10 Sagre d’Italia dai nomi più strani o particolari

È risaputo che in Italia, ormai, comitati rionali, di paese e Pro Loco, si danno un gran da fare per esaltare la bellezza delle loro cittadine, organizzando feste e sagre incentrate sul cibo, musica, spettacoli e tradizioni del luogo. In qualsiasi stagione siano, è sempre bello assistere a questi eventi, ma soprattutto è divertente vedere i nomi, sempre più curiosi, che prendono piede in giro per i nostri amati paesi.
Rendiamo quindi omaggio alle 10 Sagre d’Italia dai nomi più strani o particolari!

10. Festa della Zanzara

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Tutti noi odiamo quei piccoli insetti estivi succhiasangue, che non ci fanno dormire di notte, ma c’è chi, invece, dedica loro una festa. Nella metà di agosto, a Berra (Ferrara), la zanzara è la regina della festa, con momenti esilaranti e curiosi. Ci sarà infatti, la “Zanzascienza” per studiarne le fasi di sviluppo in diretta al microscopio, le trappole, la lotta biologica ed il monitoraggio delle catture. E ancora “Stai lontana da me”, ossia tecniche antiche e moderne per tenere lontane le zanzare, e concorsi di fumetto con “Striscia la zanzara”. Ci saranno anche momenti ludici con giochi come il “Zanzalotto”, “Famm vedar la tavra” (tradotto, ‘fammi vedere il pomfo’, l’infiammazione che causa la puntura), “Più gratti e più vinci”, “Zanzaquiz” e, per finire in crescendo, la “Sexitavra”, il pomfo più sexi della sera. Ce n’è per tutti i gusti, anche a tavola ogni sera con i “Zanzasapori”. Insomma un salto io ce lo farei!

9. Sagra della mostarda di fichidindia

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A quanto pare sì, se ve lo state chiedendo, esiste la mostarda di fichidindia, calda o secca, e la si può degustare a Pedaggi (Siracusa), dove ogni anno nel mese di Ottobre, si tiene una rassegna Agroalimentare, promossa e organizzata dalla Pro Loco. Questa pietanza, fulcro della manifestazione, è abilmente preparata dalle massaie del luogo, ma non solo, queste abili donne preparano altri gustosi piatti come i fichidindia appena sbucciati, i gustosi cavateddi al sugo di maiale, ma anche la ricotta e le focacce, tante conserve, la porchetta, formaggi e salumi, vino e olio prodotti dagli agricoltori del luogo. Il tutto accompagnato da musiche, spettacoli, e tanto altro!

8. Fiera dei Becchi o Festa dei Cornuti

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Questa manifestazione si tiene a Santarcangelo di Romagna l’11 Novembre, nel giorno dedicato a S. Martino, in cui un tempo i contadini cessavano i contratti di mezzadria e andavano in paese per vendere bestiame, prodotti agricoli ecc, ma non solo! Durante queste fiere, avvenivano incontri di ogni tipo, da qui la Fiera di S. Martino prende il nome di Fiera dei Becchi; per chi non lo sapesse, i “Becchi” sono i caproni, ecco spiegato per cui il curiosissimo appellativo di “Festa dei Cornuti”. Sotto l’arco della piazza centrale della città, vengono appese, per l’occasione, grandi corna e, come tradizione, si passa sotto di esse: se queste oscillano è un bruttissimo segno, in caso contrario si può confidare sulla fedeltà del proprio partner. Se avete il coraggio di passare sotto queste corna, vi consiglio di andare! Altrimenti potete godervi semplicemente la festa, visto che è famosa per essere anche la Sagra Nazionale dei Cantastorie. In fine per tutta la città di possono trovare stand di vario tipo oltre che gastronomici e assolutamente impedibile, è anche il “palio della Piadina”, una competizione fra improvvisati “piadinari”, non professionisti.

7. “Te c’hanno mai mannato a stò paese?!”

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No, non è la famosissima canzone cantata dal grande Alberto Sordi, ma è una festa che si tiene nel comune di Affile (Roma) dal 17 Agosto. Fusi di pollo alla cacciatora, trippa con mentuccia, pasta al sugo di ragù: erano i piatti del giorno di festa, quelli che nel primo dopoguerra le famiglie potevano permettersi, ma sempre con una cera parsimonia, per festeggiare una data, onorare un evento o rendere omaggio al santo del paese. Queste bontà saranno cucinati dalle sapienti mani delle vecchine del paese, insieme alla proloco per ricreare quel clima, ormai perduto nelle gradi città, di solidarietà, festa e fratellanza. Aperitivo in Via Santa Croce; poi la cena (due primi, un secondo con contorno, dolce e vino “Cesanese” a volontà), il tutto corredato dal suggestivo scenario dei vicoli del centro storico per poi finire in bellezza in Piazza Castellana, dove il proseguimento della serata sarà allietato da buona musica.

6. Sagra dei Ciammaruchigli

5Strano nome per non proprio strani animaletti, che possono piacere e non piacere, i Ciammaruchigli non sono altro che le lumachine di terra. Questa sagra si tiene di solito il 3 Agosto in una frazione di Guadagnolo (Roma), organizzata dall’Associazione turistica Pro Loco; le lumachine vengono cucinate con salsa di pomodoro, prezzemolo e peperoncino quanto basta, per un succulento banchetto.

5. Sagra dei Cecapreti e della Bufaletta

6I protagonisti di questa sagra sono i “cecapreti”, una tipica pasta locale, conosciuta anche come strozzapreti, e la Bufaletta che altro non è che uno spezzatino di carne di bufala. La festa si svolge come da tradizione il 1 Agosto a Villa S.Stefano (Frosinone) ed è organizzata dalla Pro Loco di Villa S.Stefano; si potrà assistere alla preparazione da parte delle massaie dei Cecapreti, passeggiare per il mercatino dell’artigianato e dei prodotti locali, e vedere la consegna del premio provinciale alla cultura “Pro Loco”. Il tutto accompagnato da spettacoli, musica e balli in piazza.

4 . Festa dei Puciu

7Un nome curioso, con cui in Piemonte sembra essere definita la nespola, un frutto dal gusto particolare. La fiera si svolge nei giorni in cui cade la ricorrenza di San Nicola e la tradizione vuole che, per tutta la durata della festa, venga distribuita gratuitamente una minestra particolarmente sostanziosa che permette di nutrirsi e riscaldarsi; la caratteristica di questa zuppa è che viene fatta solo dagli uomini (da qui il nome di “minestra degli uomini”), i quali provvedono a preparare porri, cavoli verza, carote, zucche, patate, ceci di Nucetto e trippa di manzo piemontese, trascorrendo quindi l’intera notte della vigilia a cucinare. Questa veglia è normalmente accompagnata da una “Bagna cauda” e dal Dolcetto (un vino tipico), che vengono offerti anche per i curiosi nottambuli. Non si hanno notizie certe sulla sua realizzazione o meno quest’anno, ma se si farà, dovrebbe tenersi attorno al 4 Dicembre 2015.

3. Sagra del “Manfricolo”

8Nome bizzarro, ma non troppo, che merita un terzo posto. Questa sagra, dedicata ad una prelibatezza umbra, è giunta ormai alla 40°edizione; il “Manfricolo” infatti, altro non è che una pasta. La festa si tiene ogni anno ad Avigliano Umbro (Terni) dal 1 al 16 Agosto. I turisti che vi parteciperanno potranno degustare ottimi “Manfricoli” nelle loro tre varianti, rossi, bianchi ed alla “zozzona”.

2. Sagra de “la volia cazzata”

9No, non è una parolaccia, ma è una sagra che esiste veramente, in italiano sarebbe “dell’oliva schiacciata”. Questa festa, che ha raggiunto la sua 25° edizione ormai, cade ogni anno nella terza settimana di Ottobre , a Martano (Lecce) ed è organizzata dall’Associazione Culturale “Cosimo Moschettini”. I visitatori potranno gustare gratuitamente le tipiche “volie cazzate”, oltre ai prodotti della tradizione agroalimentare locale come legumi, cicoreddhe (verdure selvatiche) preparate secondo le tipiche ricette, il bollito di maiale, gli arrosti, i formaggi tipici di alcune aziende casearie della Grecìa Salentina. Non mancherà il tradizionale appuntamento con il pranzo di degustazione della domenica, che come ogni anno si svolgerà presso gli stand della sagra e che sarà aperto a tutti coloro che vorranno, su prenotazione, trascorrere il pranzo in compagnia dello staff della Sagra.

1. Sagra de la pasta fatta a casa e de lu porcu paesanu “pri-pri”

10Questa sagra merita il primo posto perché il suo nome, unico ed inimitabile, batte tutti gli altri. È una festa annuale che si tiene il 12 Agosto a Montesardo (Lecce) durante la quale si potrà degustare oltre alla carne di maiale e della buonissima pasta fatta in casa, gustosi piatti della tradizione come la “marenna” (impasto di pane fritto, rape e ceci), “lu ranu (grano) passatu”, “le pittule” (frittelle di pasta lievitata farcite in diversi modi), “la fritta”, le gustose “foje reste” (cicorie selvatiche) e le “zavirne” (tipiche verdure selvatiche), il tutto accompagnato da dell’ottimo vino locale “de la Parduidda”, prodotto da tipiche uve salentine.

– Debora Becchetti – 

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