102 anni per Kirk Douglas: la storia del mitico attore

Oggi il grande Kirk Douglas, pseudonimo di Issur Demsky Danielovitch, compie ben 102 anni. Ho pensato fosse giusto dedicargli un piccolo articolo, per celebrarlo a nostro modo. Del resto, stiamo scrivendo di un attore che rientra al diciassettesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema statunitense, secondo l’American Film Institute. Kirk è l’attore più longevo di Hollywood ed è anche il più anziano premio Oscar vivente. Al suo fianco presente anche la moglie Anne Buydens, 99 anni, sposata in seconde nozze nel 1954. E anche se il divo adesso necessita di una carrozzella per muoversi, è pienamente in sé, utilizza il web e non si fa mettere i piedi in testa da nessuno.

Ma parliamo un po’ della sua vita. L’infanzia e l’adolescenza di Issur sono state piuttosto difficili, complicate dalle condizioni economiche non favorevoli della sua famiglia. In seguito forse ad un tentativo di cambiare vita, dunque, il giovane decide di cambiare il proprio nome in Kirk Douglas e si arruola nell’esercito statunitense nel corso della Seconda Guerra Mondiale, nel 1941. In ambito militare, è un ufficiale delle comunicazioni. Nel 1944, tuttavia, a causa delle ferite riportate ha la possibilità di tornare a casa per ragioni mediche. Si ricongiunge, quindi, con la moglie Diana Dill, che aveva sposato l’anno precedente (e che gli darà due figli: Michael, nato nel 1944, e Joel, nato nel 1947).

Dopo la guerra Kirk si sposta a New York City e trova lavoro in radio e in teatro. Lavora anche in alcuni spot pubblicitari, come attore e recita in numerose soap opera radiofoniche. Queste esperienze gli permettono di imparare a usare la voce in modo corretto e la sua amica Lauren Bacall lo convince, dunque, a sfruttare queste doti ed entrare nel mondo del Cinema. Lo aiuta a ottenere il suo primo ruolo importante in un film, “The strange love of Martha Ivers”, con Barbara Stanwyck. Il grande successo arriva, però, solo con il suo ottavo titolo, “Champion”, per il quale è chiamato a vestire i panni di un pugile. Grazie a questo ruolo riceve la sua prima nomination agli Oscar. Nel 1951 divorzia dalla moglie e prende parte al suo primo western, intitolato “Along the great divide”. Nel 1954 si sposa di nuovo, questa volta con la produttrice Anne Buydens (che gli darà altri due figli: Peter Vincent, nato nel 1955, ed Eric, nato nel 1958).

Gli anni Cinquanta si rivelano un periodo particolarmente prolifico e nella seconda metà del decennio veste i panni dell’artista Vincent van Gogh in “Brama di vivere”, per la regia di Vincente Minnelli, che gli fa vincere un Golden Globe come migliore attore in un film drammatico. Viene inoltre nominato agli Oscar come migliore attore protagonista. In seguito recita nell’intramontabile “Orizzonti di gloria”, di Stanley Kubrick prima e negli anni Sessanta in “Spartacus”.

Nonostante abbia continuato a lavorare fino agli anni ’90, ha ricevuto solo nel 1996, l’Oscar e solo quello alla carriera. Ma sappiamo che non sempre l’Academy concede a chi merita. Ad ogni modo, auguriamo a questo magico attore un felicissimo compleanno.

– Lidia Marino – 

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