10 motivi per amare Scrubs

Ottobre è il mese degli inizi. Almeno in televisione. La settimana scorsa abbiamo festeggiato i 15 anni dalla prima messa in scena della serie Gilmore Girls, ma oggi io vi elencherò i motivi per amare Scrubs, un’altra serie cult delle comedy americane che vide la sua prima messa in onda i primi di ottobre di ben 14 anni fa. Questa serie (non nascondo che sia la mia preferita) ci ha accompagnati per otto stagioni – chi afferma ci sia anche la nona stagione, non è un vero fan – facendoci ridere, piangere, ridere, stupirci, appassionarci e ridere. Ma vediamo perché dovremmo tutti amarla.

1. La Bromance

01Questo non può che essere il primo punto. Sin dalla prima puntata conosciamo J.D. e Turk, la “coppia” della serie. I due sono amici inseparabili, seppur così diversi. I due parlano del loro rapporto come se fosse un matrimonio. I due si amano alla follia e non fanno che ripetere, alle loro mogli/fidanzate, che non possono competere col loro amore.
Le battute sulla coppia, ci accompagnano per tutta la serie, dal “Oh i neosposini… e c’è anche Carla!” del dottor Cox alla dichiarazione finale di J.D. ad Elliot che la convince del sua amore dicendole “Elliot, io ti amo più di Turk!“… che non è assolutamente vero, ma noi accettiamo lo stesso. J.D. e Turk sono l’amicizia che tutti noi vorremmo: quella indissolubile, quella che, nonostante le varie peripezie, non si scioglie mai, quella che non viene separata da un matrimonio e nemmeno dal rapporto di J.D. con l’avvocato che vuole rovinare la carriera di Turk. Quando Carla sta per partorire, Turk ammette di poter avere il figlio solo quando arriva J.D. e quest’ultimo rischierà di rovinare il matrimonio del suo amico solo per averlo una sera di nuovo con lui. Un amore vero, un’amicizia vera. E, come dice “Guy love”, la loro canzone, “Than explain our guy love, that’s all it is / Guy love he’s mine I’m his / There’s nothing gay about it in our eyes.”

2. La vita nell’ospedale

02Nonostante ci siano molte serie TV con la stessa ambientazione, Scrubs è l’unica nella quale l’ospedale fa da sfondo e non è il vero fulcro della storia. Questo rende la vita all’interno dell’ospedale più credibile, soprattutto a detta delle associazioni ospedaliere di tutto il mondo. Infatti non vedremo ogni volta casi strani di malattie sconosciute o con strani sintomi da studiare come nel Dottor House e non vedremo casi di chirurgia estrema, incidenti e altro come in ER – Medici in prima linea o in Grey’s Anatomy. In Scrubs si parla di clisteri, di cure antibiotiche o medicinali, di cateteri. I chirurghi di Scrubs effettuano operazioni di routine, tengono i lembi adiposi, scelgono la musica che li accompagnerà per l’operazione. Gli ospedali non sono solo luoghi di cura, ma sono anche aziende, comandate da primari di medicina che cercano di guadagnare il più possibile e messe in crisi da avvocati esperti nei casi di medicina. Niente spettacolarità negli interventi o nelle diagnosi: solo puro realismo. E questo realismo è dovuto nel fare dell’ospedale solo lo sfondo, incentrando il tutto sui personaggi e sulle loro estrosità.

3. L’inserviente

03Credo che il personaggio dell’Inserviente meriti un punto a se. E non è una sua particolarità a farci amare il personaggio, ma tutto l’insieme di estrosità grottesche che lo compongono. Ne inventa sempre una per dar fastidio a J.D. come se fosse Will il Coyote che cerca di catturare Beep Beep, con la differenza che, in qualche modo, J.D. non ha sempre la meglio. Lo vediamo affrontare il suo lavoro in modo sempre più atipico e ci innamoriamo di lui. Lo vediamo affrontare le situazioni in maniere sempre più estrose e tifiamo sempre per lui. Lo vediamo affrontare la sua infatuazione per la “Dottoressa Bionda” Elliot e non riusciamo a sperare che lei si metta con lui.
Qualsiasi sia la situazione, anche la più commovente, possiamo sempre contare su di lui, per un sorriso, come nella puntata in cui aiuta J.D. e Turk con un paziente sordomuto e racconta il suo passato con la sorella non udente e quanto furono vicini grazie al suo conoscere il linguaggio dei segni. Tu stai per far scendere una lacrimuccia, quando lui torna ad essere il solito Inserviente. Pensate che, dalla sesta stagione, alcuni suoi monologhi non furono scritti, lasciando Neil Flynn a ruota libera, diventando alcuni tra i pezzi più belli del personaggio.

4. I pianti

04Sì, i pianti. Perché abbiamo pianto varie volte, guardando Scrubs, pur essendo una serie comedy. Sì, molte altre comedy ci hanno commosso, ma la differenza tra Scrubs e le altre serie è soprattutto una: Scrubs è ambientata in un ospedale. E negli ospedali la gente muore.
Sì, possiamo commuoverci con Friends o con Gilmore Girls, ma in Scrubs la gente muore davvero come muore nella realtà. In un ospedale, c’è la gioia di una nuova vita, la felicità di un intervento riuscito o di un male curato. Ma c’è anche la morte in agguato e la serie non fa che ripeterlo. Per questo, ci troviamo a piangere alla morte di Ben Sullivan (il fratello di Jordan, interpretato da Brendan Fraser) o dell’infermiera Laverne, ma anche dei vari pazienti passati per il Sacro Cuore e dei quali abbiamo ancora un ricordo forte nella testa. E, quando rivedrete Scrubs, tornerete a quelle puntate e penserete “No, volevo ridere oggi!” ma sono puntate maledettamente belle per non guardarle di nuovo.

5. I sogni di J.D.

05Uno dei punti di forza di questa serie è J.D., un dottore così strambo da avere delle fantasie completamente strampalate. Sarà la sua voce e il suo flusso di pensieri ad accompagnare le puntate, tant’è che ogni episodio si chiama “La mia/Il mio…” qualcosa (“Il mio musical“, “La mia compagna di sesso“, eccetera). E le sue fantasie vengono interpretate dagli attori della serie, creando scenette geniali e molto divertenti, a volte demenziali, ma mai scontate.
Potrete vedere Cox vestito da donna o lo stesso dottore affrontare Kelso a colpi di spade laser come Obi Wan Kenobi e Darth Fener. Vedrete la testa di J.D. esplodere per il troppo stress o avere strane fantasie con delle donne mozzafiato. Lo vedrete interpretare un wreslter o un cavernicolo ed avere un monologo interiore nella antica lingua delle caverne. Ogni fantasia di J.D. ci affascina e ci strega. E spesso mi viene da pensare: chissà gli attori quanto si saranno divertiti a metterle in scena.
Piccola nota a margine: non tutti gli episodi si intitolano con “Il mio” o “La mia“, ma ce ne sono alcune che iniziano con “Il suo” o “Il loro“. Queste sono puntate in cui non sarà la voce interiore di J.D. ad accompagnarvi, ma quella di qualcun’altro personaggio.

6. Le strane coppie

06Diciamocelo: il bello di queste serie sono anche i rapporti interpersonali. Anzi, sono la cosa più bella da seguire. Scrubs è piena di strane coppie, da quelle di amicizia a quelle amorose. Abbiamo già parlato della coppia simbolo del bromance J.D. & Turk, ma quest’ultimo fa coppia sin dalla prima stagione con Carla. Loro sono una coppia particolare, ma non troppo: Turk è un bambinone, mentre Carla è una che ha le idee chiare, ma è anche una che ama insegnare, quindi la coppia funziona benissimo. Per non parlare della coppia Cox & Jordan, due tipi dal carattere disfunzionale che, però, funziona bene se assemblato all’altro. Ma Cox è anche membro di una coppia con Kelso, col quale si punzecchia spesso, creando alcune delle battute più esilaranti (“Ehi, campione: chi ha due pollici e non ti ascolta neanche? Bob Kelso! Come va?“). Inoltre, la coppia Kelso & Ted è ancora più esilarante, con il povero avvocato che fa da schiavo al primario, ma con piccoli momenti di gloria, tanto grandi per lui. Elliot, invece, farà coppia con J.D., ma mi piace ricordarla in un’altra coppia. Non Sean e nemmeno Keith: la vera coppia è Elliot con l’Inserviente. Peccato che non sia stata sfruttata appieno.

7. I personaggi esasperati

07Il gioco di Scrubs è quello di avere personaggi fin troppo delineati, tanto da avere caratteristiche esasperate. Elliot è una nevrotica e le sue pazzie sono portate all’eccesso, tanto da scappare dalla finestra quando Carla prova a parlarle mentre lei è in bagno a fare “quella grossa“. Cox è un dottore iroso e vanesio, ma anche queste cose sono portate talmente all’eccesso da aiutare Elliot solo dopo essere stato adulato da lei (sotto sua esplicita richiesta, poi). Così Carla è la classica maestrina “so-tutto-io” che vuole dire sempre la sua, il Todd è un satiromane che non riesce a fare a meno di fare battute sul sesso, Ted è una pezza da piedi senza spina dorsale che non riesce a far valere nessuna sua decisione, eccetera… Ma, in tutto questo, ogni personaggio ha un momento in cui mette da parte le sue “qualità” esasperanti per essere normali, per una volta. Così Kelso, il primario avaro e mangia-soldi, farà trattenere un paziente senza assicurazione, e Turk, omofobo e molto attento ad esibire la sua mascolinità, riuscirà ad aprirsi col suo amico, nonostante ritenga questa cosa “da donne“. Perché, in fondo, siamo tutti esasperati, ma abbiamo tutti la nostra normalità.

8. Il “cuore d’oro” del dottor Cox

08Perry Cox è uno dei personaggi più belli della serie. Sue sono le battute migliori, sia quando prende in giro J.D. (“Pivello, se le prossime parole che dici non sono ‘Ci si vede’, allora saranno ‘Oh mio Dio le palle! Mi ha dato un pugno sulle palle!'”), sia quando si battibecca con la sua felice ex-moglie Jordan (Cox: “Hai già deciso come chiamare il bambino?” / Jordan: “Penso che lo chiamerò come mio padre…” / Cox: “Evasore Fiscale?”), sia quando entra in conflitto col suo superiore, il primario dottor Kelso (“Ehi Bob, quando il principe delle tenebre ti richiamerà a casa, ti prego: promettimi che donerai il tuo corpo alla scienza. E non intendo la scienza medica, ma la NASA. Perché quando tutti quei cervelloni avranno rinunciato a cercare di capire com’è fatto un buco nero, guardando quello spazio dove un tempo ci sarebbe dovuto essere il tuo cuore, diranno finalmente sollevati: Oh, che sciocchi… Ecco com’è fatto!“).
Ma il dottor Cox non è solo monologhi ed insulti. In realtà, sotto la sua scorza dura, c’è un cuore d’oro. Lui stima J.D., lo reputa un ottimo dottore ed è molto fiero dei suoi traguardi quanto dispiaciuto dei suoi fallimenti, proprio come un ottimo padre. Colpisce Kelso per proteggere Elliot; aiuta tutti lamentandosene, ma senza tirarsi in dietro. Accetta Jordan in cinta a casa sua, pur sapendo – erroneamente – che il figlio non è suo. Il Dottor Cox è un personaggio molto complesso: ha sofferto tanto per colpa degli abusi del padre, è duro, ma è un ottimo insegnante ed un padre migliore del suo. Sono sicuro che tutti conosciamo o abbiamo conosciuto un “Cox” in vita nostra. Perché, in fondo, non è per niente irreale.

9. Le 1000 ragazze di J.D.

09Diciamocelo: J.D. non è un mostro di bellezza. E se vogliamo dirla tutta, non è nemmeno un mostro di persona. Ci affezioniamo a lui, ma sappiamo che come amico non è il massimo e nemmeno come ragazzo. Eppure ha una sfilza di ragazze mozzafiato, l’una dietro l’altra. Alcune sono molto affini a lui: ricordo con amore Julie, interpretata da Mandy Moore (vera ragazza di Zach Braff all’epoca delle riprese), l’imbranata ragazza tutto pepe, che, tra tutte, oltre ad essere la mia preferita, era la più affine a J.D.
Tra le più importanti, però, troviamo Molly, la psicologa svampita e disfuzionale interpretata da Heather Graham (col quale non riesce ad avere un vero e proprio rapporto), e Kim, la dolce urologa interpretata da Elizabeth Banks col quale ha un figlio. Lo ricordiamo andare al letto con Jordan stessa (quando non sapeva che fosse l’ex moglie di Cox) e, dopo, avere un rapporto con Danni Sullivan, sua sorella. Ricordiamo anche il rapporto freddo ed impersonale con l’avvocato Neena Broderick o con l’adora-drammi Jamie Moyer, meglio conosciuta come BSC – Bella Sposina del Coma. In pratica, il fascino di J.D. – qualunque esso sia – lo porta ad avere tante ragazze splendide ed ha rovinare, ogni volta, la sua storia. Perché, in fondo, lo sappiamo tutti: alla fine sceglierà Elliot.

10. Il finale “stereotipato”

10Dopo aver visto 8 stagioni (continuo a dire che la nona non esiste), le ultime due puntate sono un colpo al cuore. J.D. decide di cambiare ospedale per stare vicino al figlio e, piano piano, saluta tutto l’ospedale, ma sappiamo che, in realtà, sta salutando noi. La loro vita continua, non è un addio con Turk o Carla o Elliot (col quale si sposerà), ma è un addio con noi. Ogni parola è uno stiletto al cuore.
Così, con la scusa del suo cambio di ospedale, J.D. ci saluta e, alla fine, si ritrova nel corridoio di uscita dell’ospedale, dove ritroviamo tutti i personaggi che hanno partecipato e sono stati amati dai fan della serie. C’è il referente della prima serie, la prima vecchina che J.D. vede morire, c’è Colin Hay, leader del gruppo Men-At-Work, che ha partecipato ad alcune puntate, o la logorroica e ansiosa paziente Jill Tracy. Tutti quanti (ne mancano alcuni che non hanno partecipato per varie ragioni) ricompaiono per dare il loro saluto a J.D., per aiutarlo a chiudere quel capitolo della sua vita. E poi, su un telo bianco, viene proiettato il suo futuro, o almeno quello che lui vorrebbe. Futuro dove sposa Elliot, ha una famiglia con lei e passa il Natale con Turk e Carla, ma anche con Cox e Jordan.

Una fine non è mai facile. Me la immagino così tanto nella mia testa che non potrà mai soddisfare le mie aspettative, e finirò sempre per rimanere deluso. Non sono nemmeno sicuro del perché m’importi di come finirà tutto. Immagino che sia perché tutti crediamo che quello che facciamo sia molto importante, che le persone pendano dalle nostre labbra, che diano importanza a quello che pensiamo. La verità è che devi considerarti fortunato se anche solo di tanto in tanto fai sentire qualcuno, chiunque, un po’ meglio. In fondo è qualcosa che riguarda tutte le persone entrate nella mia vita, e mentre la mia mente ne ricordava le facce ho pensato anche alla mia famiglia, ai colleghi, agli amori perduti, a quelli che ci hanno lasciato. E come ho girato l’angolo sono venuti tutti da me, come un’onda di esperienze condivise. E anche se mi sentivo al caldo e al sicuro, sapevo che doveva finire. Non è mai un bene vivere troppo a lungo nel passato, e per quanto riguarda il futuro, grazie a Dan, non sembra più così spaventoso… può essere quello che vuoi tu.

– Giorgio Correnti –

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