per l’imponenza, quanto per la quiete che si riesce a respirare nonostante si trovi a pochi passi dalla 5th Avenue, rinomata per negozi d’alta moda e conseguente traffico e folla. Umile e silenzioso, negli anni Parco Bryant non ha risparmiato comparsate sul grande e piccolo schermo: da Sex And the City, a Glee,  a Ghostbusters , giusto  per citarne qualcuno. L’area è antistante un altro luogo degno di nota, la New York Public Library.
Personalmente, consiglio una mattinata da trascorrere solo lì. Godetevi la vostra colazione su uno dei suoi tavolini in ferro battuto (cercate di dimenticare il sapore del vero caffè o non ne uscirete mai vivi!), portate con voi un buon libro, magari una guida della città se siete forestieri di primo pelo e immergetevi nel ritmo di New York che, ricordatelo, è una donna impegnativa ma ricca di splendidi segreti. Cominciate da lì a “sbucciare la mela”.

Un musical a Broadway

Se il vostro progetto di viaggio sta già prendendo forma, cominciate SUBITO a risparmiare: parte del vostro budget dovrete impiegarlo per assistere ad uno spettacolo a Broadway. La strada più nota al mondo attraversa l’isola di Manhattan sino all’Upper West Side per poi allontanarsi verso il Bronx e la periferia. Il modo di vivere la teatralità in America è molto diverso da ciò a cui siamo abituati nel Bel Paese: di fatto, quando entrate in una delle mega sale della strada più famosa di New York il tempo si ferma e  riuscirete a riprenderne cognizione solo alla fine dello show.
Anche 300$ sono denaro ottimamente speso per vedere qualcosa che non replicherete: dalla scenografia ai costumi, al cast tutto è talmente impeccabile da lasciare senza fiato. Personalmente consiglierei la visione di uno dei tanti musical in scena, da quelli ispirati ai cartoni animati della Disney (di cui conoscerete ogni canzone a memoria…!) ai classici come Wicked o Phantom of the Opera e tantissimi altri.

The New York City Skyline Cruise

Se siete inguaribili romantici e siete volati dall’altra parte del globo con la dolce metà non potrete evitare il giro su una delle Cruises che vi permetterà di ammirare il tramonto su Manhattan. Okay, trascorrete pure il primo pomeriggio a rimpinzarvi di cioccolata da Hershey’s o all’M&M’s World ma il sole che sparisce oltre la skyline della metropoli è un appuntamento a cui non dovreste mancare per nulla al mondo. Vi sentirete un po’ come Cary Grant e Deborah Kerr al rientro dal loro viaggio in “Un amore splendido”, quando scrutano il profilo dell’Empire State Building, location del loro prossimo incontro…
Godersi lo Skyline, ossia “la linea dell’orizzonte”, che si apre al vostro sguardo mentre percorrete le grigie acque dell’ Hudson River è l’unico modo per catturare l’intera city insieme, per toccarne ogni corda, sfiorarne il contorno e sentirsi suoi cittadini. Fatelo magari l’ultima sera prima del frenetico viaggio di  ritorno, salutatela da lì questa superba città. Per esperienza, vi consiglio di mettere nello zaino un pacchetto di Lacey’s, una fornitura d’acqua e qualche clynex in vista del pianterello d’addio (il Mal d’America si può curare solo tornandoci).

– Myriam Guglielmetti –

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