10 motivi per amare La Tata

Caro lettore, oggi, voglio sottoporti un quesito: il nome Francesca Cacace ti dice niente? Lo so, è una domanda molto sciocca. È ormai dal 1995 che noi italiani conosciamo “La Tata” grazie allo schermo del televisore. La sit-com statunitense, “The Nanny” (titolo in lingua originale), è stata trasmessa, nel suo paese d’origine, nel 1993, dalla rete televisiva CBS, fino al 1999. La serie ha ricevuto, negli USA, 11 nomination agli Emmy Awards, ma ne ha vinto solo uno nel 1995, come miglior design dei costumi. Da quanto la stravagante “Francesca” è entrata, insieme alla sua pazza combriccola, nelle nostre case è riuscita, sempre, a regalarci tanti sorrisi. Ora che Paramount Channel sta trasmettendo nuovamente la serie non posso proprio lasciarmi sfuggire l’opportunità di mettere su “carta” i motivi per cui amo questa sit-com, e non posso certo frenarmi dal rivelare qualche piccola curiosità che gli occhi di, alcuni, spettatori ignorano. Sulla linea degli altri articoli, che trovate sempre sul nostro Youpopcorn (10 motivi per amare Gilmore Girls, 10 motivi per amare Scrubs e 10 motivi per amare Friends), ma con una particolare attenzione alle curiosità, ecco 10 motivi per amare La Tata.

1. Un motivo per amare La Tata? La sua folle, folle, famiglia! Zia Assunta, Yetta e, il grande assente ma sempre presente, Zio Antonio sono una famiglia italiana trasferitasi in America. Nella versione originale, però, Francesca Cacace non ha certamente sangue italiano nelle sue vene! In realtà Francesca è Fran Fine, una trentenne ebrea. Ebbene sì, il riadattamento nella nostra lingua ha cambiato buona parte della storia, a partire dalle origini della nostra Tata: zia Assunta, in realtà, è la mamma della protagonista (Sylvia Fine), zio Antonio è suo padre (Morty Fine) e Yetta è sua nonna, nonché la madre di Sylvia!

2. La vita reale di Francesca. I nomi dei genitori, nella serie originale, sono infatti i nomi dei genitori dell’attrice Fran Drescher. La protagonista e co-produttrice della serie, con l’allora marito Peter Marc Jacobson, inserirono nella serie molti riferimenti alla sua vita reale. A questo proposito, possiamo vedere in alcuni episodi i genitori dell’attrice recitare in diversi ruoli minori.

3. Fran Drescher, nella serie, non si è limitata solo ad inserire la sua famiglia, ma ha anche fatto recitare il suo cane. Ricordi il cane di C.C. Babcock? La sua vera padrona era proprio l’attrice, ecco spiegato perché il cagnolino mostrasse tanta simpatia nei confronti di Francesca e corresse sempre via dalla bionda C.C.

4. Nella serie ho sempre apprezzato il rapporto tra Francesca e la sua amica Lalla, la sua bionda migliore amica un po’ svampita. Nella versione originale Lalla è Valerie “Val” Toriello ed anche lei è ebrea.

5. Colonne portanti di tutta la serie sono senza dubbio Niles e C.C. Babcock, eterni e sagaci nemici. Amavo il loro strano rapporto e il loro punzecchiarsi di continuo! Nella vita i due attori che li interpretavano, Daniel Davis e Lauren Lane, sono ottimi amici e, ancora oggi, si vedono almeno una volta al mese per pranzare insieme. Adorabili!

6. Un punto speciale va dedicato a Niles. Nella serie, è il maggiordomo inglese della famiglia Sheffield. Brillante e ficcanaso, nello show sfoggia un meraviglioso accento inglese, apprezzabile, ovviamente, solo in lingua originale. L’attore, Daniel Davis, è cresciuto, però, in Arkansas. Davis ha rivelato che, solo dopo che fu girato il pilot, confessò le sue vere origini. La sua magistrale bravura riuscì ad ingannare tutti, tanto da far prendere carta e penna ad alcuni fan dello show per suggerire a Charles Shaughnessy, l’attore che interpretava Maxwell Sheffield, di prendere lezione di dizione da lui. Per loro l’accento di quest’ultimo non suonava come quello di un vero inglese. Abbastanza surreale visto che l’attore è nato proprio a Londra. Chapeau Daniel!

7. Il rapporto tra Francesca e i figli di Max. Sebbene ne “La Tata” l’attrice, Fran Drescher, dovesse occuparsi dei tre figli del suo datore di lavoro Maxwell Sheffield (ovvero Maggie, Brighton e Grace), quest’ultima, interpretata da Madeline Zima, ha dichiarato in seguito che il lavoro sul set per lei è stato tutto fuorché una bella esperienza: “Non è stata un’esperienza divertente. Mi trattavano più come un oggetto di scena, che come un essere umano”. A chi l’ha accusa di essere ingrata, nei confronti dello show che le ha regalato popolarità, l’attrice risponde: “Preferisco essere onesta. Sono stata neutrale e corretta per fin troppo tempo”. In compenso il rapporto con i suoi “fratelli di scena” è ottimo, tanto da sentirsi ogni settimana.

8. Il coraggio del personaggio e dell’attrice. La Drescher racconta, da anni, che ha sempre sognato una serie tutta sua. L’occasione propizia arrivò durante un volo America-Francia. Uno dei produttori della CBS era sul suo stesso volo e l’attrice, dopo essersi chiusa nel bagno dell’aereo per armarsi di coraggio, riuscì a presentarsi davanti a lui. Dopo una chiacchierata, l’uomo accettò di rivederla per discutere delle sue idee. Un anno dopo, nasceva “La Tata”!

9. Un pezzo fondamentale e indimenticabile della serie? La sua colorata sigla! Il motivetto si riconosce sin dalle prime note, ma all’inizio la produzione aveva scelto come theme song “If My Friends Could See Me Now“, canzone del musical Sweet Charity.

10. Il mitico cast. Direi, infatti, che non posso non concludere, queste mie poche righe, ringraziando gli attori e tutta la grande macchina che ha lavorato per questa serie. Non leggeranno mai queste mie parole, ovviamente, ma ogni volta che mi imbatto in una puntata de “La Tata” riescono a farmi tornare un po’ bambina e per questo sarò loro sempre grata!

– Giuseppina Serafina Marzocca – 

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