140 anni fa Edison dimostrava il funzionamento del fonografo

Il fonografo è uno dei primissimi strumenti pensati per poter registrare e riprodurre il suono, progettato da Thomas Edison e oggi sono proprio 140 anni dalla prima volta che venne mostrato al mondo il suo funzionamento. Circa trent’anni dopo l’invenzione del telegrafo, Edison pensò bene di dare all’umanità un’altra scoperta sensazionale e nel 1877 realizzò un ripetitore telegrafico in grado di incidere i punti e le linee del codice morse su un disco, disegnando una traccia a spirale con una piccola punta, in modo che un messaggio potesse essere ripetuto senza l’intervento dell’operatore. In seguito si accorse che se il disco ruotava ad una velocità sufficientemente alta, la puntina emetteva vibrazioni che ricordavano il timbro della voce umana e ciò gli diede l’idea di inventare proprio qualcosa che potesse registrare la voce umana.

Tutta la sua ricerca lo porta a mostrare infine ai suoi uomini un cilindro fonografico – ovvero un rullo di ottone lunga e largo una decina di centimetri – sostenuto da un’asse. Tale oggetto presentava il tracciamento di un solco a spirale largo circa due millimetri e mezzo, mentre la sua superficie era ricoperta di carta stagnola. Nel corso della registrazione, mentre il cilindro ruotava, una puntina connessa alla membrana vibrante sfiorava la stagnola; seguendo tutte le oscillazioni della membrana, la puntina andava a creare nella stagnola una traccia profonda, che poteva cedere sotto la pressione, essendo tesa sopra al solco. La riproduzione, dunque, prevedeva il processo inverso, con la differenza che questa volta era necessario ricorrere a una seconda membrana, situata all’altra estremità del cilindro e decisamente più elastica. Con le sue variazioni di profondità, il solco nella stagnola diede origine alle vibrazioni della membrana, restituendo e riproducendo così il suono registrato. Pronunciando la frase “Mary aveva un agnellino” (“Mary had a little lamb”) in direzione del diaframma, il fonografo di Edison dimostrò di essere in grado di riprodurre un suono abbastanza vicino alla frase da lui prima pronunciato, decretando la nascita ufficiale di tale invenzione, con ovvie modifiche e miglioramenti che vennero proposti in seguito.

Dovremo arrivare, infatti, ad una decina di anni dopo quando Emile Berliner, un ingegnere tedesco, affinché un’altra intuizione crei qualche problema a Edison: Berliner infatti sostituisce il cilindro con un disco, dando vita al grammofono.  Edison non accettò di buon grado questa sostituzione, sia per motivazioni tecniche (uno svantaggio della variabilità della velocità lineare), sia, supponiamo, per questioni di orgoglio. Alla fine, però, anche Edison si rassegnerà e metterà in vendita cilindri incisi finalizzati all’ascolto di pezzi musicali.

– Lidia Marino – 

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